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CEGLIESI AL CINEMA


MARTEDI' 21 FEBBRAIO 2012



DOPO ALCUNE COMPARSE IN ALTRI FILM DEGLI ANNI 80'...QUESTA VOLTA GENNARO SOLITO , CEGLIESE, HA VINTO ANZI HA STRAVINTO...CI RACCONTA TUTTO LA GIORNALISTA SONIA GIOIA. 

"Io, dal carcere al set dei Taviani
il cinema mi ha ridato la dignità"

Gennaro Solito è uno dei detenuti protagonisti di "Cesare deve morire", vincitore al festival di Berlino. Fuori per un difetto di notifica, attende la nuova udienza a Ceglie Messapica, nel Brindisino. "Durante le riprese è stato come se le mura di confine fossero state abbattute". "La prima cosa che chiederò al giudice è il permesso di andarmi a rivedere sullo schermo"

di SONIA GIOIA
Carcere di Rebibbia, sezione di alta sicurezza, cella numero 6. Cinque detenuti in quattro metri quadrati. Il secondino infila le chiavi nella toppa, lora del ciak. Lo spazio asfittico della prigione si spalanca sul palcoscenico di Cesare deve morire, riscrittura in celluloide del dramma shakespeariano a firma di Paolo e Vittorio Taviani. Un mese e mezzo di riprese, poi il trionfo a Berlino. I fratelli Taviani stringono l'Orso doro fra le mani e lo dedicano a loro, i detenuti protagonisti della pellicola che ha guadagnato all'Italia la vittoria alla Berlinale dopo 21 anni.

2 commenti:

  1. che tristezza... Sonia Gioia rifletti prima di scrivere!

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    1. Molti complimenti Sonia Gioia per l'articolo e la video intervista, che mette bene in evidenza il problema delle carceri in Italia. Purtroppo il pensiero dominante è "metteteli dentro e buttate la chiave", pensiero indegno di un paese civile qual è, o dovrebbe essere, il nostro. Brava.

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