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LA RISPOSTA DEI SINDACATI SULLA VERTENZA

MERCOLEDI' 2 OTTOBRE 2013
MARTINA FRANCA - Si comprende ampiamente la disperazione di alcuni lavoratori dell’ITN (ditta di confezione di abiti da uomo, considerata per molto tempo leader del sistema delle pmi del settore confezioni di Martina), determinata dalle enormi difficoltà incontrate nella individuazione della strada da percorrere per fronteggiare la grave crisi, che ha colpito l’impresa causando la cassa integrazione per circa 140 lavoratori fin dalla metà del 2012.
Persino il percorso per affermare il diritto ad utilizzare gli ammortizzatori sociali è stato accidentato e continua ad esserlo, se è vero come è vero che ad oggi, conclusosi il primo anno, anche per la grave situazione politica nazionale, alle famiglie non è arrivato alcun sostegno, creando loro una situazione del tutto insostenibile.
E come se tutto, ciò di per sé, non fosse già abbastanza drammatico, purtroppo questa situazione di vera e propria indigenza non è neanche il problema più grave, poiché è la perdita del lavoro il macigno più gravoso, difficile da rimuovere,ma devastante negli effetti che produrrà alle famiglie coinvolte, alla società e al sistema produttivo locale.
La CGIL, all’indomani della decisione dell’impresa di mandare a casa 140 operai, ha messo in atto, con il consenso dei lavoratori, tutti gli interventi idonei ad affermare il diritto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, anche al fine di non mettere la parola fine sull’attività di un’impresa, che pure è stata sul mercato per moltissimi anni.

Bisognava sostenere l’impegno di coloro che al lavoro e ad un pezzo importante del sistema produttivo locale non rinunciavano.
Era necessario, per questo, l’unità dei lavoratori, una diversa disponibilità dell’impresa, un’attenzione delle istituzioni e la volontà di trovare soluzioni, che, salvaguardando il lavoro, garantissero la prospettiva di un rientro dalla crisi e comunque un contenimento degli effetti devastanti sul sistema produttivo locale della crisi economica in atto.
Su questo si è impegnato il sindacato e su questo continuerà a farlo nella convinzione che occorre mantenere alta l’attenzione della città su queste problematiche, consapevole della grave situazione in cui versano le famiglie dei lavoratori senza lavoro e della necessità di inserire la loro sacrosanta lotta per la difesa del loro lavoro in un impegno più ampio a trovare soluzioni che sostengano un contenimento della crisi, facendo leva anche su quella parte del sistema d’impresa, presente nel nostro territorio, che fronteggia la crisi e si impegna, difendendo se stessa, a difende il futuro della nostra città.

Occorre pertanto rilanciare nella città l’attenzione su questi temi, che non possono essere considerati marginali e lasciati nelle sole mani dei lavoratori e del sindacato.

1 commento:

  1. lo sapete come la penso io per trovarsi in queste condizione le aziende e stata colpa dei lavoratori che sono un scanzafatica e i sindacati anno rovinate l azienda per questo conviene andare nei paesi asiatici se ve ne siete accorti vedete il signor ebifani dove sta adesso al governo prima era con ilavoratori li ntendo era quello di sistemarsi anche lui questa e la politica gente svegliatevi

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