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Rappresentanti Aede in città

 Martedì 15 gennaio 2018
Ieri mattina, il Presidente Christos Collocas e la Segretaria Generale Panagiota Jiulia Karadima della Sezione Greca dell’AEDE (Associazione Europea degli Insegnanti), in visita alla casa comunale di Ceglie Messapica dove si sono intrattenuti con il primo cittadino Luigi Caroli e con l'assessore alla cultura Antonello Laveneziana.
I rappresentanti greci sono stati accompagnati nella visita in città dal Prof. Silvano Marseglia Presidente Europeo AEDE.
 

Si parte con la nuova stagione teatrale

Lunedì 14 gennaio 2019
 

IL TEATRO DELLE ARIETTE INAUGURA LA STAGIONE DI PROSA DEL TEATRO COMUNALE DI CEGLIE MESSAPICA

Teatro da Mangiare?” e “Attorno a un tavolo”: due spettacoli imperdibili in scena, dal 15 al 18 gennaio 2019, al Teatro Comunale di Ceglie Messapica per la stagione teatrale promossa in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.


Si apre con una Prima Regionale Assoluta la Stagione di Prosa 2019 di Ceglie Messapica organizzata da Comune, Teatro Pubblico Pugliese e Armamaxa Teatro. Ospite della Stagione Teatrale sarà il Teatro delle Ariette che martedì 15 e mercoledì 16 Gennaio presenterà il suo storico “Teatro da Mangiare?” e giovedì 17 e venerdì 18 Gennaio, per la prima volta in Puglia, “Attorno a un Tavolo: piccoli fallimenti senza importanza” che ha debuttato la scorsa estate al Festival Primavera dei Teatri a Castrovillari.
Trenta commensali. È questo il numero massimo di spettatori previsti per ogni singola replica dei due spettacoli portati in scena dal Teatro delle Ariette, compagnia emiliana, capeggiata da Paola Berselli e Stefano Pasquini, compagni anche nella vita, e con loro Maurizio Ferraresi, che da una fattoria dell’altipiano bolognese, in Valsamoggia, hanno creato un teatro fatto di cibo e storie, per l’appunto «da mangiare», che non ha eguali in Italia.
Diciotto anni di vita e oltre 1000 repliche in giro per l’Italia e l’Europa: concepito nel 2000 nella cucina della casa delle Ariette, “Teatro da mangiare?” (in scena il 15 e il 16 gennaio, ore 21.00) è soprattutto un’esperienza e una pratica quotidiana, dove arte, vita e lavoro coincidono e convivono, invitando il pubblico a mangiare davvero le cose che il Teatro delle Ariette coltiva nella sua azienda agricola. Così, seduti attorno a un tavolo, preparando e consumando un vero pasto, le Ariette raccontano la loro singolare esperienza di contadini-attori: ventisette anni di vita in campagna e ventuno anni di teatro fatto fuori dai teatri.
«Attorno al grande tavolo dove ci ritroviamo, attori e spettatori, a condividere il tempo di un pranzo o di una cena, succede qualcosa che non siamo in grado di spiegare. Si compie un rito così profondamente umano da catapultarci nel cuore del nostro presente, nell’attimo assoluto del “qui e ora”, senza mediazione, nell’evidente e disarmante verità delle nostre vite».
Attorno a un tavolo. Piccoli fallimenti senza importanza” (in scena il 17 e il 18 gennaio, ore 21.00) è la naturale chiusura di un cerchio tracciato 18 anni fa: si ritorna a tavola e i tre attori, servendo acqua e vino, focacce, formaggio, verdure e tagliatelle, raccontano storie di vita (di teatro, di agricoltura, di paura di volare, di amici e di cinghiali), esperienze personali, piccoli fallimenti apparentemente senza importanza, inquietudini che attraversano il nostro presente. Ancora una volta lo fanno con leggerezza, senza drammatizzare, piuttosto con la voglia di giocare. Nella Cucina-Teatro delle Ariette tentano di creare, per il tempo effimero dello spettacolo, una comunità provvisoria, forse ancora possibile.
Entrambi gli spettacoli sono fuori abbonamento e riservati a un numero massimo di 30 commensali a replica. Il costo del biglietto è di euro 20.
I biglietti possono essere prenotati al n. 389/2656069 (anche via WhatsApp) e sono in vendita il giorno prima di ogni spettacolo dalle 18.00 alle 20.00 e il giorno dello spettacolo dalle 17.00 presso il Teatro Comunale.
Il TPP è accreditato a 18app e Carta del Docente per consentire l’acquisto di abbonamenti e biglietti rispettivamente ai giovani 18enni e ai docenti titolari del bonus.
La stagione teatrale 2019 riprende a febbraio, per concludersi ad aprile, alternando spettacoli nati a Ceglie Messapica con altri di artisti conosciuti del panorama nazionale: il 21 febbraio in programma “Vi racconto il mio piano”, un concerto/spettacolo di piano solo, immagini e filmati interamente composto ed eseguito da Mirko Lodedo; il 23 marzo in scena Emilio Solfrizzi con “Roger”, un monologo che si svolge interamente su un campo da tennis e che rappresenta un’immaginaria partita tra un generico numero due e l’inarrivabile numero uno del tennis di tutti i tempi; il 31 marzo sarà la volta di Massimo Wertmüller e Michele La Ginestra in “Come Cristo comanda” che porteranno in scena due soldati romani, Cassio e Stefano, le cui vite si sono intrecciate con quelle di Gesù; l’evento che ha sconvolto l’umanità ha travolto anche loro e che, in una lunga notte, si confronteranno alla ricerca di risposte. A chiudere la stagione, il 16 aprile, “Metamorfosi. Indistinto racconto” di e con Gaetano Colella, Enrico Messina e Daria Paoletta: un lavoro scritto a quattro mani, che attraversa le Metamorfosi di Ovidio con la libertà di “tradirle” proprio nell’intento di narrare il mito.
L’abbonamento ai 4 spettacoli (la campagna abbonamenti continua dal 15 al 18 gennaio, dalle ore 18.00 alle ore 20.00 presso il botteghino del Teatro Comunale di Ceglie Messapica) è di euro 38 per la galleria e di euro 50 per la platea.

Info e prenotazioni al 389/2656069.

Corri a Ceglie 2019

Lunedì 14 gennaio 2019

Mobilitazione contro la Xylella

Lunedì 14 gennaio 2018

Sì, combatto Xylella”
È stata la prima grande mobilitazione popolare, quella che si è svolta a Monopoli durante la mattinata di ieri, domenica 13 gennaio, per chiedere interventi concreti contro la Xylella. Istituzioni, associazioni di categoria, agricoltori, vivaisti, olivicoltori e frantoiani si sono dati appuntamento nella città barese, in cui è stato rinvenuto pochi giorni fa l’ultimo focolaio del batterio. Dopo aver distrutto l’economia olivicola e il paesaggio rurale salentino, la Xylella fastidiosa minaccia pesantemente l’Alto Salento e si avvia all’offensiva nel nord della Puglia, un territorio noto per la sua alta produttività. 
A sostegno della scienza, per la salvaguardia del territorio e della sua economia, circa quattromila manifestanti, scortati da una sessantina di trattori, hanno composto il nutrito corteo che ha sfilato lungo le vie cittadine di Monopoli, partendo da largo Pantano, fino a convergere in piazza Vittorio Emanuele. Ricercatori, vivaisti, operatori turistici, comunicatori, agricoltori e rappresentanti delle associazioni, sono intervenuti dal palco in nome dei presenti e di tutto il comparto olivicolo pugliese, per chiedere al Governo e all’UE di predisporre una serie interventi concreti e immediati allo scopo di contrastare l’emergenza.
«Nella lotta alla batteriosi quindi, tra le priorità del territorio ostunese e dell'Alto Salento tutto, c'è sicuramente quella di salvare la Piana. Le nostre proposte concrete, già da oltre un anno, sono quelle di dare corso alle misure disposte e ai protocolli d’intesa sottoscritti, accelerando i tempi di eradicazione delle piante contagiate, anche attraverso il conferimento di poteri speciali ai sindaci.
Le proposte illustrate dal sindaco Gianfranco Coppola, si riconducono a quanto emerso durante l’affollata assemblea di preparazione alla manifestazione, che si è svolta nel tardo pomeriggio di sabato 12 gennaio, presso la sede del GAL Alto Salento 2020. Convocata dall’associazione “Libero Comitato anti-Xylella”, in collaborazione con il movimento civico “Sì, combatto Xylella”, sorto per promuovere la mobilitazione, l’assemblea è stata presieduta dal sindaco e presidente del GAL Alto Salento Gianfranco Coppola, dal presidente del Parco delle Dune Costiere Enzo Lavarra, dalla presidente del comitato anti-Xylella Carmela Riccardi. Hanno inoltre accolto l’invito a partecipare i sindaci: Massimo Lanzilotti (Carovigno); Luigi Caroli (Ceglie Messapica); Domenico Conte (San Vito dei Normanni). Diversi anche gli esperti del settore, tra cui il prof. Franco Nigro, patologo vegetale dell’Università di Bari; Gianfranco Ciola, direttore del GAL Alto Salento e del Parco delle Dune Costiere; l’agronomo e certificatore bio Felice Suma; l’agronomo Pietro Sumerano, coautore dell'opuscolo informativo realizzato dal Presidio Informativo sulla Xylella sorto il 1° settembre scorso a Ostuni. In rappresentanza del Comune di Ostuni, ad accompagnare il sindaco Gianfranco Coppola c’era l’assessore all’ambiente Luigi Nacci; l’assessore alle politiche agricole Maria Zurlo e l’assessore allo Sport Mariella Monopoli.

Inaugurato il Salone dei Sindaci

Venerdì 11 gennaio 2018
Ieri 10 gennaio, alle ore 18.00 presso il Castello Ducale, si è tenuta l’inaugurazione del “Salone dei Sindaci”. Si è trattato di una particolare occasione per rendere omaggio ed dare un giusto riconoscimento alla figura dei Primi Cittadini di Ceglie Messapica che, nel corso dei secoli, hanno guidato la nostra città.
E' stato intitolato ai Sindaci il salone eventi del Castello e, con l’occasione, sono state collocate lungo le pareti le diverse immagini dei Primi Cittadini dal 1800 ad oggi.
Alla manifestazione hanno partecipatono gli ex Sindaci della Città, i parenti più prossimi degli ex Sindaci scomparsi e tutta la collettività.
La serata è stata moderata dalla giornalista Nicla Pastore.

Open Day Scuola dell'Infanzia

Venerdì 11 gennaio 2019

Nuovo gruppo politico

Venerdi 11 gennaio 2019
DEMOS – DEMOCRAZIA SOLIDALE ARRIVA IN PUGLIA
SABATO 12 GENNAIO 2019 PRESENTAZIONE A CEGLIE MESSAPICA (BR) ALLA PRESENZA DEL COORDINATORE NAZIONALE E CONSIGLIERE REGIONALE DEL LAZIO, PAOLO CIANI

Una rete federativa fatta di esperienze territoriali, iniziative civiche e amministratori locali per una nuova proposta politica: DemoS - Democrazia Solidale.
Dopo l’evento di lancio dello scorso ottobre a Roma, che ha visto la partecipazione di Paolo Gentiloni e Andrea Riccardi, arriva anche in Puglia il movimento promosso dal consigliere regionale del Lazio Paolo Ciani e da Mario Giro, già vice ministro degli esteri.
L’evento pubblico di lancio si svolgerà sabato 12 gennaio 2019, alle ore 10, a Ceglie Messapica presso la sala conferenze della Chiesa dei Padri Passionisti (via San Paolo della Croce, 40) alla presenza di Paolo Ciani, coordinatore nazionale DemoS, Gianni La Bella, docente Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Christian Roma, referente regionale, e Michele Locorotondo, referente provinciale di Brindisi.
DemoS-Democrazia Solidale ha una chiara identità. È un movimento politico che si rifà alla dottrina sociale della Chiesa, col faro del bene comune, e vede nella coesione sociale e nella solidarietà dei valori da cui ripartire in un tempo difficile. DemoS si propone come risposta alternativa alla diffusa proposta politica populista, xenofoba e anti europea; soprattutto, vuole rivolgersi ai “delusi della politica” e a tutti coloro che non ritrovano rappresentati i loro ideali negli attuali partiti.
“Con l’iniziativa di Ceglie Messapica DemoS-Democrazia Solidale sbarca nella provincia di Brindisi e con soddisfazione inaugura il suo primo presidio in Puglia – dichiara Paolo Ciani – In una Regione attraversata negli ultimi anni da tante sfide di livello locale e nazionale, sentiamo forte l’esigenza di una nuova esperienza politica che affronti con lucidità e senza propaganda temi complessi come il lavoro, la lotta alla povertà, la tutela dell’ambiente, l’immigrazione, la disoccupazione”.
A partire dai valori della Costituzione, DemoS-Democrazia Solidale vuole essere un tessuto che nasce dal basso, fatto di persone, donne, uomini e giovani, esperienze locali, “mondo cattolico”, liste civiche, associazioni e “orfani” di una politica senza più idealità.
Il movimento arriva in Puglia con l’obiettivo di dare voce e soluzioni ai problemi reali delle persone, delle famiglie e dei territori.
L’iniziativa pugliese segue di poche settimane la nascita di Democrazia Solidale a Roma, Torino, Napoli, Prato e Frosinone, mentre nuovi gruppi si vanno formando nelle Marche, in Basilicata, Abruzzo e Sicilia.
Per info stampa: 338.3745216 - 392.5673822

Domenico Barletta al Nucleo Investigativo di Brindisi

 Giovedì 10 gennaio 2019
Cambio al vertice della 2^ Sezione del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e della Sezione Radiomobile della Compagnia di Brindisi.
Cambio al vertice della 2^ Sezione del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri e della Sezione Radiomobile della Compagnia di Brindisi. Al comando della 2^ Sezione del Nucleo Investigativo è giunto il Sottotenente Domenico Barletta. 
L’ufficiale nativo ed originario di Ceglie Messapica, ha intrapreso la carriera nell’Arma nel 1985 quale allievo sottufficiale, al termine del corso biennale di formazione è stato assegnato nelle Marche dapprima alla Stazione Carabinieri di Pedaso (FM) e successivamente all’aliquota operativa della Compagnia di Fermo dove è rimasto fino al maggio 1999, quando è stato trasferito all’aliquota operativa della Compagnia di Montesilvano (PE) rimanendovi fino al 2004. Dal settembre di quell’anno sino all’aprile del 2005 ha partecipato ad una missione internazionale sotto l’egida dell’O.N.U., in Africa Orientale per la stabilizzazione dell’Eritrea, nella città di Asmara. Ritornato in patria dal 2005 al 2007 è stato assegnato al Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro e dal 2007 all’aprile del 2009 all’aliquota operativa della Compagnia di Monopoli (BA), per poi essere trasferito in qualità di comandante, alla Stazione di Ostuni dove è rimasto dall’aprile del 2009 sino al novembre 2018, quando è risultato vincitore del concorso per “ufficiali del ruolo straordinario ad esaurimento.” Il Sottotenente Barletta è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, della medaglie d’argento di lungo comando, la croce d’oro per anzianità di servizio. Laureato in Giurisprudenza, nel corso della sua carriera gli sono stati tributati 6 elogi per importanti operazioni di servizio effettuate per il contrasto allo sfruttamento della prostituzione e al traffico di stupefacenti.

A proposito del Castello Ducale...

Mercoledì 9 gennaio 2019
Egr. Direttore,
seguo con autentica sofferenza le vicissitudini che accompagnano la parte più antica e la torre merlata del castello ducale di  Ceglie Messapica, la mia amata città natia. La mia viva speranza è che veramente ora si sia finalmente compreso che non è più concesso attendere altro tempo, perché tutto il complesso castellare venga messo in sicurezza, evitando altri nuovi crolli e sottoponendo a restauro un patrimonio immobiliare che non è solo dei cegliesi, ma che appartiene a tutti coloro a cui sta veramente a cuore non solo la particolare architettura del manufatto fortificato, ma la sua lunga storia, scritta attraverso il procedere dei secoli. 
Io credo di essere tra i pochi fortunati a cui è stato concesso l'onore di salire sino in cima alla torre merlata, molti e molti anni or sono, ciò che allo stato delle cose non è più possibile ad alcuna altra persona. Anche per questa amara constatazione, ritengo sia giunto il momento di fare in fretta per regalare ai cegliesi e al movimento turistico un altro pezzo consistente del maniero che, ne sono certo, oltre a rappresentare un ulteriore potenziale contenitore culturale futuro, saprà dare un contributo importante alla città di Ceglie, per divenire sempre più attraente. Desidero, anzi voglio, fortissimamente voglio ripetere l'esperienza vissuta molti anni addietro, risalendo in cima alla torre dove, posso garantire, ci si sente proiettati nel cielo infinito. Ma questa volta lo voglio fare pagando il biglietto, come ho fatto ripetutamente, visitando le più celebri torri italiane, da quella senese di Piazza del Campo a quella pisana di Piazza dei Miracoli, solo per citarne alcune. Pagare il biglietto, per salire in cima alla torre, è doveroso ed è una soluzione ottimale irrinunciabile, per procacciarsi risorse per un'altrettanta irrinunciabile manutenzione ordinaria e continua nel tempo.
E' per queste motivazioni che ho pensato bene di dedicare a tutti i cegliesi un mio modesto scritto aggiuntivo, la cui enfasi letteraria altro non vuole che esaltare la sensazione di inenarrabile meraviglia provata da chi scrive in cima alla torre merlata, nella speranza che tutto ciò funga da catalizzatore di un fare che, è mio auspicio, accenda sino in fondo le energie di tutti i cegliesi, e delle istituzioni, verso un improcrastinabile immediato restauro del più insigne dei monumenti cegliesi, in cui è possibile riscontrare buona parte del nostro Genius loci.
L'occasione mi giunge propizia per augurare a Lei e a tutti i cittadini cegliesi, nessuno escluso, un meraviglioso anno 2019.

Vito Elia



In cima alla torre merlata del Castello ducale di Ceglie Messapica
(tra sogno e realtà)

Sono ormai trascorsi quasi cinquant'anni dal giorno in cui l'allora mia fidanzatina lasciò, unitamente alla sua famiglia, l'appartamento situato proprio sopra l'ingresso del castello ducale di Ceglie Messapica, per potersi trasferire in altra abitazione della medesima città. Ora che ci penso, chissà quante volte ho fatto su e giù per quelle scale, quelle lunghe e ripide scale che, partendo dal cortile interno del castello, e poggiando su una delle sue parti più antiche, portano a quella dimora. E chissà quante volte ho mirato e contemplato ogni angolo del vecchio maniero. Chissà quante volte mi sono chiesto cosa vi fosse al di là della vetusta parete della torre normanna e chissà quante volte ho fantasticato su cosa avrei potuto ammirare, stando sulla vetta della torre merlata, proprio in cima al punto più alto di città, dove nessuno o quasi ha mai osato.
E' vero, a volte i sogni diventano realtà, ma occorre crederci, occorre perseveranza ed io ci ho creduto e perseverato. Mi spiego. Per quanto lunghe e verticali e mi portassero dalla mia amata, salire quelle scale ripetutamente non mi è più bastato. Poco per volta, ho avvertito l'insorgere di un desiderio, che è andato crescendo salita dopo salita, alzata dopo pedata, sino a divenire un'ossessione, per carità, una piacevole, irresistibile e seducente ossessione. Quella torre merlata, che domina l'urbe messapica e il territorio tutt'intorno a perdita d'occhio, tanto amata ed ammirata dai cegliesi, appariva ai miei occhi tanto misteriosa quanto irraggiungibile, un tabu', insomma un sito interdetto, di una interdizione insopportabile non solo per me, ma credo, senza timore di essere smentito, per l'intera cittadinanza. Eppure, quella torre merlata era lì, ed era come stampata da secoli negli occhi e nei cuori tutti dei cegliesi, come una cosa propria che ci apparteneva, ma paradossalmente lontana nella sua misteriosa maestosità, quasi fosse irraggiungibile dimora degli dei.
Si sa, quando si è giovani, spesso i tabù finiscono per cadere, ma bisogna crederci, occorre volerli infrangere, mettendosi in gioco. Io a tutto ciò vi ho ottemperato.
 A quel tempo, ad abitare una delle parti padronali del castello, ormai quasi disabitato, vi era ancora una coppia di attempati signori. Non una coppia qualsiasi, di umili natali, ma una coppia entro cui scorreva aristocratico sangue, quello dei Verusio, nobile casato napoletano ed ultimi possessori, in ordine di tempo, dello storico maniero.
 Ebbene si, devo proprio a quella nobile coppia se mi è stato possibile ciò che prima poteva sembrare assolutamente impossibile. E lo stato d'animo d'un colpo s'è fatto di impazienza, di ansia di scoperta, di trepidazione diffusa, persino di sogno ad occhi aperti. Sapere di stare sul punto di compiere qualcosa al di fuori dell'ordinario, in quel contesto storico-ambientale, personalmente mi dava la netta sensazione di non starci più nella pelle. Pensate, un tabù stava per essere infranto, quella torre, alta ed irraggiungibile agli occhi miei, e non solo miei, stava per essere raggiunta e domata, quasi fosse alta vetta di montagna.
Se la memoria non mi inganna, saremo stati in tre, io, la mia fidanzatina A. e suo fratello C. ad avere il sommo piacere di compiere l'impresa. Esatto impresa!, quantunque si trattasse di una operazione di una scontata normalità per qualsivoglia altro luogo, qui la cosa acquisiva il sapore di una vera e propria impresa, riservata a pochi intimi. E già fantasticavo, ripeto, sognavo ad occhi aperti, pregustandone la eccitante avventura. Come per incanto, sinestesia diffusa attraversava una dopo l'altra le stanze del maniero, come attraversare secoli di storia locale, ali ai piedi, senza far rumore, risucchiati da due avvolgenti ali festanti di casati nobiliari, bucando spazi e luci d'altri tempi, come in una favola infinita.
Così, se a spalancarci le porte v'erano stati i Verusio, ecco apparire nel primo tratto da un lato i Pagano, dall'altro i Lubrano, quindi a seguire i Sisto y Britto, ma ecco ancora Svevi e Angioini, tra un tripudio di stendardi e stemmi araldici, di gonfaloni e coccarde, di scudi ed armature, di merletti e drappi d'oro, di seta jacquardati, in un'atmosfera solenne, ma festosa al tempo stesso, sublimata da soavi note e canti celestiali di stuoli di dolci creature, al nobil comando di Lionardo Leo, così, lungo tutto il nostro lento ma fluido e ovattato procedere, verso il cielo. No!, non eravamo soli nella nostra ascesa verso quell'olimpo nostrano, ovunque presenze palpabili, tra effluvi di inebrianti essenze e l'eco di voci remote eppur vicine, sotto una pioggia vellutata di petali di rose, sino all'imbocco dell'ultima rampa di scale, dove un fascio di luce sempre più fitta prendeva, poco alla volta, posto alle ombre e luci d'un chiaro stampo caravaggésco, restituendo il volto splendente d'Aurelia Sanseverino, la nostra Venere, l'immeritata dea della nostra lucente Kailia.
Finalmente, sfolgorante è l'approdo, il parto, nel punto  più alto, in cima al colle più alto di città, come sputati fuori da un opercolo, come feti eruttati dal ventre materno, là, dove finisce il possente maniero e comincia il celeste soffitto, l'immenso, lo sterminato, l'etereo cielo, entro cui si scaglia, gagliarda e padrona, la bella torre merlata, fin sopra la croce più alta dell'urbe antica.
E' lì che, volgendo a destra e a manca e su e giù, i miei occhi, stupiti e rapiti, si sono d'un tratto illuminati d'immenso.
Goduria allo stato puro, in sinestesia multi sensoriale, incommensurabile, totalizzante.
L'apoteosi.

Vito Elia

Inaugurazione del salone dei Sindaci

Mercoledì 9 gennaio 2019

INAUGURAZIONE DEL “SALONE DEI SINDACI” PRESSO IL CASTELLO DUCALE DI CEGLIE MESSAPICA: GIOVEDI’ 10 GENNAIO - ORE 18.00


Giovedì 10 gennaio, alle ore 18.00 presso il Castello Ducale, si terrà l’inaugurazione del “Salone dei Sindaci”. Si tratta di una particolare occasione per rendere omaggio ed dare un giusto riconoscimento alla figura dei Primi Cittadini di Ceglie Messapica che, nel corso dei secoli, hanno guidato la nostra città.
Sarà intitolato ai Sindaci il salone eventi del Castello e, con l’occasione, saranno collocate lungo le pareti le diverse immagini dei Primi Cittadini dal 1800 ad oggi.
Saranno presenti gli ex Sindaci della Città ed i parenti più prossimi degli ex Sindaci scomparsi.
Modererà la serata la giornalista Nicla Pastore.

Emergenza sotto controllo

Sabato 5 gennaio 2019
PROTAGONISTI DELL’EMERGENZA
Il sottoscritto, in qualità di coordinatore del COC (Centro Operativo Comunale per le emergenze), attivato già dal giorno 2 gennaio 2019 in occasione degli eventi metereologici avversi che hanno interessato tutta la Regione Puglia, desidera ringraziare tutti i protagonisti che hanno lavorato ininterrottamente in questi giorni.
La presenza e l’impegno di tutti ha permesso di ridurre al minimo le criticità ed ha garantito, in perfetta autonomia, la gestione ottimale ed il superamento dell’emergenza consentendo la continuazione delle normali attività della popolazione.
Il Centro Operativo Comunale, composto dalla Polizia Locale, dai volontari della Protezione Civile Comunale, dai tecnici e dagli operai comunali, è stato supportato ed agevolato grandemente dalla presenza costante di tutti gli Amministratori Comunali sul luogo delle operazioni.
A tutti loro desidero esprimere un sincero e vivo ringraziamento per la professionalità e la disponibilità dimostrata, frutto di vero attaccamento alla città.
Come sempre, il collaudato sistema locale dell’emergenza si è rivelato efficace ed efficiente. 

Il Comandante della P.L.
Cataldo Bellanova

Ceglie Messapica innevata

Sabato 5 gennaio 2019

Eventi di oggi Borgo d'Inverno

Sabato 5 gennaio 2019


Museo MAAC
ore 16.30/18.00

MRP : Letture Teatralizzate
a cura del Sistema Gusto d’Arte





Auditorium Chiesa
San Lorenzo da Brindisi
ore 19.00


RIEVOCAZIONE DEI MAGI AL PRESEPE
a cura della Parrocchia San Lorenzo da Br




Festa di fine anno in piazza

Lunedì 31 dicembre 2018
SAN SILVESTRO IN PIAZZA
La proposta musicale di apertura dalle ore 23.30, in piazza Plebiscito, sarà un DJ set “al femminile” fortemente orientato alle sonorità soul e black. Sul palco salirà “La Bonnie DJ”, una producer dallo stile delicato ma accattivante, eccentrica performer del vinile, già protagonista nei club dal Salento fino a Bologna.
Sarà poi la volta dei “Nitrophoska”. Ska e reggae con contaminazioni e sound della tradizione popolare.
Queste sono le credenziali della band pugliese che ha al suo attivo la partecipazione al Capitalent 2016, il controtalent della musica di qualità di Radio Capital e l’inserimento dei suoi inediti nel palinsesto di MTV.
Dalle 00:15 del nuovo anno saliranno sul palco di piazza Plebiscito, con un mix di energia allo stato puro, senza trascurare la cura dei dettagli e la ricerca di melodie originali e coinvolgenti.