Visualizzazioni totali

ADOTTA UN PRODOTTO

GIOVEDI' 17 APRILE 2014

Mi permetto comunicare che  il LIONS CLUB CEGLIE MESSAPICA – ALTO SALENTO con propria delibera di Assemblea  ha aderito al Progetto “Adotta il Prodotto”, promosso dal Governatore del Distretto Dott. Gian Maria De Marini e dal Club di Altamura Host.
Il nostro Club, come era immaginabile, ha  individuato il prodotto da sostenere, quale produzione tipica locale, il “BISCOTTO CEGLIESE”.
 Il biscotto, oramai conosciuto ed apprezzato anche a livello internazionale, è  a base di pasta di  mandorle e marmellata di ciliegie, con flagranza di limone e caffè, ricoperto di una glassa di zucchero e cacao. 
Il biscotto cegliese,  a forma di cubetto irregolare, è divenuto da qualche anno importante “Presidio Slow Food”  e per la sua valorizzazione si è recentemente costituito “Il Consorzio per la Tutela del Biscotto di Ceglie Messapica”  il quale si è dotato di un indispensabile “disciplinare”  per l’uso delle materie prime da utilizzare e le tecniche di preparazione da seguire.
Il  Lions Club Ceglie Messapica – Alto Salento potrà pubblicizzare, d’intesa con altre associazioni e istituzioni territoriali, il prodotto adottato  in occasione di congressi, meeting, fiere, Expo, ecc.
Si tratta di un piccolo ma sicuramente importante contributo che il nostro Club ha voluto dare alla diffusione e conoscenza del “biscotto cegliese” in tutte le realtà in cui sono presenti ed impegnati i Lions.  
                                F.TO   
          Rocco Suma – Lions Segretario

DOPO IL CROLLO SBUCA IL PARETONE

GIOVEDI' 17 APRILE 2014
Via Santa Aurelia
Qualche anno fa, a causa delle abbondanti piogge, il muro a secco che delimita il terreno  sito in via Santa  Aurelia a Ceglie Messapica era crollato. Successivamente, qualcuno aveva avuto la geniale idea di  costruire, a sostegno di quel muretto, una barriera di cemento armato, forse più resistente, ma un vero pugno nell’occhio come estetica. Con il passare degli anni la natura ha fatto il suo corso ed il muretto è crollato di nuovo dando alla luce, almeno dai primi accertamenti, un’altra parte del famoso “Paretone” di Ceglie Messapica. I Carabinieri, allertati, hanno bloccato il cantiere ed hanno informato dei fatti le autorità competenti.

La segnalazione ai Carabinieri è stata inoltrata da Speleogem e Archeoclub di Ceglie Messapica.
Il muro a secco crollato
Parte del "Paretone"
Altra angolazione

PRODOTTI DI QUALITA' DI PUGLIA

GIOVEDI' 17 APRILE 2014
Il Marchio “Prodotti di Qualità Puglia” nella ristorazione tipica regionale 
Il Sindaco Caroli rilascia le interviste
Dai campi alla tavola, il percorso per i nostri prodotti tipici può essere più breve se passa attraverso il Marchio “Prodotti di Qualità Puglia” e, soprattutto, se i nostri ristoratori diventano “ambasciatori” delle tradizioni pugliesi. Ma cosa è questo Marchio studiato ad hoc per la ristorazione? E come si fa ad aderire? Che impegni comporta? Il personale del ristorante va formato e professionalizzato per metterlo in pratica? A tutte queste domande hanno risposto nel Seminario Territoriale che si tenuto alla scuola internazionale di cucina a Ceglie Messapica.
Antonella Millarte presenta i relatori
PER IL VIDEO (CLICCA QUI) ALLE ORE 12.00
 Antonella Ricci 

 L'assessore regionale Nardoni
 Il pubblico
 Antonella Ricci consegna un riconoscimento 
 La Preside Dott.ssa Angela Abanese 

CONCERTO IN CHIESA

MERCOLEDI' 16 APRILE 2014

PRECETTO PASQUALE IN COMUNE

MERCOLEDI' 16 APRILE 2014
Nella mattinata di oggi e per la prima volta nella storia del comune di Ceglie Messapica è stato celebrato il precetto pasquale. 
La celebrazione della S. Messa, officiata da Don Gianni Caliandro, parroco della concattedrale e vicario episcopale, è stata ospitata in uno scenario insolito, l'atrio del Municipio di via Enrico De Nicola, voluta dal Sindaco Luigi Caroli e dal Vicesindaco, Marta Gasparro. 
Alla celebrazione del rito eucaristico ha preso parte il personale in servizio del Comune ed i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, dei familiari e degli utenti che, trovandosi di passaggio, si sono soffermati ad assistere alla liturgia. E' stata l’occasione per lo scambio degli auguri tra il personale dell’Ente, il parroco Don Gianni e l’Amministrazione Comunale. 

LA SETTIMANA SANTA NELLA STORIA CEGLIESE

MERCOLEDI' 16 APRILE 2014
Addolorata 2014 foto Moro
I SEPOLCRI

La celebrazione della Settimana Santa aveva un importante appuntamento per tutti i fedeli e le Chiese il mercoledì. La coralità era tratto distintivo di questo giorno in cui tutti si adoperavano per fare il Sepolcro più bello.
La Chiesa, in questa giornata ed il Giovedì Santo, non era solo il luogo dove veniva celebrata la messa; diveniva tutto lo spazio esistenziale della comunità che si prestava alla celebrazione del rituale della costruzione del “Sepolcro”.
Si cominciava dal lunedì, con la scelta dei fiori da adoperare, mentre i coristi mettevano a punto i canti preparati il giorno prima, si predisponeva la gente a vivere il Mistero della morte di Cristo. I sepolcri dovevano essere pronti per il mattino del Giovedì Santo, quando le confraternite ed il clero, in processione, visitavano tutte le Chiese e tutto il popolo si riappropriava delle strade e degli edifici sacri.
Tra fiori, candele ed il famoso “Grano di cristo”, preparato mesi addietro, con la messa a dimora di cereali (lenticchie-ceci-orzo-avena), tenuti per settimane al buio e fatti germogliare con parsimonia, sino a raggiungere la piena maturità per i giorni prefissati. Questa usanza trovava la sua radice nella credenza popolare che voleva dare il significato cristiano a questo uso; le sue connessioni con i riti propri di un Dio che muore e rinasce col morire e rinascere della vegetazione sono troppo evidenti.
Al centro capeggiava l’urna dorata contenete il Santissimo. Da molti anni i nostri sepolcri hanno perso la loro spettacolarità e severità di un tempo, ma sono ugualmente meta di pellegrinaggio dei fedeli la sera del Giovedì sino al primo pomeriggio del Venerdì santo.
Perché nella nostra città si chiamano “Sepolcri” (Sibburk)? Come sappiamo il Giovedì Santo ricorda l’Ultima Cena, mentre il termine Sepolcro ricorda ovviamente la sepolture del corpo di Cristo.
Infatti, dopo la lavanda dei piedi e la celebrazione della Messa, con la funzione del “Giovedì santo” si rinnova l’Eucarestia per essere collocata dal tabernacolo nel “Repositorio”, l’urna, appunto, che noi tutti siamo abituati a chiamare “Sibburk".
Il Giovedì santo, al’alba, i confratelli dell’Immacolata e tutte le altre confraternite, molto numerose a Ceglie sin dal 1500, visitavano i sepolcri.
 Alle nove, toccava al popolo che riempiva le strade in atteggiamento di penitenza, pellegrinaggio che terminava con la visita al Calvario.
La visita ai “Sepolcri” dal Giovedì al venerdì mattina, grazie al divieto imposto ai veicoli di transitare nel centro urbano, restituiva ai pedoni il possesso della città senza il timore di essere calpestati dai cavalli e dalle carrozze. Nessuno rinunciava a questo insolito beneficio. Il popolo, abitualmente, pedone, il signore che faceva di necessità virtù, lo stesso cocchiere, o carrettiere, a cui non pareva vero di non sentire per quarantott’ore la voce del padrone.
 La visita ai sepolcri aveva anche il valore di ristabilire il contatto con Dio, rotto durante l’anno dagli uomini con i loro peccati.

IL GIOVEDI’ E IL VENERDI’ SANTO

La natura della Pasqua cegliese consiste essenzialmente in azioni rituali e le processioni ne sono il momento culminante.
Una delle manifestazioni più significative erano le processioni di tutte le statue dell’Addolorata.

I sacri cortei avevano inizio nel modo seguente:

Ore 10:00 Addolorata della Chiesa dei Padri Cappuccini

Ore 14:00 Addolorata della Chiesa di San Rocco

Ore 16:00 Addolorata della chiesa di San Domenico

Ore 19:00 Addolorata della Chiesa Matrice

Ore 22:00 Addolorata della Chiesa di San Gioacchino

Venerdì all’alba Addolorata della Chiesa di San Demetrio




fototeca Michele Ciracì  tutti i diritti riservati
Le statue venivano accompagnate dai fedeli, dalle confraternite e dalla banda musicale che intonava marce funebri.
L’ultima statua rappresentava la ricerca della Madre del proprio figlio perduto ed usciva dalla Chiesa di San Demetrio.
Questa ricerca rappresentava, per tutto il popolo cegliese, un momento di dolore a cui partecipava attivamente. Questa ricerca, che avveniva processionalmente, dal Giovedì al venerdì si svolgeva girando disperatamente per le vie del paese. L’Addolorata, andava da una Chiesa all’altra, dopo aver cercato l’Unigenito fermandosi quasi in ogni strada del paese, finalmente lo incontrava sul Calvario e veniva collocata di lato alla Croce, vicino al Figlio.
Queste processioni rappresentavano, anche un grande momento di aggregazione non solo religiosa ma anche civile; erano un punto di riferimento per i fedeli impegnati nella preparazione di questi cortei sacri.
Nel 1957, anche per la colpevole indifferenza di noi cegliesi, le processioni dell’Addolorata sono state soppresse. I giovani, quindi, non hanno altro modo di capire cosa rappresentassero queste manifestazioni, se non attraverso vecchie e sbiadite foto che vengono rappresentate in questo lavoro.

di Michele Ciracì (I RITI DELLA SETTIMANA SANTA A CEGLIE MESSAPICA 1500-1900)


TUTTE LE POESIE DEL PROF. GASPARRO

MERCOLEDI' 16 APRILE 2014

"Il giovane editore salernitano della BookSprintEdizioni,Vito Pacelli, ha deciso di pubblicare a suo totale carico l'opera omnia del poeta cegliese Vincenzo Gasparro : " Tutte le poesie 1994-2012". Il libro si avvale anche di un'appendice nella quale è riportato l'apparato critico che in questi anni ha accompagnato il lavoro del poeta. La pubblicazione dell'opera è un riconoscimento al lavoro del nostro concittadino. L'opera è in fase di stampa e fra poco sarà disponibile presso la casa editrice e nelle librerie convenzionate. In anteprima offriamo ai lettori di Cronache e cronachette la prima e la quarta di copertina, con relativa biografia e sinossi".

I SIMBOLI E I SEGNI

MERCOLEDI' 16 APRILE 2014

PASQUETTA ALLO JAZZO

MARTEDI' 16 APRILE 2014
PRANZO DI PASQUETTA / CONCERTO / CURRUCULO
LAB / DUE PASSI AL LAGHETTO DELLE NINFEE / TEATRO //
Prenotazione obbligatoria.
Attività:

Pranzo di Pasquetta, laboratorio di "curruculo", intrattenimento musicale con Piero Santoro e Giuseppe Ciciriello, passeggiata naturalistica, spettacolo teatrale a cura di Giuseppe Ciciriello, giochi di società.

- - -
Ingresso:
adulti € 22,00
fino a 14 anni € 14,00 
meno di 4 anni gratuito 

Per chi arriva nel pomeriggio dopo le 16,00:
adulti € 7,00
fino a 14 anni € 4,00
meno di 4 anni gratuito

PRESENTAZONE DEL LIBRO

MARTEDI' 15 APRILE 2014

A VILLA VERDE

MARTEDI' 15 APRILE 2014

La prima di copertina
nidiandoli 
1
collana diretta da

Lino Angiuli
Carlo Alberto Augeri
Salvatore Francesco lattarulo

La quarta di copertina 
Un ringraziamento alla Prof.ssa Gatti e al marito per avermi fatto dono di questo nuovo libro sul Poeta Pietro Gatti.

Nu ggnure tutte lusce

I testi di A Villa Verde, già apparsi nel numero 3 della rivista "incroci", vengono riproposti in questa plaquette( che inaugura la collana nidiandoli dedicata a "cose di poesia"), per alcune ragioni di cui è necessario dare conto al gentile lettore.
In primo luogo, è stata considerata una ragione di ordine editoriale, se si pensa che questa composita minisilloge prodotta tra l'aprile e il luglio del 1991, durante i duri giorni del terzo e quarto ricovero di gatti presso la clinica "Villa Verde" di Martina Franca come egli appunta con fare quasi notarile in calce ai testi... (dall'introduzione).

IL MARCHIO PRODOTTI DI QUALITA'

MARTEDI' 15 APRILE 2014
Regione Puglia
Assessorato alle Risorse Agroalimentari
In collaborazione con:
Mediterranean Cooking School

INVITO 
Il Marchio “Prodotti di Qualità Puglia” nella ristorazione tipica regionale
Gli assessori regionali Nardoni e Sasso merc 16 aprile ore 18 alla Med Cooking School

Dai campi alla tavola, il percorso per i nostri prodotti tipici può essere più breve se passa attraverso il Marchio “Prodotti di Qualità Puglia” e, soprattutto, se i nostri ristoratori diventano “ambasciatori” delle tradizioni pugliesi. Ma cosa è questo Marchio studiato ad hoc per la ristorazione? E come si fa ad aderire? Che impegni comporta? Il personale del ristorante va formato e professionalizzato per metterlo in pratica? A tutte queste domande risponderà il Seminario Territoriale che si terrà

Mercoledì 16 aprile alle ore 18
nell’aula magna della
Mediterranean Cooking School c/o ex Convento dei Domenicani
a Ceglie Messapica (Brindisi)

Sarà l’occasione per presentare il progetto “Agricoltura e Qualità” promosso dall’assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, per discutere delle modalità di concessione d’uso del Marchio “Prodotti di Qualità Puglia” ai servizi di ristorazione tipica di qualità regionale.Parteciperanno:

Saluti e introduzione
·        Antonella Ricci – Chef Direttore didattico Mediterranean Cooking School
·        Rosa Fiore – Dirigente Servizio Alimentazione Regione Puglia
·        Fabrizio de Castro – Coordinatore Progetto “Agricoltura&Qualità”
Alba Sasso
Assessore Diritto allo studio e formazione – Regione Puglia
Conclusioni
          Fabrizio Nardoni
Assessore Risorse Agroalimentari - Regione Puglia.

La stampa è invitata a partecipare.



LA SERATA DI PRESENTAZIONE DELL'ANNUARIO

MARTEDI' 15 APRILE 2014
Nonostante la festività e cinque eventi patrocinati dall'amministrazione comunale, la serata di presentazione del libro "Annuario 2013", ha avuto una notevole adesione.
Carlo Leo
L'intervento:
Oggi 13/04/2014 presentiamo il libro “Annuario 2013” dell’autore blogger Stefano MENGA. Come un anno fa mi ritrovo a moderare questo evento ed inevitabilmente il mio ricordo va al 04/06/2013 (data della presentazione del primo annuario), piacevole serata dove i relatori partecipanti furono due altri blogger Pino SANTORO e Domenico BIONDI. Temi principali di quella serata furono sia l’idea innovativa di Stefano nel riportare le notizie del suo Blog CRONACHE E CRONACHETTE  dal formato prettamente digitale a quello cartaceo e sia una attenta riflessione sul bloggerismo cegliese.
     Questa sera voglio innanzitutto salutare la Dott.ssa Adele GALETTA giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno che per cause di forza maggiore non è presente tra noi e le auguro una rapida guarigione, così a braccio cercherò di prendere il suo posto; alla presenza del Prof. Vincenzo GASPARRO, indiscusso esperto della comunicazione verbale, voglio soffermarmi per un attimo sul termine scrittore. Nel nostro immaginario collettivo il termine molto spesso coincide quasi con autore delineando una grande affinità con la carta stampata. Per scrittore in realtà intendiamo indicare tante figure come ad esempio: storico, autore, giornalista, romanziere, poeta ecc…, ognuna di queste figure ha delle peculiarità ben precise che ne delineano una unicità;  ad esempio la sensibilità che caratterizza il poeta, la caparbietà del giornalista, la fantasia del romanziere e via discorrendo …. Tutti questi hanno una particolare comunanza, il dono di trasmettere emozioni. Credo che scrivere correttamente sia la base per gli scrittori, ciò che ritengo sia veramente difficile è trasmettere le emozioni ai lettori, intendo quell’enfasi che riescono ad imprimere ad ogni frase. Hanno sicuramente un quid in più che si può sicuramente affinare col tempo, ma attenzione bisogna averlo nell’indole. Riuscire ad utilizzare la lingua italiana a proprio piacimento piegandola al proprio volere e modellarla in modo unico verso le tematiche più disparate, credo che sia un’arte ed ahimè sono fermamente convinto che artisti si nasca.
Nel 1997 capita qualcosa di nuovo ed innovativo nella comunicazione, nasce negli USA il WEB-LOG una particolare pagina web che successivamente ripresa e migliorata prende il nome di BLOG si diffonde in Italia nel 2001, nel 2006 circa coinvolge a pieno la nostra cittadina. La cosa rivoluzionaria è la comunicazione interattiva che si instaura tra il lettore e chi pubblica le notizie, il commento diventa immediato con il blogger a differenza della carta stampata dove i tempi di attesa per la pubblicazione pregiudicano la possibilità di confronto immediato con lo scrittore. Ad una attenta e riflessiva scrittura dei libri riscontriamo spesso il contrario nei blog cioè una scrittura di getto immediata con un linguaggio semplice e vicina alle masse, solitamente lontana dalle nicchie letterali. Nel 2010 nasce quindi il blog di Stefano, tratta la notizia in modo semplice, diretto e genuino senza condizionamenti di alcun genere. Forse è questo il motivo del suo successo, viene definito da un pioniere del blog cegliese il Sig. Giacomo NIGRO (alias lo smemorato di Collegno): “l’ansa di Ceglie”.
Vorrei prendere in prestito una frase molto bella di Pino SANTORO, tratta dal suo intervento, per meglio delineare il lavoro di Stefano : “… Un successo che viene fissato mediante un passaggio di ritorno dal virtuale al cartaceo, internet ha il vantaggio di poter offrire informazioni in tempo reale ma un libro rimane comunque un archivio indelebile”.
Prima di concludere, alla luce di quanto detto sino ad ora, sia da me che dai relatori, vorrei porre un quesito: un blogger si può considerare scrittore? … e Stefano Menga?
Grazie per la cortese attenzione.
     
         Carlo LEO.

Ing. Marta Gasparro
L'intervento:
 Porto i saluti dell`amministrazione, del Sindaco in particolare che purtroppo non potrà essere con noi perchè impegnato con altra rappresentanza istituzionale a causa dell`accavallarsi di eventi concomitanti stasera nella nostra cittadina... e poichè l'amico Stefano mi aveva chiesto di intervenire stasera come ospite -e lo ringrazio per la stima, ricambiata- mi trovo qui in duplice veste.
Quando  Stefano mi chiese di parlargli della evoluzione che si riscontra nella vita politica grazie al preponderante avvento dei blog, pensavo come articolare il mio intervento di stasera... in realtà, più che parlarvi di come vedo l'evoluzione della vita "nei palazzi della politica" ho pensato di fare un passaggio su come io percepisco sia cambiata la vita di tutti quanti noi, nel quotidiano, perchè tutti noi, anche preferendo , ad esempio, un prodotto ad un altro, facciamo nolenti o volenti, politica.
I blog sono prepotentemente entrati nel nostro quotidiano: facciamo colazione guardando i blog, andiamo a letto la sera dopo aver fatto una capatina sui blog locali, per curiosità, per tenerci informati, per abitudine. Sì perchè i blog sono diventati nostri compagni di vita. I blog assolvono oggi a quella funzione che un tempo era dell'agorà, la piazza del paese: si usciva, oltre che per cercare "la giornata" anche per sapere che cosa fosse successo al paese durante il giorno, per informarsi dei fatti accaduti, per commentarli con gli amici di sempre. E' indiscusso pertanto il valore associativo che i blog hanno nella nostra società: si ha sempre meno tempo da dedicare al divertimento inteso come fare qualcosa di diverso dalla solita routine e, pertanto, collegarsi al blog diviene quasi un rito come poteva essere per i nostri nonni scendere la sera in piazza, dopo lavoro, al di la' che per loro avesse altresì la funzione di cercare lavoro per i giorni a seguire.
Ma perchè i blog sono diventati un fenomeno mediatico senza precedenti? Cosa ha fatto si' che entrassero nella nostra vita di ogni giorno più della carta stampata?
analizzeremo assieme il fenomeno con quattro parole chiave che per me, messe insieme, costituiscono la vera essenza del blog.
BLOG E' INFORMAZIONE: tantissimi di noi si trovano di fronte ad un computer a lavorare, possiedono un tablet che portano sempre con se' o uno dei moderni smartphone. Il blog ci fornisce informazioni immediate perchè consultabili in tempo reale dai nostri terminali, fornendo notizie sintetiche ma allo stesso tempo circostanziate. E l'informazione che ci forniscono va dal fatto di cronaca all'avvenimento politico o sociale agli aneddoti più frivoli e leggeri...
Pertanto BLOG E INTRATTENIMENTO perchè ci consente di acquisire quei fatti di politica, attualità, costume e società che ci consentono seppur per pochi minuti di poterci svagare anche durante il lavoro, connettendoci con pochi clic della tastiera al nostro blog preferito.
Ma BLOG E' ANCHE SERVIZIO...non posso dimenticare quando l'anno scorso un nostro concittadino che in stato di difficoltà di salute aveva bisogno di aiuto i blog locali con un tam tam mediatico lanciarono la richiesta a tutto il popolo della blogosfera alla disperata ricerca di chi potesse dare il suo vitale contributo. Ma i blog sono anche di servizio alla vita amministrativa, e a tal proposito ringrazio i blogger presenti che con la loro disponibilità a pubblicare comunicati stampa o comunicati di servizio, di maggioranza o opposizione, rendono un servizio non solo a noi amministratori che ne usufruiamo ma anche al cittadino che leggendo i blog si ritrova proiettato nella vita amministrativa e politica. BLOG COME PARTECIPAZIONE dunque: i cittadini ormai leggendo i blog conoscono tutti i retroscena della attività amministrativa e politica. Ed i blog offrono la possibilita' con commenti e post di partecipare attivamente, seppur molto spesso in anonimato, alle virtuli discussioni aperte dai blogger che forniscono continue occasioni di spunto  al dibattito politico.
Un astro nascente della politica dei giorni nostri definisce il blog come il momento politico più democratico che la storia abbia mai vissuto, proprio perchè al contrario di quanto avveniva in passato, la politica oggi non è solo letta dai giornali o ascoltata dalla televisione ma e' attivamente partecipata.
Karl Popper, uno dei maggiori sociologi dell'epoca moderna pubblicò nel 1983 il saggio divenuto poi un best seller "cattiva maestra televisione"  che ho avuto modo di studiare sui banchi di scuola. Popper parla della televisione, ma quanto lui dice è quantomai attuale e ben si addice ai moderni blog che lui non conosceva perchè all'epoca ancora non era stato nemmeno lanciato sul mercato internet. ma la chiave di lettura può ritenersi la stessa. Il passaggio che voglio leggervi recita cosi :" La democrazia consiste nel mettere sotto controllo il potere politico. E' questa la sua caratteristica essenziale. Non ci dovrebbe essere alcun potere politico incontrollato in una democrazia. Ora è accaduto che questa televisione sia diventato un potere politico colossale, potenzialmente si potrebbe dire anche più importante di tutti [...] una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione[...]" 
La compartecipazione di massa che viviamo oggi con l'avvento dei blog è democrazia? E la compartecipazione incontrollata che consentono alcuni blogger è democrazia?
Prof. Vincenzo Gasparro
L'intervento:
Presentazione libro Cronache e cronachette Annuario 2013
E’ con piacere che stasera sono con voi a presentare il libro di Stefano che, come in un rito, ci stimola con cronometrica scadenza a fare il punto sulla situazione della cronaca a Ceglie. Nel suo diuturno impegno di ricerca Stefano ci presenta i momenti più salienti, ma anche quelli più effimeri e banali, della vita cittadina.
Mi sono chiesto perché egli non si accontenti della comunicazione elettronica ma senta urgente dentro di sé il bisogno di lasciare anche traccia scritta  della nostra memoria collettiva. L’altro interrogativo che mi pongo è quello di comprendere e ridefinire il rapporto tra cronaca e storia nell’epoca di Internet.
   Prima però di rispondere  a questi interrogativi mi pare illuminante avviare la riflessione richiamando il mito greco dell’ “alfabeto”. In breve: il re Cadmo introdusse in Grecia le lettere fonetiche. Prima d’ allora ,la scrittura prealfabetica, era caratterizzata da innumerevoli segni che rendevano la scrittura molto complessa tanto che pochi erano in grado di padroneggiarla e possederla. Solo la casta sacerdotale possedeva le chiavi per interpretare i segni , imporre una visione del mondo e quindi anche della verità. L’introduzione della scrittura alfabetica segnò un passo decisivo verso il senso della democrazia  e della consapevolezza, perché attraverso questo nuovo medium di comunicazione molti altri uomini potevano accedere alla verità e al potere.
   Un’altra grande rivoluzione fu operata da Gutemberg con l’invenzione delle lettere mobili e con le nuove potenzialità di stampa si crearono le basi per un ulteriore allargamento della democrazia. Ripensiamo per un momento ciò che significò la stampa, per la prima volta,di migliaia di Bibbie e come essa consentiva la lettura e l’interpretazione personale della parola divina che per millenni era stata interpretata da pochi e imposta agli altri che supinamente l’accettavano.
   L’altra grande epocale rivoluzione si è affermata con la trasmissione elettronica dell’informazione e del sapere. Abbiamo assistito in tempi recenti alla rivoluzionaria possibilità di mobilitare centinaia di migliaia di persone con un semplice clic sulla tastiera.
Le ultime elezioni politiche in Italia hanno convogliato su un partito, praticamente a costo zero, nove milioni di voti utilizzando quasi esclusivamente il web. Il grillismo, a prescindere dalla considerazione che ognuno di noi ha del fenomeno, ha letteralmente rivoluzionato il tradizionale rapporto tra strumenti-comunicazione- politica. La comunicazione elettronica procede a velocità supersonica e chi non si adegua è politicamente tagliato fuori senza scampo. La mia generazione,  appartenente all’era geologica dell’età della penna, è irrimediabilmente tagliata fuori se non si adegua alla nuova alfabetizzazione. Il potere di libertà che offrono questi nuovi mezzi sconcerta e impaurisce il potere costituito e le dittature ormai esplicitamente vogliono censurare e limitare il potere di Internet. Il titolo del manifesto di recente sottoscritto da intellettuali quali Orhan Pamuk, Elif Shafak, Perihan Magden, Gunter Grass e altri, contro la chiusura da parte del governo turco di Twitter e You Tube s’intitola “Restituiteci la parola”. In un passaggio del manifesto essi affermano che “l’assenza di vincoli garantisce lo scambio di idee essenziale per la democrazia oltre che per la creatività l’empatia e la tolleranza”. In un altro passaggio affermano che “ connettendo persone di ambienti diversi e permettendo loro di esprimere il proprio pensiero, Internet rappresenta una valida rete a sostegno e rafforzamento della democrazia”.
   Questa premessa conferma la celebre frase di McLuhan che “Il medium è il messaggio” e che il medium coinvolge il soggetto in modo diverso a seconda della natura del medium stesso.
C’è, in tutta evidenza, una distinzione tra cultura orale e cultura alfabetica. Nella cultura orale la forza comunicativa è racchiusa nella parola, nella cultura alfabetica la parola assume forza mentale e nella comunicazione elettronica la parola raggiunge il massimo grado di mentalizzazione essendo connotati elettronici indotti e performativi che introiettiamo nel nostro inconscio e finiamo per essere trasformati senza che noi ce ne rendiamo perfettamente conto, assumiamo un abito mentale nuovo e cambiamo profondamente il nostro stile di pensiero.
Una caratteristica  della comunicazione per bit è quella che gli antichi retori chiamavano “brevitas” e anche “Cronache e cronachette” si caratterizza per la sua “brevitas” e la struttura matematica binaria della comunicazione costruisce modelli mentali binari che il più della volte si riducono nell’esemplificazione del “mi piace”, “non mi piace”. Il passaggio dal “lettore” all’ “uomo videns” ha, secondo Kundera, consentito la trasformazione delle ideologie in “imagologie”. Mentre la realtà si complica e la complessità aumenta vertiginosamente, le menti si “semplicizzano” e l’uomo diventa un “ritornante bambino”. Lentamente ci allontaniamo da un procedere e ragionare logico ricco di complessità e il pensiero complesso finisce per rimanere patrimonio di poche èlite culturali e non si riesce a superare la distinzione tra cultura alta e cultura di massa. I giornali hanno ben compreso lo straordinario potere dell’informazione informatica e così ormai tutte le grandi testate lavorano su due binari complementari utilizzando la pagina web continuamente aggiornata in tempo reale e il tradizionale giornale prodotto su carta stampata che diventa sempre più un giornale di approfondimento, d’inchiesta e del saggio breve. “La Repubblica”, in questi giorni, intenzionalmente ha subito una mutazione nell’impianto e nell’impaginazione. La cronaca, a un giornale, serve sempre meno perché l’informazione informatica brucia tutti e quando essa viene ripresa è inquadrata in un messaggio più analitico e pensato. Sarebbe interessante verificare anche le mutazioni culturali e antropologiche che i moderni media determinano, ma il discorso ci porterebbe lontano. Richiamo solo la prima delle 221 tesi di Guy Debord a proposito: “ L’intera vita delle società, in cui dominano le moderne condizioni di produzione, si annuncia come un immenso accumulo di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione”. Dobbiamo convenire che la riflessione debordiana è tragicamente attuale.
   Dopo questa digressione è possibile dare qualche risposta agli interrogativi introdotti all’inizio di questa nostra conversazione. Stefano, penso, avverta la necessità di superare la velocità  dei fatti che registra e rischiano di diventare volatili, effimeri e da soli non bastano a tessere una trama logico-concettuale che può essere fornita solo da una interpretazione e che gli stessi bisogna fermarli su un medium caldo qual è il libro (prendete con le pinze questa definizione perché “caldo”e “freddo” sono usati da McLuhan in senso parafrastico e non sempre è possibile usare agevolmente i due aggettivi) e solo su questa base si può costruire la trama di un racconto storico. Chiunque, oggi, voglia cimentarsi a scrivere una microstoria ed analizzare i fatti più salienti della nostra comunità non può fare a meno di servirsi dell’enorme materiale di classificazione e catalogazione che un blog come “Cronache e Cronachette” mette a disposizione per qualunque storico locale che abbia  voglia d’interpretare i fatti e costruire l’immaginario collettivo di una comunità superando una concezione storica “evenemenziale” per puntare sulla vita materiale,la tradizione religiosa e l’apparato etnologico- antropologico. Stefano ha organizzato il suo Annuario secondo una sequenza temporale cronologica, ma se facciamo una lettura attenta ci accorgeremo facilmente di poter organizzare tanti capitoli della storia cittadina che vanno dalla cultura, allo spettacolo, alla religione, alla tradizione eno-gastronomica, alla politica, alla cronaca. Paradossalmente, proprio per la varietà delle informazioni per i livelli di cultura materiale e immateriale che passano ogni giorno sotto i nostri occhi, gli storici locali potrebbero cimentarsi a scrivere la storia secondo i modelli metodologici di Braudel, Jaques Le Goff (da qualche giorno scomparso) e della scuola degli Annales.
Braudel diceva: “Anziché avere la Francia davanti a noi, attorno a noi, noi lorenesi, l’abbiamo dentro di noi”. Con l’espressione “noi lorenesi” il grande storico voleva indicare l’attaccamento alle proprie radici. Potremmo parafrasare la frase di Braudel in questo modo: “Anziché avere l’Italia davanti a noi, attorno a noi, noi cegliesi l’abbiamo dentro di noi”.
   Chiudo rilevando che mai intestazione di un blog corrisponda meglio alla verità delle intenzioni. Il blog di Stefano racconta fatti senza commenti, ogni tanto gli sfugge solo qualche espressione  di meraviglia e partecipazione che dà la cifra della sua sensibilità e qualità umana. Ma i fatti sono fissati come pietre e su quelle pietre è inciso il dolore, la gioia, la stupefacente  ammirazione per la nostra comunità. Queste sono le ragioni del  successo del suo blog e spero anche del libro. 
  
              Vincenzo Gasparro
                                                               
 L'intervento di Adele Galetta:
 Vorrei, innanzitutto, ringraziare l'amico Stefano Menga per avermi voluta tra i relatori della presentazione del suo Annuario ma sono profondamente dispiaciuta di non potervi prendere parte causa influenza. Vorrei, comunque, dare il mio piccolo contributo a questa importante manifestazione. Come cittadina, prima, ringrazio Stefano per il lavoro di informazione a 360 gradi che dà alla nostra città, perchè oramai, come ben sappiamo, il web ha modificato le abitudini di produzione e di consumo dei prodotti e del giornalismo. Ed il cambiamento è più evidente nelle piccole realtà come la nostra dove la relazione con gli utenti è ancora più importante, soprattutto, in una dimensione piuttosto locale dove è importante creare e mantenere il rapporto con l’utente. Come giornalista della carta stampata mi sento di dirvi che il nostro lavoro, è un lavoro si selettivo ma è un lavoro di scelta, perché l’informazione è una scelta. A differenza di un blog o dalla redazione di un giornale online, il “nemico” della carta stampata è il tempo. Un quotidiano impone cicli di lavorazione di 24 ore affinché la notizia arrivi dalla redazione al lettore. Si va dalla raccolta delle informazioni, alla verifica, alla scrittura dell’articolo, alla composizione delle pagine, sino alla stampa delle copie e alla consegna ai punti vendita. E’ qui che il giornale si ferma e fotografa la realtà di un determinato momento, qualsiasi aggiornamento deve necessariamente essere rimandato al giorno successivo. Con l’ingresso dei blog e del giornalismo all’interno del mondo interattivo del web però questa scansione rigida del tempo non è più necessaria, perchè sul blog è possibile aggiornare, approfondire, correggere, ampliare e sostituire in qualsiasi momento le notizie pubblicate. Se nell’era dei giornali cartacei, il lettore era totalmente escluso dal processo di negoziazione e di produzione della notizia, con l’evolversi delle tecnologie digitali, le cose sono profondamente cambiate. L’utente digitale è sia pubblico e consumatore che produttore. Ma ben venga tutto ciò, ben venga il cosiddetto “giornalismo collaborativo”, ben venga il lavoro dei blog perchè lì dove la carta stampata non può per tempestività e spazio, il loro lavoro diventa fondamentale. Per questo invito tutti i cittadini a far buon uso di questo strumento, ponte fondamentale anche con le Istituzioni, non dimenticando l'importante informazione fornita dai quotidiani. A Stefano vanno i miei più profondi auguri per un percorso si difficile ma pieno di soddisfazioni perchè, indipendentemente dal modo, il bisogno di informarsi è per tutti e non può essere prerogativa di pochi.

Con grande stima reciproca, Adele Galetta



Stefano Menga
Damiano Leo
Il pubblico 
Carlo Leo e Stefano Menga

TARANTO-GROTTAGLIE AIRPORT TEST BED

LUNEDI' 14 APRILE 2014
Stamane alle ore 11:30 e continuazione, si è tenuto l’incontro presso l’aeroporto di Grottaglie denominato "Grottaglie Airport Test Bed”. Il tutto è stato organizzato da Aeroporti di Puglia sotto il patrocinio della Regione Puglia e in collaborazione con il Distretto Tecnologico Aerospaziale. Anche Ceglie Messapica era presente all'evento-progetto per le nuove ed innovative forme di trasporto.

ANCHE ALTRI GIORNALI HANNO PARLATO DELL'ANNUARIO

LUNEDI' 14 APRILE 2014
L'articolo della giornalista Agata Scarafilo

L'articolo della giornalista Maria Gioia

INCONTRO POLITICO

LUNEDI' 14 APRILE 2014

Gent.mo,
ci pregiamo di inviarTi l’invito allegato alla presente, per l’evento che il Circolo PD di Ceglie Messapica sta organizzando al fine di presentare gli strumenti di creazione d’impresa e di autoimpiego gestiti dalla Regione Puglia. Tali strumenti sono a disposizione delle realtà professionali e imprenditoriali esistenti e/o da avviare.
Il Partito Democratico di Ceglie Messapica, nell’ottica di contribuire allo sviluppo del territorio, ha organizzato una serie di occasioni che consentano di approfondire le opportunità di sviluppo per i vari operatori.
Ti aspettiamo, insieme all’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Avv. Loredana Capone, mercoledì 16 Aprile c.a. alle h 18.00 c/o la Chiesa di S. Demetrio.

Oltre all’evento proposto, è a Tua disposizione un gruppo di lavoro tematico ed aperto a tutti coloro che vogliano contribuire (a prescindere dal possesso o meno di una tessera di partito), denominato “LE OPPORTUNITA’ DA CREARE”, fatto da professionisti che hanno deciso di prestare la propria azione volontaria e gratuita al fine di innescare meccanismi virtuosi che mettano al centro un unico obiettivo: creare sviluppo nella città di Ceglie Messapica.
Per maggiori approfondimenti potrà essere utilizzata la presente mail.

Con richiesta di pubblicazione sul blog della locandina allegata e con l’augurio di incontrarTi il prossimo mercoledì.

Circolo PD di Ceglie Messapica                                                                
Gruppo di lavoro “LE OPPORTUNITA’ DA CREARE”

Circolo PD di Ceglie Messapica                                       
Segr. Circolo: Piermassimo Chirulli

HAPPY CEGLIE MESSAPICA

LUNEDI' 14 APRILE 2014

RITORNA L'ANNUARIO

DOMENICA 13 APRILE 2014

VI ASPETTO ALLE ORE 20:00  A SAN DEMETRIO

LA DOMENICA DELLE PALME

DOMENICA 13 APRILE 2014

I RITI DELLA SETTIMANA SANTA A CEGLIE MESSAPICA 1500-1900 di Michele Ciracì

Uno degli appuntamenti più importanti del popolo cegliese è senza dubbio quello della Domenica delle Palme: giornata che segna l’inizio della Settimana Santa e precede la Pasqua.
In questo giorno, si celebra la tradizionale benedizione delle palme e dei rami di ulivo, con la processione che, nel passato, partiva dalla Collegiata e che, da alcuni anni, si svolge dalla chiesa dell’Annunziata. Processione che raggiunge la colonna dell’Osanna, innalzata nel 1946, in sostituzione della vecchia, posta vicino all’antica porta medievale, che da questa prendeva il nome “Porta della Croce”.
La preparazione delle palme e dei rami d’ulivo era, ed è, opera di esperti, che tagliavano un mese prima, i rami e ne intrecciavano le foglie con straordinaria varietà e complessità di elaborazioni figurative e compositive, prodotto di tecniche e di forme codificate dalla tradizione.
La palma conservava e conserva, a livello popolare, un valore magico -religioso e ad essa si attribuisce una funzione miracolistica. Dopo essere stata benedetta in Chiesa e custodita in casa, o regalata alla persona con cui si intende far pace, anticamente veniva portata alle persone anziane ed ai genitori, che provvedevano a collocarla sulla “sponda” del letto coniugale, muta testimone della pace tra gli sposi; oppure, attaccata alla parete accanto alla culla della persona più piccola della famiglia.
Più in generale, ad essa veniva affidato il compito di vegliare sulla serenità del nucleo familiare e di scongiurare malattie e calamità. In passato, i contadini portavano un fascio di palme e di rami d’ulivo in campagna: legato ad una canna, veniva piantato in mezzo al seminato ormai alto e lasciato così fino alla conclusione delle operazioni di mietitura. È evidente che questa pratica, ormai dimenticata, rinviava agli antichi rituali, forse di epoca messapica, volti a propiziare l’abbondanza del raccolto e la rigenerazione del ciclo vegetale. Le palme, dunque, venivano usate come strumenti di propiziazione e, come tali, sono anche soggette ad una serie di prescrizioni e interdizioni.
Un divieto, ancora largamente osservato, non consente di gettare via i rami precedenti; si preferisce piuttosto bruciarli per conservarne, possibilmente, le ceneri. Ma le palme possono assumere anche altri significati, in alcuni dei quali è riconoscibile la matrice cristiana. Erano, ad esempio, considerate segno di castità e purezza verginale e, per questo, associate alle figure dei santi nelle immagini delle tradizionali stampe devozionali.
A questa iconografia è probabilmente da riconoscere l’uso, ancora vivo in molte case cegliesi, di mettere un ramo di palma o di ulivo nel corredo funerario, in particolare nella cassa di una donna nubile.
In quanto segno-oggetto di dono, la palma è un modo per significare comunicazione: la sua altezza esprime la misura del sentimento di affetto che l’uomo di chiara di provare per la sua futura sposa.
Era di norma abbastanza diffusa che la palma della “zita” fosse alta almeno quanto la sua statura. Nell’ambito dei rapporti parentali, amicali e sociali in genere, l’offerta di una palma equivaleva spesso a “lanciare segnali” carichi di motivazioni e di intenzioni: serviva a rafforzare un vincolo di vicinato, a formalizzare un rapporto di comparatico, ad esprimere, come abbiamo visto, una volontà di riappacificazione o, semplicemente, un gesto di solidarietà.
Rientrava quasi sempre nella complessa fenomenologia degli scambi e delle reciprocità su cui era costituita la fitta trama delle relazioni comunitarie.
Ma, al di là di ciò che ha rappresentato e rappresenta, la palma–trofeo devozionale e metafora di messaggi sociali –era e resta prodotto di una originale e raffinata arte dell’intreccio, nella quale è possibile identificare, anche oggi, precise “costanti” tipologiche pur nella molteplicità delle “varianti” segniche e formali che fanno di ciascun ramo un vero e proprio “unicum”.
Oggi, scomparsi i vecchi artigiani, a preparare ed a vendere le palme sono i bambini che si industriano ad intrecciare e dipingere i rami; e, entro certi limiti, imposti dalle caratteristiche dei singoli rami, nelle operazioni di intreccio è pur sempre riconoscibile una precisa azione progettuale.
La fattura della palma, la sua qualità o i tempi di lavorazione, dipendono in gran parte dai numerosi fogli in cui risulta strutturata, e non meno che dalla complessità di elaborazione delle singole figure.
Soltanto alla vigilia della Domenica delle Palme sono di solito guarnite o decorate.
Il lavoro di preparazione e di applicazione dei materiali ornamentali, necessariamente concentrato in uno spazio assai ridotto, imprime un ritmo febbrile all’attività e comporta la mobilitazione di tutti i componenti della famiglia, con prevalenza dell’elemento femminile; ma oggi, soprattutto, delle associazioni cattoliche che si sono formate in ogni parrocchia.
In passato, il valore della palma risiedeva essenzialmente nella sua esibizione; esso era misurato anche in rapporto alla sua qualità e quantità degli elementi di carattere decorativo che erano aggiunti al corpo vegetale dell’intreccio.
Il fiocco o il santino con cui si corredava e si correda ancora oggi la palma, non sono mai stati interpretati come accessori, qualcosa di secondario o complementare, sono piuttosto unità segniche che assumono, o almeno assumevano, una loro valenza semantica e funzionale nella concreta destinazione d’uso dell’oggetto nella dinamica dei rapporti che si istituiscono tra chi la dona e chi la riceve.
Per i cegliesi, la Domenica delle Palme è ancora importante perché, proprio in questa domenica, si concretizza l’“asta” per assicurarsi i simulacri dei santi Misteri, il giorno in cui si realizzano le speranza, oppure vengono disillusi i sogni cullati per un anno intero.
L’”asta” è stata definita il “mercato della religiosità”, il modo peggiore di sporcare, con vile denaro, un fatto così intimo ed importante della religiosità in una settimana in cui più forte dovrebbe essere la coscienza di fare penitenza, di chiedere perdono dei propri peccati, la Settimana in cui acquistare l’indulgenza ed il perdono di Dio.
Ancora oggi, non si è trovata la formula efficace che permette di effettuare una selezione tra i cittadini abilitati a portare a spalla le statue dei misteri, niente di più complicato di una normalissima sta, con la differenza che non vi è aggiudicazione definitiva e che nessuno compra niente, anche perché non vi è nessuno che vende, tutto ciò è un bene? Forse male?
Comunque, l’asta è stata per molti anni un veicolo importante di promozione sociale per molta gente che ha visto così riconosciuta, positivamente, la propria diversità. Nella nostra città, quindi, a molti cittadini non sarà sembrato vero che, al di là della specificità religiosa dell’evento, una volta tanto erano i nobili, sul ciglio della strada, a doversi scoprire il capo al transito delle sacre immagini e ai portatori.
Certamente, non vi era fanatismo (cosa che, purtroppo, accade oggi), da parte dei portatori; non era un mettersi in mostra agli occhi della gente, anche perché la scelta di portare le statue significava grande fatica fisica, oltre al dispendio di denaro.
Tutto questo accadeva, sino ad un paio di anni fa, quando l’asta è stata abolita dalla Confraternita che gestisce da sempre le processioni del Venerdì santo, e sostituita da un’offerta libera da parte dei portatori.
Prima dell’istituzione dell’asta avvenuta all’inizio di questo secolo, tutte le statue venivano portate a spalla dai fratelli delle confraternite.
Ogni confratello era tenuto, per tutto il tragitto percorso dalle statue, a portare per un certo periodo di tempo il simulacro; erano esentati i malati e gli anziani.