Domenica 5 luglio 2026
Mario Caliandro, il Sinner cegliese dimenticato!
Nel momento più esaltante della storia del tennis italiano, costellata da una miriade di successi, non solo del nostro applauditissimo N1 del Tennis mondiale Sinner, ma anche, e perché no, in un momento particolarmente felice per il Tennis Club di Ceglie, con la storica conquista della Serie B2, torna alla mente una persona che non solo ha battuto i campi di tennis cegliesi e brindisini, ma anche e soprattutto quelli decisamente più importanti d’Italia. Ebbene, sto parlando di Mario Caliandro, cugino di mia moglie Arcangela, nativo della città messapica e, come tanti altri cegliesi, andato a scrivere la sua storia personale, al di fuori del territorio che lo ha visto nascere e che comunque dimostra di non aver mai dimenticato.
Ma ecco cosa è emerso nell’ultimo incontro avuto, proprio nella nostra comune amata città di origine, durante una occasionale piacevole intervista, nata dal mio interesse di vedermi raccontare la sua storia personale, dove passione per il tennis si è vista intrecciare con la sua professione di medico odontoiatra.
Lo scrivente: Mario raccontami di te ed in special modo del tuo percorso nel mondo della disciplina sportiva che è il tennis, oggi in grande spolvero in Italia.
M. Caliandro: Sono nato a Ceglie Messapica il 29 settembre 1964. Già nella prima metà degli anni settanta ho iniziato a giocare a tennis, sui campi della Villa Cento Pini del nostro paese. A quel tempo mi sono trovato a condividere momenti indimenticabili con Pietro Magno, Nicola Greco, Uccio Biondi, i fratelli Enzo e Renato Galetta, poi anche Maurizio Patianna, Tommaso Gallone e Lucia Castellana, da quel che mi è dato sapere, tra i primi che si avvicinarono a questo meraviglioso sport nella nostra Ceglie.
Trasferitomi a Brindisi, sono cresciuto tennisticamente sotto la guida di Alfonso Pastore, presso il Circolo Tennis di Brindisi. Sono stato campione regionale pugliese in diverse categorie e, a diciott’anni, ho raggiunto la classifica nazionale di serie B, che ho conservato per una decina d’anni.
Nel 1983 mi sono trasferito a Modena per gli studi universitari, conseguendo la laurea con lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della città. Da allora esercito a Modena la libera professione di Odontoiatria.
Mi sono sposato nel 1995 e sono padre di Pietro Caliandro. Sono consigliere presso l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e Vicepresidente della Commissione Albo Odontoiatri dello stesso Ordine da diversi mandati.
Lo scrivente: E per quel che riguarda il tennis?
M. Caliandro: In Emilia e Romagna sono stato campione regionale di diverse categorie. Nel 2008 ho vinto i campionati italiani Assoluti per Medici Odontoiatri, confermando il titolo nelle categorie Over 45 e Over 50 negli anni successivi. Nel 2012 ho fatto parte della squadra nazionale di medici che ha vinto il titolo mondiale a squadre.
Lo scrivente: Caro Mario parlando dell’oggi cosa stai facendo di interessante, oltre a svolgere la tua professione di medico odontoiatra?
M. Caliandro: Attualmente sono delegato provinciale della Federazione Italiana Tennis e Padel per la provincia di Modena e Presidente del Tennis Club Modena, circolo ultracentenario fondato nel 1909.
Sia pure molto stringatamente, Mario Caliandro conclude il suo racconto, che desidero mettere a disposizione della comunità cegliese, soprattutto degli amanti del tennis, non prima però di invitare gli stessi, e me medesimo, a farci alcune riflessioni.
Per quel che mi riguarda, io non ho tardato a farmele e il risultato mi ha portato nella direzione di avanzare una esplicita proposta ai dirigenti del Tennis Club messapico, all’amministrazione del Comune di Ceglie Messapica e a quanti sta a cuore lo sviluppo delle discipline sportive di Tennis e Padel. In un’ottica di conclamati propositi di rilancio del centro sportivo cegliese, supportato dal fresco storico approdo alla serie B, credo opportuno proporre di dedicare la struttura del Tennis Club cegliese al nostro Mario Caliandro che, alla luce dei risultati sin qui raggiunti, io ho motivo di ritenere meritevole non solo di essere additato ai tanti ragazzi cegliesi quale primo talentuoso giocatore di tennis di origine cegliese ad aver raggiunto a soli 18 anni la classifica nazionale di serie B. Ma è assai significativo che il nostro diciottenne non abbia abbandonato gli studi, per scegliere la via del professionismo che, non vi è dubbio, gli avrebbe permesso un successo ancora più corposo ed una scalata delle classifiche che più contano. Al contrario, pensando concretamente al dopo tennis, il Nostro ha scelto consapevolmente il percorso più difficile, pratica della fascinosa disciplina del tennis sì, ma anche studio. Per quel che è dato ora sapere, lo ripeto, Mario Caliandro non può non essere preso in considerazione come figura esemplare da presentare orgogliosamente ai tanti giovani che, oggi più che ieri, intendono, se non l’hanno già fatto, bussare alle porte del Tennis Club di Ceglie Messapica.
D’altra parte Modena e Ceglie, le due città più importanti per il nostro Campione, potevano lasciare chi scrive del tutto indifferente? Tassativamente no! tanto appare chiara l’esistenza di alcuni importanti fil rouge che le due città stesse idealmente uniscono. Così se da una parte per molti vi è la convinzione di Ceglie capitale indiscussa della gastronomia pugliese, che dire di Modena? Non è quest’ultima, culla di grandi chef stellati, riconosciuta a livello internazionale come capitale del buon cibo?
Si è detto prima di alcuni fil rouge, eccone un altro! Non è Modena, insieme a Maranello, centro pulsante di quel distretto motoristico, arci noto a livello internazionale come Motor Valley? Ebbene, quali potrebbero essere gli argomenti sia pur minimamente in grado di far fronte all’indiscusso globale strapotere modenese dall’altro capo del fil rouge? Pur estremamente consapevole delle diversità di collocazione gerarchica in non pochi ambiti delle attività umane delle due città, tutto sommato mi pare di poter affermare che la città messapica non sia ferma all’anno zero. Ed ecco emergere fuori dal mazzo alcune figure di gran prestigio che onorano la nostra Ceglie, per essere stata scelta come dimora abituale, pur venendo da lontano. Il riferimento non può non restituirci quel Cesare Fiorio, storico protagonista in Formula Uno, proprio con la mitica Ferrari, ma non solo. E che dire di suo figlio Alex, già campione mondiale Rally? Provo piacere ricordare che se Modena dispone di un suo autodromo, nel suo piccolo Ceglie può vantarsi di ospitare nella sua meravigliosa campagna una pista da rally, realizzata dagli stessi Fiorio, padre e figlio, ormai battuta da alcuni anni dai grandi protagonisti del rally mondiale.
È con vero orgoglio poter ricordare che accanto agli illustri Fiorio, la Formula Uno già da qualche decennio sia diventato il mondo dell’ingegnere cegliese Gianvito Amico. Ma è la stessa Maranello a fregiarsi della professionalità di un altro cegliese, che è l’ingegnere Automotive Manager Paolo Biondi.
Mi fermo qui, che già non è poca cosa, tuttavia, come diceva il grande Bruno Munari, “da cosa nasce cosa” e proprio attraverso quegli ideali fil rouge Ceglie potrebbe intelligentemente trovare nuove eccellenti opportunità, per il raggiungimento di nuovi assai stimolanti obiettivi di crescita e progresso. Occorrerebbe una parola d’ordine: “lungimiranza”. Quello che oggi potrebbe sembrare utopia domani potrebbe trasformarsi in realtà, a favore della città messapica. Condicio sine qua non, cominciare con l’attribuzione della dedica al nostro Mario Caliandro della struttura del Tennis Club cegliese.
Concludendo, non oso immaginare quanto sarebbe felice il Nostro, da presidente del Tennis Club modenese, attivarsi per la realizzazione di un gemellaggio tra i due Club di Tennis, quello ultra centenario di Modena e quello emergente della città di Ceglie Messapica.
Varese, 30 giugno 2026. Vito Elia