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“Il Giardino dell’AIL”: un’occasione di incontro con gli alunni cegliesi

 Sabato 5 Marzo 2016
Locandina
I volontari dell’AIL hanno incontrato, lunedì 2 u.s, gli alunni di IV elementare del Primo e del Secondo Istituto Comprensivo di Ceglie Messapica, guidati rispettivamente dai dirigenti Giulio Simoni e Pietro Federico.
I bambini dei due istituti scolastici hanno fatto la conoscenza della psicologa Marisa Yldirim e delle volontarie dell’associazione AIL  Giuseppina Del Vecchio e Doriana Maffei.
La dott.ssa Yldirim, che tra l’altro è anche presidente dell’Ordine dei psicologi, ha parlato agli alunni dell’associazione delle varie forme di sostegno e di volontariato.
Inoltre, con l’occasione si è illustrato il concorso dal titolo “Il Giardino dell’AIL”, che è stato bandito dall’associazione con l’intenzione di coinvolgere e di far conoscere l’AIL anche i più piccini e contestualmente sensibilizzare verso i grandi temi che alimentino la speranza e il giusto approccio anche nei confronti delle malattie gravi come le leucemie, i linfomi e il mieloma.
L’AIL da oltre 45 anni promuove e sostiene la ricerca scientifica ed assolve il compito di assistere i malati e le loro famiglie, accompagnandoli in tutte le fasi del lungo e spesso sofferto percorso della malattia. 

I racconti di Damiano Leo

Sabato 5 Marzo 2016
A ME IL RESTO

         La chiesa si ergeva, maestosa, sul colle più alto del paese. Edificata un centinaio danni addietro con il contributo di tutto il popolo. Per il reperimento delle pietre ognuno aveva messo a disposizione        quelle delle proprie tenute. Lo aveva fatto anche il parroco del tempo, caricandosi sulle proprie spalle quante più sassi aveva potuto.
         Ad un tiro di schioppo aveva casa una nidiata di bambini, figli di Giovannina e Carmelo Manganiello. Poveri cristi, anche se non lo davano a vedere o, meglio, sapevano convivere con assoluta dignità la loro  condizione. Poveri ma, con dignità ed, in paese, avevano imparato ad apprezzarli. Piano piano si era sparsa la voce che Giovannina, pur non avendo mai conseguito la licenza elementare, sapeva far di conto a mena dito e aveva un’intelligenza fuori dal comune. Qualcuno attribuiva la cosa all’estremo bisogno con il quale, quella famiglia, doveva fare… i conti.
         Quando Alfonso e Gennarino, che erano nati a distanza di due anni uno dall’altro, dovevano iscriversi al catechismo per prepararsi per la Prima Comunione, Giovannina lasciò tutti a casa e si recò da sola in parrocchia. Chiese ed ottenne di conferire con il parroco, discendente, alla lontana, del prete, quello delle pietre. La donna lasciò l’ufficio parrocchiale con tanto di muso. Il parroco, alla sua richiesta, aveva risposto picche. Giovannina tornò alla carica il giorno dopo e il sacerdote, questa volta, si dette per sconfitto. I figli di quella madre erano autorizzati ad apprendere insieme le cose di Dio. Il grande un anno dopo, rispetto ai tempi canonici, e il piccolo un anno prima. Si sarebbero comunicati, per la prima volta, nella stessa giornata e Giovannina avrebbe, così, tenuto un solo piccolo, fugace ricevimento.
         Dopo la funzione, madre e figli fecero visita a parenti ed amici. Chi più e chi meno salutò i nei comunicati infilandogli nelle tasche, discretamente, qualche moneta. Provvidenza per le foto da farsi da lì a poco, prima di rientrare e apparecchiare per il fugace rinfresco pomeridiano.
         Dal fotografo i ragazzi sparirono dietro un pesante telo nero. Un lampo, due e le foto iniziavano il loro lungo processo di materializzazione. Non potevano, i tre, salutare se non avevano lasciato almeno un acconto. Alfonso, con solerzia, rovesciò le tasche sul bancone. Il piccolo tirò fuori solo qualche moneta, benché la mamma avesse imposto anche a lui  di fare come il fratello.
         L’uomo del flash s’affrettò a contare. Sentenziò che avanzava qualcosa e l’accostò al bordo estremo del bancone, dalla parte  dei ragazzi. Gennarino, che aveva contribuito solo in minima parte alla formazione del gruzzolo, allungò velocemente la mano ed altrettanto velocemente intascò il tutto. Il fratello maggiore protestò con la madre: «Come? Il resto a lui che ha dato meno? Io pago e lui prende il resto?» «Non temere, lascialo perdere; a te, i tuoi soldi, te li do dopo», rassicurò la madre. Ma Alfonso non seppe mai dopo quanto.


Il teatro delle favole

Sabato 5 Marzo 2016
IL PAESE SENZA PAROLE

Nel paese dove vivono Philéas e Cybelle non si parla quasi mai: qui le parole vanno comprate e mica tutti i bambini possono permetterselo. Così Philéas, quando si innamora di Cybelle, non ha abbastanza soldi nel salvadanaio per dirglielo. Tre parole riesce a rubarle al vento, e poi ha con sé una parola speciale. Ma un giorno quel vento torna, più forte e...  domenica 6 marzo sul palco del Teatro Comunale di Ceglie Messapica, per il penultimo appuntamento con "Il posto delle favole",   Rosso teatro  metterà in scena " Il paese senza parole".
Uno spettacolo di narrazione e danza, un racconto sull'importanza delle parole e delle storie da poter raccontare, dove gli occhi e le orecchie possono immaginare mondi nuovi, emozioni che non sono visibili se non attraverso il corpo e il movimento.
L'ottava edizione de "Il posto delle favole", la rassegna organizzata da Armamaxa Residenza teatrale con il sostegno dell'Amministrazione Comunale di Ceglie Messapica,  si chiuderà il 20 marzo con gli Eccentrici Dadarò e il loro spettacolo di clowneria senza parole "Vote for".

Donazione da parte del Rotarty Club

Venerdì 4 Marzo 2016





























Provvedimento restrittivo per espiazione di pena

Venerdì 4 Marzo 2016
I Carabinieri della stazione di Ceglie Messapica hanno eseguito un ordine di esecuzione per espiazione pena emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi nei confronti di ………, classe 1955 del posto.
Costui deve espiare la pena residua di 2 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione, per "evasione" e "contraffazione e occultamento di documentazione contabile", reati commessi a Ceglie Messapica dal 2009 al 2014.
L'arrestato, dopo le formalità di rito, è stato posto in regime di detenzione domiciliare presso la sua abitazione.

Firmate la petizione per tutti i bambini come la piccola Paola

 Giovedì 3 Marzo 2016
Le Gangliosidosi sono un ceppo di gravi malattie rare che attaccano il sistema nervoso e via via tutti gli organi di bimbi nati sanissimi. Il tutto è dovuto ad un errore genetico del quale non si può assolutamente essere a conoscenza se non con approfondite ricerche genetiche nei genitori. 
Al giorno d'oggi non esistono cure per questa orrenda patologia..i bimbi solitamente non superano i tre anni... ma lo STATO non FINANZIA la ricerca in quanto i casi in tutta Italia sono pochi…

Paola ha 2 anni e mezzo
Paola lotta con la vita ogni giorno come una vera guerriera.
Paola ha bisogno di una cura ADESSO!
Perchè Paola merita come tutti i bimbi di stare bene...
Paola e tutti i bimbi affetti dalla Gangliosidosi GM1 meritano di VIVERE!