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I Racconti di Damiano Leo

Domenica 8 Maggio2016


QUEL FILOSOFO DI MIO NONNO

  Aveva da poco superato la novantina, nonno Alfredo, quando dovette, suo malgrado, chiudere gli occhi per sempre.
  Lo avevano sistemato, sul letto di morte, come lui voleva: tra le mani una corona del rosario e un grosso tomo di filosofia. Quanto di più caro aveva avuto in vita. Fede e ragione lo avevano accompagnato per tutto il suo cammino su questa terra. A giusta ragione si era guadagnato, il padre di mio padre, fama di uomo giusto e saggio.
  Dalla sua casa, che piano piano è diventata un museo e una biblioteca, andavano e venivano studiosi e ricercatori di ogni estrazione sociale e di ogni dove. Per tutti, il nonno-filosofo, aveva un consiglio, una parola di conforto, un chiarimento, una delucidazione.
  Una lunga barba bianca suggellava la sua saggezza. Gli anni, per il nonno, non erano trascorsi invano.
  Lucido e intelligentissimo fino all’ultimo respiro.
  Mi aveva chiamato al suo capezzale il martedì prima. Non immaginavo cosa volesse sussurrarmi  nell’orecchio. Sicuro di non essere ascoltato, se non da me, mi confidò d’aver nascosto tra le sue carte un quadernetto, con la copertina di cartone nero, nel quale aveva scritto ciò che tutti dovevano sapere. Dovevo cercarlo, leggerlo e farlo leggere, dopo il suo funerale.
  Confesso che da subito non vedevo l’ora di avere tra le mie mani quel manoscritto. Chissà di cosa trattava.
  Il nonno era ancora lì e non si decideva a tornare alla casa del Padre. La mia curiosità aumentava smisuratamente. Un’impazienza traboccante aveva suscitato la curiosità prima dei miei e poi di qualcuno di quei signori che visitavano il moribondo.
  Il giorno dopo la sepoltura per me segnò l’inizio della caccia al tesoro. Misi a soqquadro l’intera biblioteca, con il tacito consenso di mio padre. Premeva anche a lui sapere cosa, il nonno, aveva annotato nel quaderno dalla copertina nera. Poteva trattarsi di un lungo, circostanziato testamento? O semplicemente la narrazione di una segreta storia d’amore di suo padre? O il resoconto di una scoperta scientifico-letteraria?
  Bisognava trovare il quaderno ed io lo trovai.
  Chiusi a doppia mandata la mia stanza. Meglio essere solo. La lettura di quel quaderno poteva cambiarmi la vita. Rivoltai più e più volte quel caro cimelio tra le mani. Benedissi il nonno che mi aveva prescelto. La sua saggezza non poteva tradirlo. Lessi. Incredulo, rilessi. Come poteva aver fatto tanto, il nonno? Lui, il saggio del villaggio. Cercai tra le righe. Ci doveva essere qualcosa che mi sfuggiva. Chiusi e riaprii quel quaderno dalla copertina nera. Non mi restò che sbellicarmi dal ridere.
  Mio padre, probabilmente più impaziente di me di conoscere il contenuto del quaderno, aveva origliato da dietro la porta. Lo aveva interessato solo e soltanto la mia risata.
  Bussò, ripetutamente. Mi pregò di farlo entrare. Mi supplicò di lasciar leggere anche a lui, lo scritto del nonno. In fondo era suo padre. Non potevo non renderlo partecipe. Il nonno, quello voleva. Tutti dovevano sapere.
  Passai il quaderno a mio padre. Lo aprì come fosse uno scrigno. Finalmente anche lui avrebbe saputo. Lesse. Non gli parve vero e rilesse. Sfogliò nuovamente il quaderno da cima a fondo. Anche a lui non restò che sbellicarsi dal ridere.
  Ma cosa c’era scritto in quel quaderno, vi starete chiedendo. Anche mia madre e mio fratello e mio zio e alcuni degli amici più stretti, e uno dopo l’altro tutti coloro che, al villaggio, sapevano leggere, si chiesero la stessa cosa. Tutti lessero e rilessero. Tutti finirono con lo sbellicarsi dal ridere.
  Cosa diavolo poteva aver scritto quel saggio di mio nonno! Di mano in mano il quaderno capitò in quelle del curato. Lesse e stramazzò per terra. Tra le mani il quaderno del nonno che, da cima a fondo, recitava: “SBELLICATEVI DAL RIDERE”.


Tour pugliese per l'auto della scorta di Falcone

 Sabato 7 Maggio 2016

Redazione BrindisiReport

Passerà anche da Ceglie Messapica e Mesagne la macchina a bordo della quale viaggiavano gli agenti della scorta di Giovanni Falcone, il giorno dell’attentato in cui persero la vita lo stesso magistrato, la moglie Francesca Morvillo e i componenti della scorta Antonio Montinato, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Il veicolo della “Quarto Savona 15” (nome in codice della squadra cui era assegnata la tutela di Falcone) a partire da lunedì prossimo (9 maggio) farà un tour della Puglia nell’ambito dell’iniziativa “Sulla scorta degli uomini coraggiosi”, promossa dalla Sezione Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale della Regione Puglia e l’Associazione “Nomeni, per Antonio Montinaro” .
Così queste associazioni hanno voluto ricordare la strage di Capaci (23 maggio 1992). Sono stati Matilde e Tina Montinaro, rispettivamente sorella e moglie di Antonio, ad esprimere il desiderio che la macchina su cui lavoravano Antonio, Rocco e Vito, potesse attraversare la regione in cui Antonio e Rocco sono nati e cresciuti. “La Puglia ricorda Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani - dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – facendo tesoro della lezione di Carmela, madre di Antonio, che voleva onorarne la memoria come agenti della scorta e come uomini, attraverso i loro nomi, le loro storie, i loro valori di servitori dello Stato che hanno dato tutto per difendere la democrazia. Per la prima volta arriverà in Puglia la Quarto Savona 15 che percorrerà la regione da nord a sud.  Con essa viaggerà non solo la testimonianza di quanto accaduto, ma anche un messaggio di legalità e di lotta alle mafie che intendiamo rinnovare e rafforzare”.
“La possibilità che le cittadine e i cittadini della Puglia avranno di vedere con i propri occhi cosa ha significato il sacrificio di Antonio, Rocco e Vito, e cosa può provocare la violenza terrorista della mafia, credo abbia un valore più forte di mille convegni - commenta Stefano Fumarulo, dirigente della Sezione antimafia sociale della Regione Puglia - In questa fase in cui troppo spesso si accusa l’antimafia sociale di fare retorica, la Puglia, insieme e grazie ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, ha organizzato un momento di riflessione molto concreto".
 “Per me, per Tina e per i suoi figli Gaetano e Giovanni - spiega Matilde Montinaro, sorella di Antonio - portare la teca contenente l’auto dal nome in codice Quarto Savona 15 rappresenta un messaggio importante per chi vuole capire veramente ciò che è stato quel 23 maggio di ventiquattro anni fa. La Quarto Savona 15 era l’auto apripista della scorta del giudice Falcone e su quell’auto Antonio, Rocco e Vito condividevano non solo le paure di quel momento ma anche sogni e soprattutto speranze. Per tutta la Puglia, da nord a sud, il suo passaggio significherà un momento di memoria condivisa e rappresenterà soprattutto la speranza che quella Croma possa continuare a camminare attraverso ognuno di noi, perché quella strage del 23 maggio in realtà non l’ha mai fermata”.
La Quarto Savona 15 toccherà le città di Foggia, Andria, Bari, Triggiano (città natale di Rocco Di Cillo), Mottola, Taranto, Cisternino, Brindisi e Calimera (città natale di Antonio Montinaro).
PROGRAMMA (*)
9 maggio: Foggia, Caserma Miale, Piazzale Italia (ex scuola di Polizia)
A partire dalle ore 9.30

Interventi di un rappresentante del Coordinamento Provinciale di Foggia di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e di un rappresentante della Questura di Foggia;

Testimonianza di Matilde Montinaro (sorella di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone);

Rappresentazione teatrale a cura de “Il Cerchio di Gesso”
Ore 19.00

Interventi conclusivi di un rappresentante del Coordinamento Provinciale di Foggia di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, del Questore di Foggia, Piernicola Silvis, e del dirigente della Sezione Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale della Regione Puglia, Stefano Fumarulo.

La giornata è stata organizzata dal Coordinamento Provinciale di Foggia di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

Nuovi pannelli informativi in città

                                                     Sabato 7 Maggio 2016
Da qualche giorno agli ingressi del centro storico di Ceglie Messapica, a cura dell'amministrazione comunale, sono stati posizionati ulteriori pannelli informativi. Il tutto per indirizzare in modo più facile, verso monumenti e strutture pubbliche, i tanti visitatori  e turisti che si apprestano a visitare la cittá, percorrendo le bellissime viuzze del centro storico.

Progetto Vitacom

 Sabato 7 Maggio 2016
Una comunità attiva e disponibile al confronto quella cegliese, che ha accolto con favore l’avvio in città del modello di innovazione sociale.
“La città di Ceglie Messapica ha risposto molto bene all’iniziativa. A dimostrarlo anche l’elevato numero di imprenditori che hanno preso parte all’incontro, evidenziando che qui a Ceglie il mondo delle imprese è sensibile al confronto con la comunità locale”. Ad esprimere la propria soddisfazione, l’amministratore unico della società VITACOM, Giovanni Vita.
I lavori sono stati introdotti dal Vicesindaco, nonché direttore dell’Ambito Territoriale Br/3, Angelo Palmisano, protagonista in prima persona dei tavoli di concertazione, insieme agli assessori Daniele Gioia, Mariangela Leporale e Grazia Santoro.
“Questo incontro è finanziato dall’Ambito Territoriale di cui Ceglie Messapica oggi ha la presidenza. È un’esperienza a cui abbiamo aderito con entusiasmo. In questi cinque anni abbiamo già avuto modo di sperimentare iniziative simili nella nostra Ceglie con ottimi risultati, poiché rappresentano un’opportunità per interfacciarsi con la città. Una buona amministrazione oggi ha necessità di guardare a Modelli come quello proposto da VITACOM, perché le sollecitazioni dal basso rappresentano lo stimolo migliore per poter realizzare e migliorare la propria città. Noi siamo felici stasera – conclude Palmisano - di essere così numerosi. Questo incontro spero possa tirare fuori delle buone idee e dei buoni progetti da sostenere e da portare avanti”.
Attorno ai tavoli sono state affrontate diverse tematiche riguardanti l’infanzia, il mondo dei disabili e degli anziani, ma anche il turismo, la raccolta differenziata, l’agricoltura biologica a km 0, il lavoro e i giovani, la cultura.
Queste stesse tematiche saranno approfondite nel corso di ulteriori iniziative previste nell’ambito del Modello VITACOM, le cui date saranno comunicate alla cittadinanza nei prossimi giorni.

Inaugurazione del Polo Culturale - Sistema “Gusto d’Arte”

 Venerdì 6 Maggio 2016
Apre finalmente le porte e si mostra alla comunità il nuovo Sistema culturale di una delle città più incantevoli della Valle d’Itria.
Il progetto, sin da principio, ha inteso armonizzare e mettere in rete luoghi, peculiarità del territorio, servizi culturali, per dare vita ad un circolo virtuoso di valorizzazione: conservare per comunicare, comunicare per promuovere, promuovere per far conoscere, conoscere per conservare. Il marchio culturale “Gusto d’Arte” si applica quindi al costituendo Polo Culturale  nel quale confluiscono la Biblioteca Comunale (che per l’occasione sarà intitolata ufficialmente al Poeta “Pietro Gatti”) e la Pinacoteca Comunale “Emilio Notte” ricollocate nell’imponente e suggestivo Castello Ducale di Ceglie Messapica, che ritorna ad essere un “luogo abitato” e il MAAC (Museo Archeologico e di Arte Contemporanea), collocato in un edificio a pochi metri dal Municipio, dal Castello e dall’ingresso nel centro storico, presso il quale, oltre all’esposizione del Centro di Documentazione Archeologica, è stato allestito uno spazio che si presterà a molteplici attività: una biblioteca specialistica di arte contemporanea e gusto, uno “spazio del fare” e di didattica dell’arte per i più piccoli, lo spazio tecnologico, un'aula studio/formazione e una meravigliosa galleria dedicata soprattutto all'esposizione dei prodotti artistici dei giovani talenti; il tutto circondato da un grande spazio verde. Nel Polo Culturale rientra anche l’esperienza degli Orti Urbani e la Scuola di Gastronomia (Med Cooking School) che tanto lustro porta a questa città.
La mattina di martedì 10 maggio Ceglie si sveglierà avvolta in un magico filo rosso che condurrà il visitatore tra i luoghi da scoprire. Alle ore 10.05 l’avvio dell’inaugurazione presso il MAAC (davanti all’ingresso del Municipio) dove sono previsti interventi di autorità, ospiti ed esperti e visite ai luoghi. Successivamente, presso il Castello Ducale, si terrà l’intitolazione ufficiale della Biblioteca Comunale all’illustre concittadino, il Poeta Pietro Gatti, con lo scoprimento di una targa (l’intitolazione sarà preceduta dalla declamazione di una poesia di Gatti a cura di Vincenzo Suma dell’Ass. Ceglie nel Cuore).
Il progetto ambizioso, curato dall’Amministrazione Comunale che si è avvalsa della preziosa collaborazione della Coop. “Imago” di Lecce che ha curato gli allestimenti e la nuova destinazione d’uso degli spazi, continuerà ad essere festeggiato per tutta la settimana: dal 10 al 14  tutte le mattine le scuole parteciperanno a laboratori e incontri curati da Leda Laboratori del Must di Lecce e dal meraviglioso maestro cartaio Andrea de Simeis.
Nei pomeriggi invece, martedì e venerdì “Viaggio nel Mondo del Libro” dalle incisioni rupestri agli ebook; mercoledì e giovedì “Il tre ruote ebbro” di Locorotondo lavorerà su Le invenzioni antiffreddo di Stina di Lani Yamamoto giocando con storie e dita; tutti i pomeriggi, inoltre, laboratori a cura della Pro Loco di Ceglie insieme alla maestra Donata Nacci e attività a cura di Archeoclub Ceglie; sabato 14 maggio Casarmonica e Armamaxa residenza teatrale di Ceglie Messapica  proporranno interventi di “Guerrila letteraria” per tutto il centro storico, con l’intervento, oltre a tutti i volontari, di Enrico Messina e Daria Paoletta, con l’accompagnamento musicale di Mirko Lodedo. Le attività si svolgeranno al Castello Ducale e al MAAC dalle ore 16.00 alle ore 19.00.