Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta LAMENTELE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LAMENTELE. Mostra tutti i post

I bambini a Ceglie Messapica non esistono più…

Sabato 30 maggio 2020
Sono più di tre mesi che molte famiglie della città si sono ritrovate a fronteggiare una situazione lavorativa completamente ferma, a causa delle restrizioni imposte dal governo, per il Coronavirus. A questo disagio si è aggiunto una ulteriore problematica familiare, ovvero quella dei bimbi, completamente rintanati in casa e dimenticati.
E' risaputo che non tutte le mamme posso avere il supporto delle babysitter o dei propri familiari per i propri figli, motivo per cui il tutto viene svolto dai genitori, che si sono ritrovati a trascorrere intere giornate in casa, in quanto i parchi continuano a restare chiusi, nonostante nel resto d’Italia sono riaperti sia pure con tutte le precauzioni del caso.
I vari parchi e ville comunali presenti sul territorio locale restano chiusi, con poca pulizia e con i giochi coperti da rete da cantiere.
Molti genitori lanciano questo grido di dolore a chi di dovere, affinchè ci sia al più presto il ritorno alla normalità per questi bimbi che, in questo momento particolare, vogliono ritornare tranquillamnete a fare sport, giocare, vivere la loro età e soprattutto la loro libertà.

Antonio Suma chiede di poter lavorare per mantenere la propria famiglia

Mercoledì 27 maggio 2020

"Riaprite il mercato settimanale con tutte le attività". È questo l’appello lanciato da Antonio Suma, noto commerciante ambulante di abbigliamento di Ceglie Messapica, che si fa promotore della protesta nei confronti delle istituzioni della città.
E’ da marzo, continua sempre il commerciante, che ci siamo attenuti alle regole sanitarie nazionali del governo, restando completamente chiusi per contenenere i contagi da Coronavirus. Adesso però, continua sempre Antonio, non capisco perchè in tutta Italia i mercati sono riaperti, compresi in Puglia, e a Ceglie Messapica invece la riapertura è avvenuta in modo parziale.
Effettivamente non si capiscono bene le ragioni per le quali le altre attività, come quelle alimentari, hanno avuto libero accesso alla riapertura ed altre, come quelle nello specifico di abbigliamento, non sono state autorizzate.
Il grido di allarme è stato lanciato da tutti i commercianti esclusi e che non chiedono la luna, ma soltanto di poter riaprire nel rispetto delle nuove norme sanitarie. Loro hanno solo un intento, quello di lavorare onestamente per poter mantenere dignitosamente le proprie famiglie, e per poter uscire in breve tempo, a livello economico, da questo brutto periodo.
Gli ambulanti le stanno tentando tutte ma, attualmente, non ha sortito nessun effetto. Nemmeno l’incontro avuto in questi giorni al comune con il Commissario Prefettizio ha modificato nulla, anzi, è stato ribadito dai rappresentanti istituzionali che ancora non ci sono le condizioni adatte per la riapertura totale del mercato settimanale.
Ormai i commercianti sono rassegnati e delusi, e soprattutto non vedono all’orizzonte nessuna speranza per la ripresa delle loro attività.
La situazione per queste famiglie sta diventando drammatica e occorre cambiare strategia prima che sia troppo tardi.

Lettera di un cittadino

Lunedì 4 giugno 2018

Buongiorno Stefano,
ti scrivo per dare eco a quello che secondo me è uno dei peggiori problemi che attanaglia la nostra società e del quale personalmente, inizio ad essere intollerante.
Continuo ad ascoltare gente che non fa altro che lamentarsi verso tutto e tutti, per determinate cose a ragion veduta, per altre sarebbe opportuno che ci si facesse ognuno di noi un esame di coscienza approfondito.
Oramai è consuetudine attribuire tutti i nostri problemi alle varie correnti politiche che si sono susseguite negli ultimi decenni, come se loro avessero distrutto in toto tutto ciò che ci riguarda.. Sia chiaro che, io sono uno di quelli
convinti che in Italia oramai non funzioni più nulla e buona responsabilità è da attribuirsi a loro, però sono anche uno di quelli convinti che il politico medio italiano rispecchi il cittadino medio italiano (o forse dovrei dire il meridionale medio italiano ). Nonostante sia un "terrone convinto" e orgoglioso di esserlo, mi duole constatare come la nostra "forma mentis" ci porti sempre ad agire (per carità non tutti siamo uguali, il meridione è pieno di esempi di lealtà, disciplina e correttezza) in maniere "truffaldine e irrispettosa verso tutto e tutti. Prendo spunto da alcune foto scatta ieri alla Pineta Ulmo che rispecchiano un po' il concetto che sto cercando di esprimere; la pineta dovrebbe essere un patrimonio di ognuno di noi, ringraziare chi ha fatto sforzi per renderla e conservarla vivibile; invece noi "corretti" cittadini non abbiamo alcun rispetto, immondizie gettate dappertutto e altalene saccheggiate probabilmente per allestire il proprio giardino privato. Questo è un po' quello che avviene quotidianamente, gente maleducata, menefreghista delle regole che ogni società civile DEVE obbligatoriamente avere, subdola e irrispettosa che pur di raggiungere il suo obiettivo sarebbe capace di calpestare la dignità di chi lo circonda. A mio modestissimo parere finchè la mentalità rimarrà questa, trovo veramente difficile vedere la luce in fondo al tunnel.
 
Scusami se mi sono dilungato ma personalmente sono davvero ferito e stanco di assistere passivamente a tutto questo scempio.

lettera firmata

Studenti reggono la porta dell'autobus con lacci di fortuna

Lunedì 9 ottobre 2017
Nonostante le continue polemiche e proteste degli utenti i disagi continuano nel trasporto pubblico delle “Ferrovie Sud-Est”.
 
I genitori sono stanchi  dei continui disservizi, ma soprattutto preoccupati per la sicurezza e l’incolumità dei propri figli. La denuncia presentata qualche giorno fa parlava chiaro: poche macchine e alcune delle quali obsolete. Le polemiche dei giorni scorsi riguardavano la tratta Ceglie Messapica-Cisternino. Stamane, invece, il disagio si è avuto sulla linea Ceglie-Francavilla dove, l’autobus messo a disposizione dall'azienda risultava con la porta automatica fuori uso e, a turno, alcuni studenti si sono alternati a mantenerla chiusa con alcuni lacci di fortuna, viaggiando per l'intero percorso senza il rispetto delle basilari norme sulla sicurezza.
 
Le macchine messe a disposizione dall’azienda sono poche e alcune di esse risultano con guasti tali da non poter svolgere il regolare servizio di trasporto pubblico.

Ogni sera un serio pericolo sulla strada per Ostuni

Venerdì 5 maggio 2017
Buongiorno Stefano,
ti scrivo per sollevare una problema alquanto increscioso ma soprattutto pericoloso. Mi capita spesso di percorrere la strada provinciale 22 ovvero la  Ceglie Messapica - Ostuni ed in più di un'occasione mi sono ritrovato gente camminare per strada. E’ tutta gente di colore con buste della spesa tra le mani e quindi partendo da questi piccoli indizi e chiedendo un po’ in giro ho capito che si tratta dei migranti residenti nella struttura "Villa Aurora". Non ho nulla contro di loro, anzi, è giusto che ogni essere vivente abbia un minimo di dignità nella vita, ma questo non giustifica il fatto che se ne debbano andare in giro su una provinciale a tratti priva di illuminazione di sera e di notte come se stessero passeggiando in piazza, peraltro spesso in fila di 2 o 3 persone. Purtroppo il tratto di strada in salita e la strettoia subito dopo lo svincolo della strada che porta a contrada Montecchie è completamente privo di pubblica illuminazione ed è pericolosissimo per gli automobilisti che la percorrono ma anche per gli stessi cittadini stranieri.
Mi chiedo e ti chiedo non possono essere presi dei provvedimenti in merito? O dotare queste persone con dei giubbini catarifrangenti per essere visibili quando attraversano quel tratto stradale?
Ti ringrazio per l’attenzione, la disponibilità e spero si possa trovare una valida soluzione prima che ci "scappi il morto".

Un cittadino cegliese