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ANCHE A.C. RICORDA TONINO FUGAZZARO FINENDO POI COME AL SOLITO NELLA POLITICA

GIOVEDI' 8 AGOSTO 2013

Non ha aspettato la notte di san lorenzo la stella del nostro maitre patissier Tonino Fugazzaro del mitico bar centrale per cadere nel cielo buio della morte, uno dei migliori se non l'unico, a portare il mitico biscotto cegliese ad un livello di eccellenza mondiale perchè solo un dolce con un'anima particolare, definita, marcata nei sapori e nella fragranza, può aspirare ad entrare nell'olimpo dell'alta pasticceria. Tonino è stato l'unico, secondo me, a dargli questa anima con glassa  e senza, ripieno o vuoto ma sempre unico e irripetibile nella forma  e nella sostanza di quello che poi viene definito prodotto tipico, controllato, di origine e di eccellenza.
Il suo biscotto in più portava con sè la leggenda di una ricetta segreta al pari di una cocacola, i cui ingredienti sono sepolti in una cassaforte americana  e, per quanto ci riguarda, nella tradizione orale, nella maestria di zie e famigliari  a cui Tonino ha dato del suo sperimentando odori e sapori, sempre tenendo presente che il corpo del biscotto doveva sprigionare l'odore della nostra terra usando solo per questo mandorle locali, qualche varietà persa ma un tempo caratterizzavano una delle tipiche produzioni locali, al pari dei fichi, del grano e dell'uva oltre che dell'olio. Ho usato il biscotto di Tonino di cui ero un gran cultore come messaggero in diverse occasioni e verso personalità di rilievo con cui volevo far bella figura perchè lo ritenevo migliore di qualsiasi parola, sms, fax, mail; un regalo che non aveva bisogno di un bigliettino di accompagnamento ma molto spesso bastava il foglio di carta con su la scritta Bar Centrale. un gesto che ho compiuto anche alcuni mesi fa e che come al solito ha convinto in pieno l'interlocutore della scelta privandolo di ogni parola perchè bastava un semplice suono di gola, più chiaro dell'alba di vasco rossi.

Così mentre perdevamo un amico, un grande artigiano del gusto, un maestro  lasciando ai figli e alla moglie l'arduo compito di continuare nella tradizione si alzava veemente un fragore di pentole e stoviglie di cucina, così assordante da perdere almeno almeno la denominazione di origine controllata sperdendo nell'aria sapori e colori , tranquillità e self-controll tipico di una manifestazione che sin dall'inizio ha quantomeno destato alcune perplessità circa l'uso del food invece che di cibo come vorrebbe la nostra lingua, giusto per stare al detto mangia come parli. Cominciammo all'inizio quest'opera di straniamento, forse forzoso ma carico di sentimento non provinciale, per poi ritornare noto con piacere, al cibo perchè porta con sè una carica erotica di gusti terra terra quindi l'eccellenza naturale della cosiddetta dieta mediterranea, così conosciuta al mondo e così bistrattata negli ultimi tempi.Oggi la dimostrazione e la degustazione di un piatto non è più tale ma si è trasformato in evento e quindi circondato invece che di prezzemolo di attori di più o meno fama nazionale che non aggiungono niente al piatto, anzi rischiano di bruciarlo se le fesserie intorno sono in continua ebollizione. Così accade che il piatto diventa marginale e non ha più importanza chi lo prepara diventando quasi un copione teatrale su cui qualsiasi attore si può misurare. Della manifestazione originale rimane così il nome solo perchè la location rimane la cittadina ma chi muoverà le forchette, gli ingredienti non saranno più i nostri cuochi gelosi della tradizione e scienzati di primordine della dieta meditterannea. Non so cosa predicasse il bando ma certo ciò che verrà fuori sarà un falso, forse fatto bene ma comunque un falso all'origine. Capirei se la manifestazione fosse stata concepita come gara per cucinare gli stessi piatti o reinventati da cuochi nazionali a cui va la nostra stima...ma qui ormai la cucina non c'entra più e a girare il sugo delle braciole sono i politici e tanti organizzatori che in queste cose ormai ci vedono solo il business e basta. Un vizio per la verità che già si scontava nella notte dei tempi quando si cominciò a pensare a fare squadra tra tutti i ristoratori locali, tentativo in parte riuscito e viziato dall'intervento dei politicanti sopratutto di sinistra perchè è vero che riuscivano a sfruttare meglio a fini propagandistici l'evento ciò che quelli di centrodestra non riescono a fare mandando tutto a puttane e consegnando alla burocrazia e alle persone dietro alle quinte che con la cucina non c'entrano nulla, un cegliefoodfestival, snaturato, una recita senza gli attori originali che fa perdere peso qualitativo alla stessa nell'ambito delle manifestazioni nazionali. Non si doveva fare nemmeno la gara, nemmeno pensarla sopratutto dopo che si erano costruite le barricate contro ostuni finendo per perdere anche quella battaglia non solo culturale ma sopratutto organizzativa. I politici hanno una fame particolare e i cuochi poveretti loro hanno solo le forchette e la loro buona volontà per fermarne la voracità e l'ignoranza. E come si dice in questi casi- abbiamo perso filippo e tutto il paniere- anche grazie alla troppa disinvoltura per non dire imbecillità di chi oggi si trincera dietro gli uffizi di una gara pubblica.

E francamente con un certo fastidio ascolto tanti soloni , tanti maitre a penser sempre della sinistra che accorrono a sostenere gli offesi quando a suo tempo si doveva operare in silenzio e andando per la propria strada senza coinvolgere, se non lo stretto necessario amici, parenti e politici del proprio partito. Allora si abbrustolì l'anima di qualcuno e oggi pare goffo il tentativo di tentare un food festival cegliese democratico, come un tempo si faceva con medicina democratica, magistratura democratica, pompieri democratici, polizia democratica, cacacazzi democratici e così via in un tripudio gramsciano dell'intolleranza culturale. 

L'orecchiette non sono di destra o di sinistra ma solo di chi ha orecchio e cervello per capire che il nostro è di tutti non di una fazione col solito vizio di spartirsi le spoglie di qualsiasi cosa sulla pelle dei cittadini, perchè si spendono i loro soldi per queste guerre puniche della cucina moderna ma antica.

Per questa volta è andata, per la prossima i cuochi facciano i cuochi i politici facciano i politici, se ci riescono senza rompere uove nei panieri e soprattutto i c.......i dell'universo culinario.
ac

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