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Nel ricordo di Ciccio

Lunedì 23 settembre 2024

In ricordo e nella memoria di Urso Francesco, per tutti i cegliesi, “Mestu Ciccio”.
Tutti conoscevano Ciccio perché per tantissimi anni ha gestito, insieme alla moglie Rosa, un distributore di carburanti con annesso gommista nelle vicinanze del centro storico e precisamente in via Porta di Giuso.
Per la città di Ceglie Messapica ha rappresentato per moltissimi anni un punto di riferimento fondamentale nella fornitura dei servizi di gommista.
Anche per i ragazzini degli anni ’80 residenti nel centro storico è stato un punto di riferimento dove andare e chiedere cortesie del tipo:

“MESTU CI’, MA GUNFIA’ A ROT ALLA MOT?”

“MESTU CI’, MA GUNFIA A ROT ALLA BICILCLETT?”

“MESTU CI’, MA GUNFIA’ U PALLON?”

E lui da bravissima persona quale era, non si rifiutava mai. Anzi sempre pronto ad abbandonare momentaneamente la sua postazione di lavoro per servire i ragazzini. E quelle poche volte che non poteva farlo lui, delegava la sua amata moglie Rosa, con la fatidica frase: UE’ RO', VIT LI PICCINN CE VOLINI. In pratica sempre bravo e disponibile con tutti e non mancava mai, nonostante il duro lavoro, a distribuire sorrisi per tutti.

Dopo un po’ di anni i coniugi Ciccio e Rosa maturano l’idea di mettere su una piccola Scuola di Ballo, con il solo intento di far divertire e ballare tante persone.
L’idea si concretizza circa 40 anni fa con l’inaugurazione e l’apertura di una piccola Scuola di Ballo dove, oltre alle lezioni di ballo, nel fine settimana si organizzavano serate con amici e parenti. Incontri dove ognuno portava con sé qualcosa da mangiare e si ballava tutta la serata, con la Musica della Fisarmonica del piccolo Aurelio (figlio di Ciccio e Rosa), il quale aveva da poco imparato a suonarla seguendo dei corsi di musica. Mentre il fratello di Aurelio, Rocco, che faceva da supporto fondamentale e diretto ai Maestri di Ballo che si alternavano nella sala.
Fu così che pian pianino, grazie alla passione e all'impegno di Ciccio e Rosa, che la Sala da Ballo diventa sempre più piccola per l’esigenza di un numero sempre crescente di gente che ama il ballo.
Fu da quel momento che, con una location sempre più grande, si diede inizio alla ormai notissimo "NEW CLUB DA ROSA".
La sala ormai da anni è diventato un punto di incontro di ragazzi e famiglie che amano la musica, il ballo e soprattutto che amano ballare nei fine settimana.
In questa struttura grazie all'ospitalità di Rosa e Ciccio si è sempre respirato un’aria familiare.
Mamma Rosa, come amichevolmente la chiamano tutti, è stata sempre la mente del Club, ma grazie al grande supporto del marito Ciccio, adesso la Sala da Ballo è diventata una realtà conosciuta in tutta la regione, anche perché si alternano molti artisti che propongono una bellissima musica, sia da ascoltare che da ballare.
Purtroppo il grande Ciccio qualche mese fa è venuto a mancare ma l'attività prosegue con la forza di Mamma Rosa e dei figli Aurelio e Rocco. 

E' deceduto l'Artista che si era innamorato di Ceglie Messapica

 Giovedì 25 luglio 2024

Nel vivo ricordo del cegliese Vito Elia: "Sergio Osvaldo Tapia Radic, lo scultore innamorato di Ceglie, è morto!

All’età di 86 anni, domenica 21 luglio c.m. è tornato alla casa del padre Sergio Osvaldo Tapia Radic, nativo di Puerto Natales, in Cile. Nel 1959 egli inizia a frequentare la Scuola di Arti Applicate dell’Università del Cile in Santiago. Compiuti gli studi, riceve l’incarico di assistente alla cattedra di scultura presso la stessa Università, dove vi resta sino al 1967 e più tardi negli a.a. 1970 -’71. In questo primo periodo realizza numerose opere per i governi del Cile, del Messico e degli Stati Uniti. Degni di essere menzionati i busti del presidente cileno Jorge Alesandri R., della poetessa Gabriela Mistral e di John Kennedy.
Amante del nostro Paese vi si trasferisce nel 1971. Vivrà per alcuni anni a Laveno Mombello in provincia di Varese. In seno alla stessa provincia effettuerà altri spostamenti di residenza, realizzando ovunque numerosissime opere. Dalla Lombardia si trasferisce a Ripatransone nelle Marche, in prossimità dell’Adriatico, dove vi resterà per ben 14 anni. Dall’antica Ripatransone si trasferirà infine a San Marcello, poco distante dalla città di Jesi. Come in Lombardia anche nelle Marche, quantunque affetto da una patologia cronica, lo scultore, ormai italiano a tutti gli effetti, lavora instancabilmente realizzando un numero imprecisato tra sculture, basso ed alto rilievi destinati ad arricchire chiese, conventi, cimiteri, musei, angoli di città e collezioni private. Come anticipato, muore domenica 21 luglio 2024.
Chi scrive ha avuto la fortuna di incontrare l’artista nativo di Puerto Natales per la prima volta a Laveno Mombello, sul lago Maggiore, presso la fabbrica di ceramica dei fratelli Pareschi, dimostratosi con il tempo luogo ideale in cui veder alimentare reciproca stima e sincera amicizia.
Seguirò ovunque nei suoi spostamenti di città in città l’ormai amico fraterno Sergio. Vivremo giornate indimenticabili realizzando opere d’arte. Molti in Ceglie ricorderanno il maestro Sergio Tapia Radic, per aver frequentato il Corso di Ceramica e Scultura estivo nell’estate dell’anno 2000.
Ideato ed organizzato dallo scrivente, patrocinato dalla Regione Puglia, Provincia di Brindisi e Comune di Ceglie Messapica, il corso vedrà la partecipazione di più di 40 allievi e verrà diretto dal maestro Sergio Tapia Radic e da chi scrive. Il corso si avvarrà della preziosa collaborazione di Donato Roma del Comune di Ceglie ed anche della sig.ra Loredana, moglie del maestro Sergio Tapia Radic. Tre settimane di corso estivo e la condivisione della quotidianità tra vecchi e nuovi amici basteranno al maestro e alla cara moglie Loredana per innamorarsi della città di Ceglie e della cordialità dei suoi cittadini, tanto da aver preso in seria considerazione la possibilità di trasferirsi nella città messapica.
La scomparsa del maestro Sergio Tapia Radic sono certo lascerà un vuoto incolmabile in chi lo ha conosciuto e amato, come persona e come artista. In qualità di amico fraterno del caro Sergio, profondamente addolorato, desidero rivolgere le più sentite condoglianze alla cara amica Loredana e più in generale ai parenti del caro maestro Tapia Radic, da parte della mia famiglia, e in quanto cegliese di origine, da parte della comunità cegliese che lo ha conosciuto in quella indimenticabile estate dell’anno 2000. Riposa in pace mio amico fraterno e raggiungi il grande poeta Pablo Neruda, colui che scoprendo il tuo talento di artista osò dire “da grande sarà grande”. Il tuo amore smisurato verso l’arte figurativa e non, la tua cristallina onestà intellettuale, la tua profonda umanità, la tua cultura ed il tuo talento continueranno ad alimentare il tuo ricordo nella nostra quotidianità."

E' scomparso il dott. Domenico Suma

 Giovedì 29 febbraio 2024

Lutto nella sanità brindisina: addio al dottor Domenico Suma. "Eccellente professionista".
Il professionista è scomparso nella improvvisamente nella giornata del 28 febbraio. Il 13 marzo prossimo avrebbe compiuto 67 anni.
 
“Scompare il dottor Domenico Suma, la comunità medica perde un eccellente professionista ed una persona di grande umanità”. La comunità medica brindisina accoglie con enorme dispiacere la scomparsa improvvisa del dottor Domenico Suma, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e del reparto di Psichiatria di Brindisi.
Lascia la moglie, insegnante, e tre figli gemelli poco meno che trentenni. A Ceglie Messapica, la sua città dove era nato e viveva, la famiglia Suma è molto nota.
Stimato perito psichiatrico, gli sono stati conferiti incarichi importanti anche a livello nazionale. Un punto di riferimento per il tribunale di Sorveglianza di Lecce e la Rems di Carovigno. Ed è proprio il direttore della Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza di Carovigno, Antonio Frascaro, che lo ricorda con parole di affetto e gratitudine per l'impegno e la passione con cui ha svolto la professione di medico fino alla fine, senza mai fermarsi.
"Abbiamo iniziato insieme questo percorso nella Salute mentale, abbiamo lavorato fianco a fianco per dieci anni, era una persona squisita, umile, dedita al lavoro, riservata, non si è mai tirato indietro per nulla, rispettava il prossimo ed era un grande professionista. Per me ma anche per molti magistrati un vero punto di riferimento". Il territorio perde un altro grande professionista. Risale a pochi mesi fa il decesso, improvviso del dottor Pietro Gatti. 

Tragedia in mare per il dott. Pietro Gatti

 Domenica 31 dicembre 2023

 Redazione BrindisiReport

"Tragedia in mare: medico Asl Brindisi perde la vita durante un'immersione.

Si tratta di Pietro Gatti. E' accaduto nel pomeriggio di oggi, domenica 31 dicembre. la salma è stata recuperata nelle acque di Rosa Marina, località balneare di Ostuni.

Tragedia nel pomeriggio di oggi, domenica 31 dicembre, nelle acque del Brindisino: il professor Pietro Gatti, 59 anni, direttore del dipartimento Area medica della Asl Brindisi, ha perso la vita durante un’immersione. Da quanto si apprende la sua auto è stata trovata nei pressi del pontile di Rosa Marina, località balneare di Ostuni, con all’interno l’attrezzatura da sub. L’allarme per le ricerche è stato lanciato attorno alle 14, quando i familiari si sono preoccupati per il mancato rientro a casa. Il suo corpo è stato trovato in mare attorno alle 17 dal personale della Capitaneria di porto, interessata per le ricerche. Indossava la muta. La salma è a disposizione della magistratura per gli accertamenti del caso.

Stimato professionista, il dottor Gatti, originario di Ceglie Messapica residente a Bari, di recente era entrato a far parte del Comitato tecnico scientifico dell'intergruppo parlamentare “Dieta mediterranea: nutrizione, prevenzione e cultura”, presieduto dalla deputata Marta Schifone. Nel periodo della pandemia si era occupato del coordinamento dell’emergenza Covid, insieme al direttore del Dipartimento di Prevenzione, Stefano Termite era stato insignito dell’Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per l’attività svolta durante il periodo di pandemia da Covid-19. "Questa onorificenza rappresenta il riconoscimento per il lavoro di squadra realizzato durante l'emergenza Covid. Nello stesso tempo è anche un pungolo per un impegno continuo che io vorrei dedicare a tutta la sanità in provincia di Brindisi". Aveva commentato.

La notizia della sua morte ha scosso il mondo della sanità brindisina, al momento non si conoscono le circostanze del decesso, se a strapparlo alla vita sia stato un malore o qualche altra causa. Quello che è certo è che il territorio ha perso un grande professionista. Lascia la moglie con la quale era sposato da 28 anni. La pesca subacquea era una delle sue passioni."

Il cordoglio della Asl di Brindisi: "Abbiamo da poco appreso la tragica notizia della morte del dottor Pietro Gatti, direttore del reparto di Medicina interna e del Dipartimento di area medica, a causa di un incidente in mare avvenuto oggi. Perdiamo un uomo di grande umanità e soprattutto un valido professionista: profondamente colpiti da questa immane tragedia, partecipiamo con vivo dolore al lutto della famiglia e di chi gli ha voluto bene".

 

Aggiornamento: Cordoglio e sgomento per la morte del dottor Pietro Gatti: disposta l'autopsia.

Da chiarire le cause del decesso dello stimato professionista, morto durante un'immersione in mare. L'Ordine dei medici: "Sempre impegnato nella salvaguardia della sanità pubblica”.

Sarà effettuata l’autopsia sul corpo del dottor Pietro Gatti. L’esame autoptico è previsto per mercoledì prossimo (3 gennaio). Lo ha disposto la Procura di Brindisi affinché si chiariscano le cause del decesso dello stimato professionista, il cui cadavere è stato recuperato nelle acque antistanti al litorale di Ostuni alla vigilia di Capodanno (sabato 31 dicembre).

Il 59enne era un grande appassionato di pesca in apnea. Nella giornata di ieri, da quanto appreso, si è recato presso la spiaggia del pontile, in località Rosa Marina, per l’immersione di fine anno. Intorno alle 14 i familiari, non riuscendo a contattarlo, hanno lanciato l’allarme. La Capitaneria di porto di Brindisi ha immediatamente avviato le ricerche.

La macchina del dottore è stata ritrovata sul litorale. Intorno alle ore 17, purtroppo, una motovedetta della Guardia costiera ha recuperato il corpo privo di vita del medico, con addosso una muta. La salma è stata trasferita in località Costa Morena. Da lì è stata trasportata presso l’ospedale Perrino di Brindisi e successivamente nell’obitorio del cimitero del capoluogo.

Originario di Ceglie Messapica e cegliese doc, Gatti risiedeva con la moglie a Modugno (Bari). La sua dipartita ha lasciato un vuoto incolmabile nella sanità brindisina. Il 59enne era direttore del dipartimento Area medica della Asl Brindisi. In prima linea durante le fasi più dure dell’emergenza Covid nel Brindisino, era molto apprezzato dai tanti pazienti di cui si è preso cura. Lo scorso giugno era stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della repubblica proprio per l’attività svolta durante la pandemia.

Le centinaia di messaggi di cordoglio pubblicati sui social testimoniano la professionalità di Gatti, considerato un luminare nell’ambito della Medicina interna, abbinata a umanità e sensibilità.

“La comunità medica brindisina – si legge in una nota del presidente dell’Omceo di Brindisi, Arturo Oliva -   accoglie con sgomento la dolorosa notizia della tragica scomparsa del dottor Pietro Gatti, direttore del Reparto di Medicina Interna del Perrino e del dipartimento Area Medica della Asl Brindisi. Stimato collega e grande amico personale, i medici brindisini si stringono al dolore della famiglia, ed al ricordo del professionista e dell'uomo, sempre impegnato nella salvaguardia della sanità pubblica”.

Cosimo Gioia non c'è piu

 Venerdì 17 febbraio 2023

Ceglie Messapica e il mondo del ciclismo piangono Cosimo Gioia.

Figura importante nel corso degli anni per la Coppa Messapica, le esequie si sono tenute il 14 febbraio scorso, alle 15:30, presso la Chiesa Madre.
E' venuto tristemente a mancare Cosimo Gioia, lasciando un vuoto a Ceglie Messapica che lo ha sempre visto in prima linea nel ciclismo. Spiegano dalla Federazione ciclistica italiana, comitato regionale Puglia: "Iniziò la sua esperienza nella Coppa Messapica sotto la presidenza di Francesco Marseglia (anche lui recentemente scomparso) con l'incarico di frecciatore del percorso gara. Dopo una breve parentesi in Germania nel 1973, riprese la sua attività in Coppa Messapica attraverso la Proloco".
Nel 1976 assunse l'incarico di direttore di corsa Fci, ruolo che porterà avanti fino al 2017, ricevendo anche il distintivo di bronzo del Coni per l'attività profusa nel contesto ciclistico. Nel 2003, insieme all'attuale gruppo sportivo Orazio Lorusso, si occupò materialmente di organizzare la Coppa Messapica assumendo il ruolo di presidente fino al 2011. Lasciato l'incaricato, si distinse nel gruppo organizzativo con grande dedizione."
Le esequie si sono tenute lo scorso 14 febbraio presso la Chiesa Madre a Ceglie Messapica. Il presidente Giuseppe Calabrese e il consiglio regionale Fci Puglia partecipano al dolore, esprimendo le più sentite condoglianze ai più stretti familiari di Cosimo Gioia.

Piero Franco non c'è più

 Domenica 18 settembre 2022

Casciago dice addio a Pietro Franco, conosciuto da tutti come Piero, 74 anni, volto noto e gentile di Morosolo. Originario di Ceglie Messapica, in Puglia, da tanti anni viveva in provincia di Varese.

È stato nella Polizia di Stato fino alla pensione, ha vissuto in divisa gli anni del terrorismo politico, partecipando a diverse missioni speciali che raccontava con passione e trasporto. Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana insignito dal Capo dello Stato il 27 dicembre 2006, ha partecipato attivamente alla vita del paese tessendo le fila del centrodestra in diverse elezioni comunali e partecipando alle iniziative della comunità.

Ha lasciato la moglie Aurelia, i figli Fabio e Chiara e l’amato nipotino Leonardo. Il funerale si è svolto martedì 13 settembre, alle ore 15:00, nella chiesa dei Santi Agostino e Monica a Casciago.

E' deceduto Padre Silvano

Sabato 9 luglio 2022

Dalle parole del primo cittadino Angelo Palmisano: "Sono profondamente affranto dalla triste notizia della scomparsa di Padre Silvano. Ho ancora vivo il ricordo della mia prima uscita pubblica durante i festeggiamenti in onore di San Paolo della Croce, mi accolse come un padre fa con il proprio figlio, con il suo solito fare gentile e rassicurante. La città perde un Padre spirituale di grande cultura e di grande sapienza che tanto ha dato alla nostra comunità non solo con la sua preghiera ma soprattutto con la sua intraprendenza ed il suo contagioso entusiasmo. Mi stringo personalmente e a nome della città al dolore che ha colpito noi tutti, la sua famiglia e tutta la comunità dei Padri Passionisti."

Incidente mortale per il giovane Alessandro Vitale

 Giovedì 10 marzo 2022

 Dalla redazione di BrindisiReport

“Incidente mortale nella serata di mercoledì 9 marzo, sulla strada provinciale che collega Ostuni a Montalbano di Fasano: una Fiat 500 è finita contro un cipresso che costeggia la carreggiata. Il conducente, un 30enne Alessandro Vitale di Ceglie Messapica, è morto sul colpo. Sul posto si sono recati i vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni che hanno dovuto tagliare l'auto per estrarre l'uomo dalle lamiere. Purtroppo per lui non c'è stato nulla da fare. La strada è stata chiusa al traffico, della dinamica se ne sono occupati i carabinieri. La salma dopo la perizia del medico legale è stata restituita alla famiglia e nella mattinata di oggi, verrà trasferita nella chiesa di San Demetrio.

Una comunità in lutto per la morte di un giovane con ancora tanti sogni da realizzare, uno era quello di sposare la sua amata Alessia: il matrimonio era fissato per il 6 agosto prossimo. Su Facebook in molti hanno espresso cordoglio alla famiglia, alla fidanzata che in un attimo è stata catapultata in un doloroso incubo. Alessandro Vitale aveva gestito un bar a Ceglie e si era anche candidato alle ultime elezioni amministrative. Un ragazzo solare, gentile, dal sorriso buono, lo descrive chi lo ha conosciuto. Da qualche tempo lavorava in un'azienda di Fasano che si occupa della produzione di Pellet. Tifoso del basket e innamorato della vita. Una vita che si è spezzata su una strada   purtroppo già segnata da sangue, lacrime e dolore.” 

Lo ricorda anche il primo cittadino Angelo Palmisano sul suo profilo Facebook:

“Oggi la nostra città piange un ragazzo semplice, l’amico di tutti!!!

Sempre pronto a dare una mano, ad incoraggiare, a rallegrare, a partecipare e anche a sfottere con la sua semplicità ed il suo garbo. Un ragazzo educato che dava e pretendeva rispetto, umile e curioso nel chiedere di qualsiasi cosa con la grande voglia di imparare, determinato nell’ inseguire i suoi sogni con un entusiasmo pazzesco. L’ultimo messaggio vocale, l’ultima telefonata pensando al suo più grande sogno, sposarsi con la sua Alessia Caroli… Oggi non perdo un amico fedele, un fratello minore, un figlio… con te Alessandro Vitale se ne va un pezzo di me. Buon viaggio Ale e che la terra ti sia lieve”

Nel ricordo dell'operaio Donato Chirico

 Lunedì 29 novembre 2021

A 25 anni dalla morte dell'operaio petrolchimico: il ricordo della figlia e il bisogno di giustizia.

La lettera di Rosangela Chirico, da oltre un ventennio parte attiva nelle istituzioni scientifiche e ambientaliste per la difesa della vita, dell’ambiente e dei diritti umani. 
“Domenica 28 novembre 2021, ricorre il 25esimo anniversario della morte di Donato Chirico di Ceglie Messapica, operaio del petrolchimico di Brindisi, scomparso nel 1996 per un cancro epatico. La storia di Donato Chirico è stata messa nero su bianco, nel 2015, dalla figlia, Rosangela Chirico. Nelle 170 pagina del romanzo “civile” Plastica (edito Kurumuny), la Chirico racconta la storia del suo papà: dai ricordi d’infanzia, alle cartelle cliniche, testimonianze del lavoro nella fabbrica dove “nevicava polvere bianca”, cloruro che si liberava nell’aria durante le operazioni di insaccaggio e respirato a pieni polmoni da operai come Donato Chirico. La ricerca della verità su questa morte è ferma al primo grado del procedimento civile e la lettera che segue, a firma di Rosangela Chirico, vuole essere un grido, un ennesimo grido affinchè la giustizia possa mettere un punto al dolore di una figlia (e di una intera famiglia) che ha perso il proprio padre troppo presto in nome di un lavoro che avrebbe dovuto dare solo dignità e libertà. 
Sono trascorsi 25 da quando mio padre, Donato Chirico, non c’è più. Sin dal 28 novembre del 1996, si procede sulle vie della giustizia. Ahimè, siamo a un quarto di secolo pendente sui tempi delle cause italiane. Comunque, che mio padre è morto a causa del Cvm, il cloruro di vinile monomero, (in parole semplici, per la plastica) è stato confermato nel primo grado del procedimento civile. Ma questo non è bastato. 
Sin dai tempi dell’industrializzazione, il territorio ha subito un cambiamento sfavorevole perdendo la propria identità territoriale e civile. Lo abbiamo gridato decenni fa, che era urgente custodire la vita umana e la nostra terra. Eravamo in pochi. Soprattutto lo hanno fatto gli uomini di scienza. Ma non è bastato.  Le morti per lavoro rientrano nella responsabilità civile e collettiva. È necessario gridarlo forte che ogni singola morte procurata ingiustamente è sempre un fallimento soprattutto culturale. 
Mio padre Donato era un operaio che amava profondamente l’energia posseduta dai giovani. Per loro aveva sempre parole di incoraggiamento. Papà, è morto a 56 anni senza aver visto realizzarsi il suo più grande desiderio: veder nascere i suoi nipoti e poter dare una mano a crescerli con la sua indescrivibile dolcezza e allegria insegnando loro ad amare la terra divina e a rispettare la vita propria e quella altrui, così come ha fatto con noi tre figli. 
Ma quanto tempo dovrà trascorrere prima che, mia mamma Maria, io e i miei fratelli Giampiero e Tommy, unitamente al nostro perseverante legale Vincenzo Romano e all’oncologo Maurizio Portaluri, sentiremo dire in via definitiva ‘In nome del popolo italiano giustizia è stata fatta per Donato’, purtroppo non c’è dato sapere. Però sappiamo che, più di prima “Siamo nelle mani del buon Dio e sui passi dei nostri padri. Si va avanti nonostante tutto”.