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Domenica 14 dicembre 2025

FORMAZIONE PERMANENTE DEGLI AVVOCATI
Evento accreditato in materia obbligatoria di DEONTOLOGIA indetto da ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE - Sezione di Brindisi, l’11.12.2025 presso il Liceo Classico di Francavilla Fontana.
Dalle parole dell'Avv. Augusto Conte: "Avverto l’esigenza di ringraziare per il privilegio concessomi dal Presidente Avv. Domenico Valletta e dal Segretario Avv. Fernando Palermo della Sezione di Brindisi ANF, per la seconda volta, della designazione a relatore, unitamente all’Avv. Milena Liuzzi del Foro di Taranto, sulle modifiche e integrazioni al Codice Deontologico Forense, apportate dal CNF ed entrate in vigore l’1.11.2025.
 La potestà regolamentare e sanzionatoria attribuita dalla Legge Professionale, agli organi istituzionali, di rilevanza etica e giuridica, necessitata da nuove disposizioni normative, conferisce la autorità di emanare regole modificatrici e integrative aggiuntive al Codice Deintologico Forense, per rafforzare il sistema, permettendo di conoscere le condotte positive da osservare, dagli iscritti all’Albo, nei confronti dei Colleghi, dei Magistrati, delle parti assistite o contrarie, o di evitare le condotte vietate, nelle cause civili e nei processi penali, con vantaggio per gli stessi Avvocati, per la collettività e per l’Ordinamento Giuridico.
 Le aggiunte al Codice Deontologico riguardano innanzi tutto le risoluzioni alternative e complementari delle controversie (Arbitrato, Mediazione, Negoziazione Assistita) che vedono impegnati, sotto il profilo etico e giuridico, gli Avvocati, per assicurare la tutela dei diritti con tutte le garanzie possibili, attraverso la “giustizia senza processo”, in osservanza dei principi di lealtà, probità, riservatezza e correttezza dell’Avvocato.
 La capacità di “decidere” arricchisce l’immagine degli Avvocati, delle loro competenze e diligenze, ponendolo in una posizione centrale nella definizione dei conflitti.
 Con l’occasione delle modifiche al Dovere di Verità mi è stato consentito trattare la delicata questione se l’Avvocato debba ammettere o negare o omettere la verità: il discrimine va valutato in riferimento ad ogni singolo processo; l’importante è non ostacolare nel processo, civile e penale, la giustizia, attuando la fedeltà alle ragioni dell’assistito con il corretto adempimento del mandato difensivo, secondo coscienza e correttezza, secondo regole di stretta legalità.
 Non spetta all’Avvocato dí affermare la verità, quello è compito del giudice, l’importante è per l’Avvocato non fare entrare nel processo la falsità, sia per l’alterazione e la mistificazione che produce nel divenire dialettico del processo, sia per l’incidenza che possa avere nella emanazione dei provvedimenti giudiziari, modificandone e alterandone la genuinità.
 Al proposito ho citato Quintiliano che nella Institutio Oratoria, nel primo secolo d. C, affermava: “Ma una motivazione può indurre in certi casi l’uomo onesto a voler sottrarre la verità al giudice nella difesa di una causa…la maggioranza delle azioni diventano oneste o disoneste non tanto per il fatto in sé’, quando per il loro movente”. Più modernamente ho usato le enunciazioni di Piero Calamandrei: “L’Avvocato tradirebbe il suo ufficio se alterasse la verità col raccontare fatti inventati: non lo tradisce finché si limita a cogliere e a coordinare della grezza realtà quei solo aspetti che giovano alla sua tesi”.
 In caso di insistenza dell’assistito che voglia introdurre prove false, prevale la osservanza dell’Ordinamento sul dovere di fedeltà e l’Avvocato, che è a conoscenza della falsità deve rinunciare al mandato.
 Mi è stata concessa l’opportunità di intrattenermi con la Collega Liuzzi che ha trattato gli obblighi deontologici ove si ricorra all’uso della Intelligenza Artificiale, che comporta l’utilizzo nella attività professionale di nuovi sistemi a completamento delle scelte tecniche.
 L’evento, valido per l’aggiornamento professionale, seguito da numerosi Colleghi, si è avvalso della introduzione dell’Avv. Valletta e dell’Avv, Domenico Attanasi e dell’intervento dell’Avv. Palermo, che ringrazio per le espressioni usate nei miei riguardi anche sui profili social."

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