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Continuano i contagi e il sindaco Palmisano chiude altre due scuole

 Domenica 19 dicembre 2021

Dalle parole del sindaco Angelo Palmisano: “Nella tarda mattinata di oggi domenica 19 dicembre, sentite la Prefettura ed il Dipartimento di Igiene e Salute Pubblica, di concerto con la Dirigente Scolastica Dr.ssa Leporati, a causa dell'aumento dei contagi in alcune classi del Plesso della Scuola Giovanni Bosco e Papa Giovanni XXIII  ed al fine di contenere la diffusione del virus e  consentire in sicurezza i dovuti accertamenti sanitari, ho provveduto ad emanare apposita Ordinanza Sindacale, che sospendono le attività in presenza presso i suddetti plessi sino al 22 dicembre. Ad oggi sono 58 i contagi in città di cui più della metà riguardano alunni delle varie scuole cegliesi che hanno principalmente sintomi lievi. Raccomando a tutti di assumere comportamenti di cautela anche al di fuori della scuola.”

Due plessi scolastici tornano in DAD

 Mercoledì 15 dicembre 2021

Chiusi due plessi scolastici su volere del sindaco Angelo Palmisano.


Dalle sue parole: "Questa mattina, sentite la Prefettura ed il Dipartimento di Igiene e Salute Pubblica, di concerto con la Dirigente Scolastica Dr.ssa Albanese, a causa dell'aumento dei contagi in alcune classi del Plesso della Scuola Media Pascoli e all'interno dell'Asilo Nido Comunale ed al fine di contenere la diffusione del virus e consentire in sicurezza i dovuti accertamenti sanitari, ho provveduto ad emanare apposite Ordinanze Sindacali, che sospendono le attività in presenza presso i suddetti plessi sino al 22 dicembre. Raccomando a tutti di assumere comportamenti di cautela anche al di fuori della scuola.'

Ancora contagi da Covid al "San Raffaele"

 Venerdì 30 aprile 2021

Ceglie Messapica. Focolaio Covid tra pazienti ed operatori San Raffaele, situazione rientrata.

Un focolaio Covid, tra pazienti ed operatori sanitari, si è sviluppato nell'arco degli ultimi venti giorni all'interno della struttura di riabilitazione San Raffaele di Ceglie Messapica, nonostante il personale abbia ricevuto entrambe le dosi di vaccino ed i pazienti non abbiano avuto nessun tipo di contatto con i familiari. La situazione pare sia rientrata e la Asl di Brindisi è impegnata nella campagna di screening.

 "Grazie allo screening settimanale effettuato in struttura a pazienti e dipendenti e alla collaborazione costante con il dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale di Brindisi -spiega il direttore sanitario, Luigi Antonio Fino - sono stati identificati alcuni casi di positività al Sars-Cov 2 nella nostra struttura. Una misura importante che si affianca a quelle adottate sin dall’inizio della pandemia, nell’inverno 2020: si è provveduto ad erogare dispositivi di protezione sia individuali (Dpi per gli operatori) che collettivi. Sono stati attivati percorsi differenziati ben definiti, sanificazioni più serrate, tamponi rapidi per dipendenti e pazienti, tamponi molecolari e vaccinazioni per tutti gli operatori a cura del servizio di igiene pubblica della Asl Brindisi oltre a interrompere le visite dei congiunti. L’azienda sanitaria di Brindisi, in tutte le proprie articolazioni, ci ha sempre offerto ed offre, la più completa collaborazione”.

Il primo caso ha riguardato un paziente risultato positivo al coronavirus scoperto circa venti giorni fa. Da quel momento e fino alla scorsa settimana, si sono registrati 16 pazienti positivi più 2 operatori, tra i quali una infermiera che aveva già contratto il virus durante la prima ondata del 2020. Questo ha fatto sì che dei circa 80 pazienti ricoverati nella struttura messapica, alcuni siano stati dimessi, altri autodimessi e quelli positivi trasferiti nei reparti Covid degli ospedali della provincia.  La struttura è stata già al centro di un focolaio tra marzo e aprile 2020, quando otto pazienti e cinque terapisti risultarono positivi al Covid e numerosi operatori furono messi in quarantena con conseguente sospensione degli accessi di persone dall'esterno.

Coppia di nonnini morti per Covid a distanza di poche ore

 Domenica 11 aprile 2021

Covid, coniugi muoiono a poche ore di distanza dopo 50 anni insieme.

Una vita insieme, il Covid li ha portati via a poche ore di distanza l’uno dall’altra. Un’altra triste storia legata a questa grave situazione sanitaria che sta spazzando via intere famiglie. L'altro giorno una coppia di coniugi di Ceglie Messapica, sposata da 50 anni, ha trovato la morte dopo aver contratto il virus. Pasquale Urso, 81 anni e Anna Lucia Chirico 72 anni, entrambi erano ricoverati all'ospedale di Ostuni.

Anche il figlio Luca, l'unico figlio della coppia, a cui è stata data la notizia della scomparsa dei genitori dal personale sanitario, è affetto da Covid e si trova a casa. Ha contratto il virus proprio per assistere i genitori, nei giorni precedenti al trasferimento in ospedale. E dal balcone di casa li ha salutati per l'ultima volta prima che i feretri raggiungessero il cimitero messapico per la sepoltura avvenuta nel tardo pomeriggio di sabato 10 aprile.

Pasquale e Anna Lucia sono risultati positivi entrambi il 24 marzo. Il 2 aprile era stato ricoverato l'ottantenne, il 3 aprile la moglie. Le loro condizioni si erano aggravate, il respiro difficile, anche, con l'utilizzo dell'ossigeno. "La terapia a casa non stava dando risultati - spiega il nipote Pasquale Urso - così abbiamo dovuto chiamare l'ambulanza. Nonno non aveva patologie, prendeva solo la compressa per il colesterolo. Era un uomo attivo nonostante l'età, andava tutti i giorni in campagna ad accudire gli animali. Nonna era una persona forte, aveva Alzheimer ma nulla più. Nonno è stato cosciente fino all'ultimo".

Nel reparto Covid ostunese entrambi hanno trascorso gli ultimi giorni della loro vita. Per 50 anni i loro cuori hanno battuto all'unisono, una di quelle storie d'amore che regalano un sorriso, anche, in un momento tanto tragico. Erano sposati dall'11 gennaio 1971.

Ordinanza urgente del governatore Michele Emiliano

 Venerdì 26 marzo 2021

Covid, nuove restrizioni per il periodo Pasquale: l'ordinanza di Emiliano.

Chiusura alle 18 di tutte le attività commerciali non essenziali. Asporto dei servivi di ristorazione, dalle 18 in poi, consentito solo tramite prenotazione preventiva online o per telefono a condizione che siano adottate modalità organizzative che limitino al massimo code, file o assembramenti. Il 28 marzo, il 4 e il 5 aprile sospese tutte le attività commerciali consentite dal Dpcm del 2 marzo 2021 in zona rossa, con delle eccezioni. Vietati gli spostamenti verso le seconde case in Comuni diversi da quello di residenza. Incentivazione dello smart working sia nel settore pubblico che nel privato. Queste le nuove restrizioni adottate dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per contenere la pandemia da Covid-19 a partire da domani (sabato 27 marzo) e fino al 6 aprile, tramite l’ordinanza numero 88 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19” con decorrenza da domani 27 marzo sino al 6 aprile 2021”.

 

Il provvedimento è scaturito da un confronto con i sindaci, i presidenti delle province pugliesi e con il partenariato istituzionale: Confartigianato Imprese, Cna, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Legacoop, Confapi, Casartigiani, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Ugl e Cgil, Cisl e Uil della Puglia.

 

“Abbiamo recepito le istanze arrivate da sindaci, presidenti delle province e partenariato – dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – che avevano espresso l’esigenza di misure più stringenti rispetto a quelle nazionali per arginare la diffusione dei contagi in vista delle festività. Abbiamo fatto in modo che le regole siano uniformi su tutto il territorio regionale, senza creare disparità tra territori e comunità. Stiamo attraversano la terza ondata del coronavirus, con l’incognita delle varianti del covid che ci tiene sempre in allerta. Queste misure temporanee hanno lo scopo di tutelare al meglio la salute pubblica”.

 

Il presidente Anci Puglia, Domenico Vitto dichiara: “Questa ordinanza è frutto di un grande lavoro di condivisione con i presidenti delle province e i sindaci delle città capoluogo, che a loro volta hanno consultato i sindaci dei territori. È un provvedimento omogeneo, con regole chiare per tutti, che evita che ci siano iniziative di singoli comuni che avrebbero potuto creare disparità. L’invito che rivolgiamo ai cittadini è sul senso di responsabilità di ciascuno, che è l’arma migliore per affrontare questo periodo. Questo significa che bisogna evitare in ogni modo assembramenti di più persone che non sia lo stretto nucleo familiare. Il senso della nostra proposta, recepita dall’ordinanza, di limitare gli spostamenti fuori dal proprio territorio cittadino anche per raggiungere le seconde case, si fonda sull’esperienza dello scorso anno, che ha fatto registrare proprio in quell’ambito il mancato rispetto delle regole di prevenzione”.

 

Stefano Minerva presidente regionale Upi dichiara: “Comuni, Province e Regione lavorano insieme per la tutela della salute dei cittadini. E insieme decidono le misure da prendere per limitare i contagi ed evitare l’innalzamento della curva. Le proposte sono nate da un attento e continuo confronto al fine di rendere più stringenti ed efficaci le strategie di contenimento. La Puglia è un luogo in cui il confronto tra Regione, Upi e Anci è diretto e continuo”.

Seconde case

 

Con decorrenza dal 27 marzo e sino al 6 aprile 2021: sono vietati gli spostamenti dal Comune di residenza, domicilio o abitazione verso altri comuni della Puglia per raggiungere le “seconde case”, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza; sono vietati gli ingressi e gli spostamenti in Puglia delle persone non residenti, per raggiungere le seconde case in ambito regionale, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza.

Attività commerciali

 

Con decorrenza dal 27 marzo e sino al 6 aprile 2021, tutte le attività commerciali consentite dal Dpcm del 2 marzo 2021 in zona rossa (art. 45), chiudono alle ore 18,00, ad eccezione delle attività di vendita di generi alimentari, di carburante per autotrazione, di combustibile per uso domestico e per riscaldamento, delle edicole, dei tabaccai, delle farmacie e delle parafarmacie.

Nei giorni 28 marzo (domenica della Palme), 4 aprile (Pasqua) e 5 aprile (Lunedì dell’Angelo) sono sospese tutte le attività commerciali consentite dal Dpcm del 2 marzo 2021 in zona rossa (art.45) ad eccezione delle attività di vendita di carburante per autotrazione, di combustibile per uso domestico e per riscaldamento, di fiori e piante, delle edicole, dei tabaccai, delle farmacie, delle parafarmacie.

 

Le attività commerciali si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni. Le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10 del Dpcm del 2 marzo 2021 Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11 del medesimo Dpcm . Resta fermo l’obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Attività di somministrazione fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie

 

Con decorrenza dal 27 marzo e sino al 6 aprile 2021, l’attività di asporto dei servizi di ristorazione, ove consentita dal DPCM 2 marzo 2021 (art.46, co.2), è svolta, dalle ore 18.00 in poi, tramite prenotazione preventiva on-line o per telefono ed a condizione che siano adottate modalità organizzative che limitino al massimo code, file o assembramenti.

Resta fermo l’obbligo di esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Attività lavorativa

 

I datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell'emergenza. Il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile. È fortemente raccomandato ai datori di lavoro privati di limitare la presenza dei dipendenti nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indispensabili e che richiedano necessariamente tale presenza, utilizzando per il restante personale la modalità di lavoro agile, compatibilmente con le modalità organizzative adottate.