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Due nuovi libri di prossima uscita di Aldo Caliandro
I 30 di Caelium raccontati in un libro
I 30 anni di Caelium raccontati in un volume di 188 pagine corredate da foto, articoli e testimonianze che attestano, non solo la longevità dell’associazione, ma anche l’importanza che ha rivestito nella promozione della cultura e della musica in tutti i sui generi.
Trent’anni di attività artistica, dal 1994 al 2024, sintetizzate e testimoniate nell’evento che, giovedì 19 dicembre, ha visto intervenire, presso il salone del Castello Ducale di Ceglie Messapica, il M° Massimo Gianfreda, presidente di Caelium, il M° Palmo Liuzzi e il sindaco Angelo Palmisano.
Nel corso della partecipata iniziativa, i giornalisti Agata Scarafilo (corrispondente de La Gazzetta del Mezzogiono e Mino De Masi (già direttore del Quotidiano di Puglia) hanno relazionato su eventi musicali e letterari (quasi 300) che hanno caratterizzato l’impegno dell’associazione.
Il volume (edizioni Milella), patrocinato dall’Amministrazione comunale, è diviso in tre parti: testimonianze, schede illustrative e raccolta di articoli e foto.
L’evento si è concluso con un concerto lirico che ha visto esibirsi il soprano Chiara Scatolino, il baritono Giorgio Schipa e il pianista Valerio De Giorgi. Il programma comprendeva arie celebri, duetti e canti della tradizione natalizia particolarmente graditi dal pubblico presente che ha richiesto un bis gentilmente concesso dai tre musicisti.
Il nuovo libro dell'Avv. Augusto Conte
Martedì 1 ottobre 2024
AUGUSTO CONTE. IL
GIUDICE DI CARTA. EDIZIONI GRIFO, LECCE, 2024, Pagg. 176.
Il libro è la libera narrazione della
letteratura, che riproduce la storia, e della storia, che diventa letteratura,
in un intreccio e in una coincidenza, sotto lo stesso piano, di arte del giusto
e di arte del bello, in una intessitura di vita e passione, nel descrivere
sistemi di pensiero e di azione.
Il titolo configura un tropo, un traslato, una
figura della retorica classica, la metonimia, costituendo un traslato dal
contenente letterale al contenuto concettuale; il testo è una antologia
ordinata, di caratteri individualizzanti di giudici, preceduti da aforismi
latini che preannunciano la qualità e la composizione dell'argomento.
Il testo rappresenta i giudici e le
manifestazioni giudiziarie che costituiscono patrimonio delle opere bibliche,
mitologiche, storiche, letterarie, teatrali, drammaturgiche, occupando gran
parte della vita personale e collettiva umana, in una compenetrazione tra arte
e vita, venendo proiettate nel futuro dell'eternità.
E, per converso, la loro storia reale si
trasforma in arte letteraria e drammaturgica, per chiarirla e per mettere
ordine nella vita vera, in un continuo confronto nel quale l'arte non
sottovaluta la realtà e la realtà non sopravvaluta l'arte, siccome i principi
che legano la legge con il diritto, la legalità con la giustizia costituiscono
il campo dell'”arte del giusto” e l'arte storica, letteraria e scenica, fonte
di conoscenza rappresenta l'”arte del bello”, costituendo insieme l'”arte del
giudicare”, in non catalogabile intreccio di vita e passione, esistendo i
Codici delle Leggi, ma non i Codici dell'Arte.
Giudice è chi scava negli uomini per cogliere
le motivazioni della loro disperazione e della loro angoscia esistenziale;
giudice è chi esplora le carte processuali per trovare adeguata motivazione
delle sentenze; giudice è chi riesce a far coincidere il più possibile la
tensione tra legge e giustizia; giudice è chi si interroga se sia riuscito a
far sì che i suoi personali malumori, le sue idisioncrasie, le sue questioni
personali, i dolori, le felicità, non abbiano macchiato la pagine bianca sulla
quale formula e scrive le sue decisioni.
La letteratura e la drammaturgia, in
particolare, non sono solo informativa culturale, uniscono immaginazione e
realtà, costituiscono la instancabile trasformazione di tutta la vita, in
scrittura e in dramma; descrivono storie che hanno attinenza con la vita; in
questa dimensione e in questa prospettiva, non esiste alcuna differenza tra la
realtà la scrittura e il dramma, tra verità storica e verità artistica: lo
scrivere coincide col vivere; è la parabola che rivela e spiega una verità
storica, l'esegesi della esistenza, in una compenetrazione tra arte e vita,
perseguendo entrambe la verità storicizzata in una data epoca, che assume un
valore sovratemporale, in continuo confronto; lo scrivere è stesura incessante
e continua, e rappresenta una lotta per la chiarezza storica e per mettere
ordine alla confusione nascosta nella vita reale, descrivendo le sensazioni e
le motivazioni delle persone, in maniera più “vera” delle storie reali.
Il diritto e la giustizia sono essenzialmente
cultura e non possono essere ridotti a un sistema di enunciati, ma vanno
collocati in un versatile quadro di secolare esperienza vissuta, suggerendo di
impostare un rapporto tra diritto, giudizio e letteratura su piani paralleli.
Il processo, “processus est actus trium
personarum, actoris, rei, judicis”; pone l'attore contro il convenuto,
l'accusatore contro l'imputato, convergendo, nel rapporto giuridico nella
dimensione dialettica processuale, verso il giudice che le parti esigono che
sia sapiente, integerrimo, paziente.
Il giudizio e i giudici che pronunciano
decisioni all'esito di un procedimento penale;
i “giudici” che si esprimono attraverso un procedimento telematico,
mediatico, letterario, scenico, appartengono alla esperienza di vita
dell'umanità e oltre; il giudizio e i giudici non devono dominare lo spirito
del mondo: ultimo è il giudizio di Dio.
La Edizioni Grifo, presso il quale è possibile acquistare il libro su sito www.edizionigrifo.it, oltre che sui siti Unilibro, Amazon, Felitrenlli Point, Libreria IBS, libraco, Libreria Le Nuvole e altri, ha definito l'opera “UN LIBRO STREPITOSO”, con un testo veramente appassionante.
Presentazione del libro di Maria Pepe
Sabato 21 settembre 2024
Ha riscosso
grande partecipazione di pubblico l’evento culturale che ha visto, mercoledì 18
settembre 2024, protagonista, presso il MACC, la letteratura e la musica con
Maria Pepe che ha presentato il suo libro “Giuramento d’amore” e il Duo
Molinero-Natuzzi che si è esibito nella seconda parte di una serata interamente
organizzata dall’associazione Caelium, presieduta dal M° Massimo Gianfreda.
Nell’ambito del “Caelium Classica Festival 2024”, l’evento, patrocinato
dall’Amministrazione comunale, è stato presentato dal musicista Nicola
Santoro.
Nel
corso della prima parte, moderata dalla giornalista Agata Scarafilo,
l’autrice Maria Pepe ha dialogato con lo scrittore Antonio Curri.
L’opera, realizzata con tanta passione e impegno, non è solo
un atto d'amore nei confronti dei genitori da parte dell’autrice Maria Pepe, ma
è anche un excursus storico sulla condizione ed emancipazione della donna dagli
anni quaranta ai giorni nostri.
La seconda parte è stata dedicata alla musica, con un concerto che ha visto protagoniste Cecilia Molinero al flauto e Martina Natuzzi all'arpa. Il programma musicale è stato molto apprezzato dal pubblico con l'esecuzione di brani di compositori di grande rilievo come Nino Rota (1911-1979) - Sonata per flauto e arpa (1949), Jean Cras (1879-1932) - Suite en duo (1927), Jacques Ibert (1890-1962) - Entr’act; e brani in prima esecuzione assoluta composti da Alessandro Ciracì (1995) – Mantis, Palmo Liuzzi (1972) - La sera discende quieta in grembo alla valle e Massimo Gianfreda (1954) - Per Elettra op. 56 (prima esecuzione assoluta).
Presentazione del libro di Ornella Albanese
Il nuovo libro di Angelo Cassese
Domenica 21 luglio 2024
LA
FORZA DELL’AMORE DI ANGELO CASSESE
Il libro racconta di una storia che ha inizio il 20 novembre 2020 quando, dopo una caduta con rottura del femore, Angelo Cassese ha vissuto numerosi mesi presso la struttura del San Raffaele di Ceglie Messapica. Un libro autobiografico che scava nell’esperienza, drammatica ma costruttiva, che l’autore, affetto da distonia, ha dovuto affrontare in pieno periodo Covid.
Il salotto di Viola
Il nuovo libro come coautrice di Agata Scarafilo
Sabato 1 giugno 2024
VERSO L’EDUCAZIONE
PERMANENTE: UN LIBRO CHE VEDE COAUTRICE AGATA SCARAFILO.
È stato presentato ieri,
nell’ambito dell’evento nazionale FIERIDA, tenutosi a Brindisi, il libro dal
titolo “Verso l’educazione permanente –
Esperienze e progettualità nel solco tracciato da Anna Lorenzetto”, che
vede coautrice la nostra concittadina Agata Scarafilo insieme alla dirigente
Rosetta Carlino e al prof. Giacomo Carito.
Il libro, dedicato alla grande pedagogista Anna Lorenzetto, si compone di tre parti con uno sguardo storico anche sulla formazione in Brindisi fra il XIX E XX secolo.
“Sono felice- afferma Agata Scarafilo- perché per la seconda volta mi ritrovo ad approfondire e a scrivere di
donne, prima con la presiede Lucia Palazzo ed oggi con Anna Lorenzetto, che si
sono fortemente impegnate con progetti che hanno portato a dei cambiamenti
positivi attraverso la via della cultura e dell’educazione, l’una dei minori e
l’atra degli adulti. Ammetto che mi sarebbe piaciuto tanto insegnare, ma la
vita mi ha portato a vivere il Mondo Scuola su altri orizzonti che mi vedono
ricoprire il profilo di Direttore Amministrativo. Pertanto, scrivere di chi
nella vita ha rappresentato un modello di insegnamento e di proficuo impegno
nell’ambito dell’Istruzione mi regala spazi di appagamento e di nutrimento in
linea con il mio essere e il mio sentire”.
Ricordiamo che la giornalista Scarafilo, oltre a collaborare con diverse testate giornalistiche, è autrice, altresì, del libro “Il Papa Social” (Idea Dinamica), coautrice del libro “La Preside Palazzo” – Vita di una lungimirante intellettuale del Sud” (Idea Dinamica) e del saggio “Guida alla corretta pubblicazione nelle scuole tra trasparenza e albo on line” (Scuola PSB Consulting).
Il nuovo libro di Stefano Menga
Sabato 24 febbraio 2024
“Le feste religiose a Ceglie Messapica”, il nuovo libro di Stefano Menga.
“Le feste religiose a Ceglie Messapica" è il nuovo libro di
Stefano Menga, blogger e scrittore cegliese, da circa 9 anni residente a
Novedrate (Como) per motivi lavorativi. Il libro raccoglie e ripercorre,
tramite testimonianze, le feste patronali della città di Ceglie Messapica.
La prefazione è a cura del Prof. Silvano Marseglia -
Dirigente Scolastico Emerito, Presidente Nazionale Comitato Interpaese Rotary
Italia, Malta, San Marino con Romania e Presidente Europeo AEDE: “Questo Libro di
Stefano Menga raccoglie il racconto delle feste patronali di Ceglie Messapica
che sono espressione massima delle tradizioni popolari più importanti e note
nella città, con l’intento chiaro di preservare la tradizione popolare ed il
valore liturgico di queste feste, proteggendole da ogni forma di oblio.
Anzi è chiaro il suo intento di
salvaguardare questi gioielli come patrimonio della collettività cegliese da
conservare e valorizzare sempre più.
Menga sa bene che le feste popolari
fanno parte integrante della cultura e della religiosità di Ceglie Messapica e
con il suo libro intende farci conoscere i segmenti più importanti della
civiltà e della storia locale di Ceglie, sottolineando l’importanza della
memoria del passato per ognuno di noi. Attraverso il suo racconto emerge la
fede intima che anima i cittadini e che viene esternata in occasione delle
festività legate ai Santi maggiormente radicati nella tradizione cegliese,
Sant’Antonio, Sant’Anna, San Rocco e San Lorenzo da Brindisi. Molta importanza
hanno anche le processioni legate ai riti pasquali come la processione
dell’Addolorata e quella dei Sacri Misteri.
Stefano Menga si impegna nel
preservare tutto ciò che proviene dalla memoria della collettività cegliese con
il chiaro obiettivo di proiettarla verso il futuro.
Egli, inizia parlandoci della festa di
Sant’Antonio, appuntamento molto sentito e significativo con la consegna delle
chiavi della città al Santo, che viene riconosciuto come Patrono e protettore
della città, e con la tradizione della distribuzione del pane benedetto, “il
Pane di Sant’Antonio”, come espressione di fratellanza.
Dal racconto della tradizione popolare
emergono grandi valori: la fede per il Santo, il valore dell’affidamento
religioso; il valore del lavoro, del sacrificio, con la benedizione dei mucchi
di grano sul sagrato della Chiesa; il valore dell’unità civica, della
fratellanza.
Parlando della festa di Sant’Anna,
mamma della Vergine Maria, l’istituzione della cui festa ha superato ormai i
trecento anni, emerge con forza il valore della maternità e la fiducia delle
spose nell’aiuto di questa Santa.
È questo complesso valoriale integrato
che costruisce la cegliesità celebrata nelle feste patronali.
Interessanti, poi, le notizie
biografiche che Menga presenta su San Rocco. Il Santo impegnato nel confortare
e nell’assistere gli ammalati e, soprattutto, nel guarire gli ammalati di
peste. La devozione di Ceglie per San Rocco assume, nel corso dei festeggiamenti,
una dimensione di fede, ma anche di ludica socialità. Dopo la solenne Messa e
la processione, tutti in piazza con musica, danze e, soprattutto, immancabili
prelibatezze locali. Questa festa, tra l’altro, ha rappresentato per lungo
tempo un momento importante nella vita della città perché si identificava con
il momento del trasferimento delle famiglie in campagna per i lavori vari e per
la raccolta di fichi e mandorle. Una tradizione ormai quasi completamente
scomparsa. Questo scenario mitico-rituale, ogni anno concorre a ricreare
quell’atmosfera speciale di fermento che si sente nell’aria. La festa pur
mostrando un impianto apparentemente laico, ludico e festaiolo, continua ad
avere un grande valore religioso perché riesce ancora a riunire religiosamente
l’intera città. Tra l’altro molti Cegliesi emigrati in altre città rientrano,
per qualche giorno, nella loro Ceglie, presso parenti, proprio in occasione
della festa di San Rocco.
Molto interessanti, a questo
proposito, sono anche i contributi, riportati da Menga, di Don Lorenzo Elia, di
Mons. Gianfranco Gallone, dell’Avv. Augusto Conte e di Michele Ciracì.
Menga cerca di raccogliere tutte le
notizie possibili sulle tradizioni e feste di Ceglie Messapica, per consegnarle
e dedicarle a tutti i Cegliesi perchè, pur vivendo la modernità, possano non
dimenticare la loro identità e le antiche tradizioni del proprio paese. Un filo
ben preciso lega il nostro essere presente al passato: il filo della nostra
identità e specificità, come individui e come comunità.
Egli ci invita, pertanto, a conoscere
e approfondire le tradizioni e le leggende della nostra Città, conducendoci in
un’operazione collettiva di riappropriazione dell’identità culturale, delle
tradizioni popolari e delle radici nella storia e nella tradizione popolare,
mettendo in luce eventi storici, naturalistici, tradizioni e leggende
altrimenti destinati all’oblìo. La tradizione popolare che questo lavoro
intende preservare rispecchia i tratti storici, culturali e religiosi della
nostra comunità. La storia locale e la tradizione popolare testimoniano nei
suoi multiformi aspetti, la secolare cultura di una popolazione.
La storia è la radice del nostro
essere, della nostra realtà e identità collettiva e individuale: nessun
individuo come nessun popolo può realmente e autenticamente vivere senza la
conoscenza e la coscienza della sua identità, dei vari momenti del suo farsi
capace di ricostruire il suo vissuto personale. Non si può seppellire il
passato.
Esperto conoscitore degli eventi ed in
particolare di quelli legati all’antica tradizione popolare cegliese, Stefano
Menga si impegna a proteggere il ricordo della tradizione con il chiaro
desiderio di raccontare l’intima fede dei cittadini ed il grande senso di
comunità e di appartenenza che si percepiscono in città nelle giornate di festa
dei Santi onorati attraverso le feste popolari. Feste che accomunano elementi
religiosi e cristiani caratterizzati da un ben definito calendario liturgico e
dalla processione per le vie del paese con la statua del santo festeggiato, con
momenti di festosa allegria attraverso le luminarie, le tante bancarelle che
fanno da contorno ed i fuochi pirotecnici.
Quello di Menga, in sostanza, vuole
essere un attento richiamo a ricercare le proprie tradizioni per rinverdire la
propria identità.
L’uomo contemporaneo, pur immerso nel
mondo della globalizzazione economica e della comunicazione planetaria in tempo
reale non può vivere senza una sua dimensione specifica, senza “radici”, che
rappresentano un punto di riferimento certo dando sicurezza, consapevolezza di
sé e fiducia nel proprio futuro. La comprensione del nuovo è sempre legata alla
conoscenza critica della storia e della società in cui si vive, ai saperi
tradizionali, al senso comune, alle tradizioni, alla propria lingua.
Soprattutto i giovani devono sapere di
appartenere a una particolare storia e a una peculiare civiltà e di ereditare
un patrimonio culturale, linguistico artistico e musicale, ricco di risorse da
elaborare e confrontare con esperienze e proposte di un mondo più vasto e
complesso, in cui, partendo da radici sicure e dotati di robuste ali, possano
volare molto in alto.
Alla luce di queste considerazioni
ritengo che il Libro di Stefano Menga con i suoi preziosissimi contributi,
storici, religiosi e con il forte richiamo alle radici, alla tradizione, debba
essere accolto con simpatia e vera gratitudine.”
Il libro è già disponibile e
prenotabile sugli Store specializzati dell’editoria come Mondatori,
Feltrinelli, Youcaprint e Amazon.
Stefano Menga è ideatore del Blog
“Cronache e cronachette di Ceglie Messapica”, che dall’annata 2011 si trasforma
ogni anno in Annuario cartaceo. Inoltre, è autore di numerose pubblicazioni:
“Monsignor Giovanni Turrisi - Cenni storici e fotografici sulla vita e sulla
chiesa di San Lorenzo da Brindisi”, “Cronaca di un atto d’amore” dedicato al Carabiniere
Angelo Petracca nel 25° della sua tragica scomparsa, “Novedrate… attraverso i
tuoi occhi” dedicato al compianto Sindaco di Novedrate Maurizio Barni, “La Speranza
di vivere” dedicato alla memoria dell’Avvocato Pietro Allegretti, “5
Fratelli una sola storia” dedicato ai primi cinquant’anni di attività della
azienda “Lattonedil”, “Festa 50 anni Lattonedil” opera conclusiva dedicata al
traguardo aziendale raggiunto sempre dalla Lattonedil e “Luigi Caroli - Un Bene
in Comune” dedicato ai circa 10 anni di Amministrazione del Sindaco Luigi
Caroli, “Novedrate e dintorni” dedicato al paese durante la bellissima nevicata
del 28 dicembre 2020, “Dramma del San Gottardo” riguardante un incidente
mortale con elicottero militare, “Scrittura di Luce” un percorso fotografico
dedicato alla città di Ceglie Messapica e “Terra rossa e alamari d’argento”
dedicato al Maresciallo Vito Lacorte.

















