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Lezioni di diritto presso Unitre

 Martedì 24 gennaio 2023

LE NUOVE REGOLE PER L’ASSEGNAZIONE DEL COGNOME 
 La seconda lezione di Diritto dell'altra sera tenuta all’UNITRE di Ceglie Messapica, sulle regole per l’assegnazione del cognome nell’Ordinamento Giuridico ha riguardato l’identità personale, l’unità famigliare, e al contempo il rispetto dei generi.
 Il diritto al cognome, con il prenome, è stabilito dall’art. 6 e tutelato dall’art. 7 Codice Civile, insieme allo pseudonimo, riconosciuto dall’art. 9; il nome caratterizza e individualizza l’identità personale e sociale della persona, lo radica nella formazione famigliare e, attraverso le attribuzioni della formazione e crescita continua, anche in una proiezione futura, ne riflette la funzione sociale.
 La ricognizione normativa presenta(va) l’assegnazione del cognome con derivazione paterna; mentre per i figli nati dal matrimonio non è esplicitata nel Codice, desumendosi dal sistema secondo il quale la moglie assumeva il nome del marito proiettandolo sui figli, (la disposizione era comunque riportata nell’Ordinamento dello stato civile e la novella sul diritto di famiglia consentiva, invece della sostituzione del nome della moglie, l’aggiunta al cognome del marito di quello proprio), l’art. 262 Codice Civile, per i figli nati fuori del matrimonio stabiliva che in caso di riconoscimento comune dei coniugi il figlio assume il cognome del padre; lo stesso avviene in caso di adozione.
 Proseguendo nella ricognizione normativa di rango superiore (posta a fondamento della sentenza additiva della Corte Costituzionale n. 131 del 27.4.2022), gli art. 2 e 3 della Costituzione Italiana in vigore dall’1.1.1948, garantiscono e riconoscono i diritti inviolabili dell’uomo come singolo e nella formazione sociale e proclamano la pari dignità e l’uguaglianza senza distinzione di sesso; l’art. 117 Cost. alla potestà legislativa dello Stato Italiano pone vincoli derivanti dall’Ordinamento Comunitario e dagli obblighi internazionali.
 L’Ordinamento Comunitario stabilisce con la CEDU, negli art. 8 e 14, il divieto di discriminazione e il diritto al rispetto della vita privata e famigliare e con la Carta di Nizza negli art. 7 e 21, il rispetto della vita personale e famigliare di ogni individuo e vieta ogni discriminazione fondata sul sesso.
 La Corte Costituzionale, in via incidentale, è stata interpellata nel corso di un giudizio nel quale si sosteneva la illegittimità dell’art. 262 C. C, nella parte in cui disponeva l’attribuzione in caso di riconoscimento congiunto il nome del padre; la stessa Corte Costituzionale sollevava nel corso del giudizio di legittimità costituzionale dinanzi a se’ la illegittimità della stessa norma.
 La Corte, nel considerare superato il sistema “patriarcale”, ha ritenuto illegittimo l’art. 262 e, in considerazione del ritardo del legislatore nell’adeguamento del nome ai principi costituzionali e sovranazionali, con sentenza “additiva” ha inciso sulla attribuzione del nome, tenendo anche in considerazione il rispetto del ramo paterno e del ramo materno, e ha stabilito, in caso di riconoscimento congiunto dei genitori di figli nati fuori del matrimonio, che il figlio assume i cognomi di entrambi i genitori nell’ordine dagli stessi concordato (in caso di disaccordo è il giudice a disporre l’ordine), salvo l’accordo al momento del riconoscimento di attribuire il cognome di uno soltanto, o del padre o della madre.
 La sentenza, in base alle norme sulle funzioni della Corte Costituzionale, per effetto “domino” si riversa in via consequenziale sulla disciplina dei figli nati dal matrimonio o adottati; pertanto per l’innanzi la regola sul cognome dei figlio (l’attribuzione del prenome è libera e in caso di disaccordo provvede il giudice) consiste nell’accordo di assegnare ai figli il nome di entrambi i genitori, nell’ordine dagli stessi stabilito e concordato, o in alternativa nell’attribuzione del cognome di uno soltanto dei genitori, uniti o non uniti in matrimonio; stessa disciplina si applica per le adozioni.
 La Corte ha invitato il legislatore a emanare una appropriata disciplina per evitare la “moltiplicazione” dei cognomi.

Cerimonia di commemorazione del Carabiniere Angelo Petracca

 Lunedì 23 gennaio 2023
 
Ceglie Messapica, 23 gennaio 2023: Cerimonia di commemorazione del Carabiniere Ausiliario M.O.V.M. Angelo Petracca.

Alle 11.00 di stamane, alla presenza del Vicario del Prefetto di Brindisi, Dottoressa Maria Antonietta Olivieri, del Sindaco di Ceglie Messapica, Angelo Palmisano e del Comandante Provinciale Carabinieri di Brindisi, Colonnello Leonardo Acquaro, ha avuto luogo in Ceglie Messapica la cerimonia di commemorazione del Carabiniere Ausiliario Medaglia d’Oro al Valor Militare Angelo Petracca. Alla cerimonia ha partecipato anche una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Nel corso della commemorazione è stata data lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare, resi gli onori ai Caduti e deposta una corona di alloro nei pressi di una targa commemorativa già presente sul luogo dell’eccidio, benedetta dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Puglia”, Don Antonio Cassano.

Angelo Petracca nasce a Casarano (LE) il 6 gennaio 1970 – oggi avrebbe avuto 53 anni – e sin da piccolo si distingue per bontà d’animo, generosità, altruismo e tanto coraggio. Era un ragazzone alto un metro e 90, dal fisico possente, amico di tutti, mite, sempre sereno e solare. È morto nell’adempimento del proprio dovere, alle 13.30 di 33 anni fa, rispondendo all’imperativo etico di garantire la sicurezza delle popolazioni a lui affidate. Era libero dal servizio, si trovava in caserma a pranzare, ancorché fruisse di una giornata di riposo. In realtà, però, stava lavorando. E dire che suo fratello Massimo, la sera prima, gli aveva chiesto di accompagnarlo a un colloquio di lavoro a Bari. Ciononostante, Angelo va incontro al suo destino e, insieme a due colleghi risponde senza alcuna esitazione a una chiamata di aiuto da parte di alcuni cittadini che avevano visto quattro uomini incappucciati e armati di fucili a pompa e revolver, mentre tentavano di irrompere nella sede della Banca Popolare di Lecce. Sapeva benissimo Angelo che sarebbe potuto andare incontro alla morte, infatti quelli erano anni bui per Ceglie Messapica: circolava tanta droga e poi le rapine, spesso con sparatorie, erano purtroppo frequenti: poco meno di un anno prima, era stato ferito il Comandante di quella Stazione, il Maresciallo Vincenzo Gallo, che era riuscito a sventare l’ennesima rapina in banca e a ferire e arrestare uno dei quattro rapinatori, nel corso di un violento conflitto a fuoco. Angelo sapeva tutto questo ma non ha esitato a indossare il giubbetto antiproiettile, imbracciare una mitraglietta e seguire il Brigadiere Raffaele Iacuzio e il collega Oronzo Spagnolo. Giunti sul posto, i Carabinieri vengono sin da subito fatti segno di una violenta azione di fuoco da parte dei malviventi che facevano “da palo” a quello che stava tentando di sfondare il vetro blindato della banca con una pesante mazza di ferro. Nella circostanza, il Carabiniere Spagnolo, nello spostarsi per meglio sostenere l’azione di fuoco del Brigadiere Iacuzio, cade a terra colpito alle gambe. A questo punto, Angelo, resosi conto che i rapinatori continuavano cinicamente a sparare in direzione del commilitone ferito, senza un attimo di esitazione, pur conscio del gravissimo rischio cui egli stesso era costretto a esporsi, esce di corsa allo scoperto, attirandosi il fuoco dei malviventi, contrastandoli con ripetute raffiche di mitra, consentendo così al Carabiniere Spagnolo di trascinarsi al riparo. Poi però, colpito selvaggiamente alla testa da una scarica di pallettoni, stramazza al suolo, pur non rinunciando a un estremo tentativo di reazione armata. Reazione che ha il Brigadiere Iacuzio, il quale, nonostante avesse già esaurito il munizionamento, attraversa precipitosamente la strada per sottrarre Angelo alla furia dei malviventi che, da diverse direzioni, continuavano a sparare. Raggiuntolo e resosi conto della gravità delle sue condizioni, dopo aver chiesto a un vicino esercente di chiamare un’ambulanza e sfilata la pistola mitragliatrice imbracciata da Angelo, il Brigadiere Iacuzio ingaggia una nuova azione di fuoco contro i malviventi, attingendo il lunotto e la portiera anteriore sinistra della loro autovettura, facendoli prima indietreggiare e poi fuggire codardamente.
GIORNO DELLA MEMORIA 2023

L’Amministrazione Comunale intende celebrare il Giorno della Memoria, nel 78° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, invitando tutta la cittadinanza a partecipare alle seguenti iniziative on line da tenersi sui canali social (Facebook, Instagram, YouTube, ecc.):
•​Voci di Memoria (per partecipare all’iniziativa basta postare sul proprio Profilo o Pagina Facebook, Instagram, o altro social, un video con letture, racconti, brani recitati, musiche, danze, canti, ecc. sul tema della giornata ed aggiungere gli Hashtag #giornodellamemoria #vocidimemoria #cegliemessapica)
•​Immagini di Memoria (per partecipare all’iniziativa basta postare sul proprio Profilo o Pagina Facebook, Instagram, o altro social, un video con immagini, foto, disegni, testi scritti, ecc. sul tema della giornata ed aggiungere gli Hashtag #giornodellamemoria #immaginidimemoria #cegliemessapica)
Inoltre l’Amministrazione Comunale invita la comunità cittadina, istituzioni scolastiche, associazioni, ecc. a promuovere iniziative in presenza per celebrare la ricorrenza.
Considerato che le suddette iniziative on line sono rivolte ad associazioni, gruppi, istituzioni scolastiche, artisti e singoli cittadini che desiderano, come comunità cittadina, onorare il “Giorno della Memoria”, tutti coloro che intendono rendere pubblica sulla PAGINA FACEBOOK ufficiale “Comune Ceglie Messapica” l’adesione alle suddette iniziative ed autorizzarne la condivisione devono inviare una email all’indirizzo cegliepartecipa@ceglie.org, indicando nome, cognome, numero di telefono, iniziativa a cui si intende partecipare (Voci di Memoria o Immagini di Memoria), nome della Pagina o del Profilo Facebook da condividere e dichiarazione di liberatoria e autorizzazione al Comune alla pubblicazione in rete o eventuale stampa per gli usi attinenti alle suddette iniziative. A coloro che invieranno mail sarà attribuito un attestato di partecipazione alle iniziative quale gesto di cortesia per aver voluto aderire alle proposte condividendo il proprio impegno con la comunità cittadina.

L’Assessore alla Cultura Antonello Laveneziana 
Il Sindaco Angelo Palmisano

50° anniversario dalla morte del Maresciallo Vittorio Maggiore

 Giovedì 19 gennaio 2023

Ucciso mentre arrestava un latitante: il ricordo del poliziotto Vittorio Maggiore.

 

Cinquanta anni fa, a Bari, il sacrificio del maresciallo di Ceglie Messapica. Stamani, giovedì 19 gennaio, una messa commemorativa in presenza del questore Annino Gargano.
Presso la chiesa del cimitero di Ceglie Messapica si è svolta una messa in memoria del maresciallo Vittorio Maggiore, poliziotto in servizio presso la questura di Bari che il 19 gennaio 1973, all’età di 51 anni, fu ucciso da un pregiudicato.
La tragedia si verificò a Bari, nel quartiere di Poggiofranco. Maggiore, insieme a tre colleghi, si era appostato all’esterno dell’abitazione dei genitori del pregiudicato, datosi alla macchia dopo un tentato omicidio. Quando gli agenti cercarono di bloccarlo, il malvivente reagì aprendo il fuoco.
Maggiore non rispose al fuoco per evitare di ferire le sorelle del pregiudicato e cercò di disarmarlo. Ma l’uomo lo uccise con un colpo di pistola al volto. Ne scaturì una sparatoria che si concluse con il ferimento e l’arresto del ricercato. Lievi ferite anche per le sorelle.
Il questore di Brindisi, Annino Gargano, e il sindaco di Ceglie Messapica, Angelo Palmisano, insieme agli eredi del defunto, hanno reso omaggio alla memoria di questo servitore dello Stato. Sia a Ceglie Messapica che a Bari è stata dedicata una via in memoria di Vittorio Maggiore.
Alla conclusione della cerimonia religiosa di commemorazione, celebrata da Don Claudio Macchitella, assistente spirituale della Polizia di Stato, un composto corteo ha raggiunto la lapide del Maresciallo per depositare un omaggio floreale.

Il maresciallo Vittorio Maggiore, all’epoca dei fatti, è stato insignito medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione: "Comandante di una pattuglia in servizio di perlustrazione, scorto, in pieno centro, un pericoloso malvivente colpito da mandato di cattura, con pronta determinazione lo affrontava per arrestarlo. 
Malgrado il latitante, con improvvisa reazione, avesse aperto il fuoco, mettendo a repentaglio l’incolumità pubblica, non esitava, con eccezionale coraggio e sprezzo del pericolo, a lanciarglisi contro, nel generoso intento di immobilizzarlo e disarmarlo. Durante tale eroico tentativo, veniva ferito mortalmente, dando mirabile esempio di fulgido altruismo e di altissimo senso del dovere spinti fino all’estremo sacrificio."

Bari, 19 gennaio 1973.

Il consigliere regionale Luigi Caroli sulla sanità

 Giovedì 20 gennaio 2023
*OSPEDALE FRANCAVILLA, CAROLI (FDI): LA REGIONE STA CREANDO LE CONDIZIONI PER CHIUDERLO?*

“La Regione ha intenzione di chiudere l’ospedale di Francavilla Fontana?
“La domanda sorge spontanea e si fonda su sospetti che giorno dopo giorno portano a questa soluzione.
1) OSTETRICIA - All’atavica carenza di medici, in questo caso, si aggiunge una vera e propria fuga dal reparto da parte di chi (giustamente) vince un concorso o di chi rifiuta di andare a lavorare, proprio per le difficoltà che vi sono. L’assessorato e il dipartimento alla Sanità possibile che non si accorgano di questa desertificazione del reparto e non sentano il bisogno di correre ai ripari? C’è un disegno mirato a squalificare il reparto in modo che scenda sotto la soglia minima di parti previsti un anno e quindi chiudere il punto nascita? Una decisione assurda contro la quale siamo pronti a opporci in ogni sede.
2) RIANIMAZIONE – Il reparto è pronto a partire, ma non ci sono accreditamenti, ma nel frattempo si comprano letti per la Rianimazione di Ostuni che ancora non esiste, ma è dotata di anestesisti che potrebbero, invece, essere utili a Francavilla.
3) ORTOPEDIA – I chirurghi fanno la spola fra Brindisi e Francavilla, questo significa che il post-operatorio presenta seri problemi di assistenza per gli ammalati che si sottopongono a interventi particolarmente complessi che andrebbero monitorati attentamente.
4) PRONTO SOCCORSO – In affanno ovunque in questo caso il reparto è diventato un vero e proprio ‘lazzaretto’: pazienti in attesa di ricovero anche per giorni. Un disagio e un disservizio inevitabile visto che tutto si poggia su un solo medico a turno. La soluzione trovata è stata anche peggiore: far ruotare i medici dei vari reparti, che a loro volta restavano sguarniti. Al peggio non vi è mai fine, perché in questa turnazione devono rientrare anche gli anestesisti che già erano oberati di lavoro e operano in grande stress.
“E’ mai possibile assistere a questo disastro, che mette a rischio la salute dei brindisini, senza che nessuno trovi soluzioni idonee a garantire cure ed assistenza adeguate? Per questo l’interrogativo iniziale è: ma la Regione vuole chiudere l’ospedale o reparti di Francavilla? Perché altrimenti saremmo di fronte a un totale menefreghismo dei vertici regionali della Sanità e questo sarebbe anche più grave!”

Bando comunale

 Mercoledì 18 gennaio 2023
SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE_BANDO 2022 SELEZIONE VOLONTARI PER LA PARTECIPAZIONE AI PROGETTI CHE SI REALIZZERANNO TRA IL 2023 e IL 2024
Consorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare dell'Ambito Territoriale Sociale di Francavilla Fontana n.3: sono 300 i posti disponibili per i giovani tra i 18 e 28 anni che intendono diventare operatori volontari di servizio civile.
Fino alle ore 14:00 del venerdì 10 febbraio 2023 è possibile presentare domanda di partecipazione ad uno dei 3 progetti che si realizzeranno tra il 2023 e il 2024 sui Comuni di Ceglie Messapica, Carovigno, Francavilla Fontana, Oria, San Michele Salentino e Villa Castelli.
Gli operatori volontari selezionati sottoscrivono con il Dipartimento un contratto che fissa, tra l'altro, l'importo dell'assegno mensile per lo svolgimento del servizio in € 444,30.
Per poter partecipare alla selezione occorre innanzitutto individuare il progetto di SCU.
Per avere l'elenco dei progetti di SCU in Italia e all'Estero occorre utilizzare i motori di ricerca "Scegli il tuo progetto in Italia" e "Scegli il tuo progetto all'Estero", disponibili nella sezione "Progetti" al seguente link https://www.politichegiovanili.gov.it/servizio-civile/bandi-e-avvisi-di-servizio-civile/bandi-di-selezione-volontari/scegli-il-tuo-progetto/
Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all'indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre le ore 14.00 del 10 febbraio 2023.
Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre che il candidato sia riconosciuto dal sistema.
I cittadini italiani residenti in Italia o all'estero possono accedervi esclusivamente con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Sul sito dell'Agenzia per l'Italia Digitale www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede. Per la Domanda On-Line di Servizio civile occorrono credenziali SPID di livello di sicurezza 2.
I cittadini di Paesi appartenenti all'Unione europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, se non avessero la disponibilità di acquisire lo SPID, potranno accedere ai servizi della piattaforma DOL attraverso apposite credenziali da richiedere al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa.

Lezioni di Diritto all'UniTre

 Martedì 17 gennaio 2023

L’INESCUSABILITA’ DELLA IGNORANZA DELLA LEGGE PENALE E LA DISOBBEDIENZA CONSAPEVOLE.

Dalle parole dell'Avvocato Augusto Conte: “L’UNITRE di Ceglie Messapica mi affidato, per l’ottavo anno gli incontri di Diritto (e...altro!) che hanno avuto inizio alle ore 18,00 del 13.1.2023, per proseguire, per un’ora settimanale, di venerdì.

 Nel primo incontro ho ritenuto di “accostare” i principi di cui al titolo: il primo esclude la punibilità per l’ignoranza o l’errore sulla legge penale, l’altro si verifica quando vi è la consapevolezza di violarla ritenendola ingiusta: l’”accostamento” consiste nel fatto che entrambi i principi hanno avuto, hanno o potrebbero avere la “copertura” della Corte Costituzionale.

 L’art. 54 Cost. obbliga i cittadini a osservare la Costituzione e le Leggi dello Stato; la questione della disubbidienza civile consapevole sorge nel momento in cui la Legge è (ritenuta) ingiusta e il legislatore “legalizza l’arbitro”, ed è divenuta cruciale quando la disobbedienza, da parte di alcuni cittadini che hanno, con sfida, e nell’interesse della collettività, rischiando in proprio, portato dinanzi alla Corte Costituzionale e all’attenzione del legislatore’ l’”ingiustizia” o la incostituzionalità della legge.

 Gli esempi sono numerosi (il rifiuto di sindaci di applicare il respingimento di immigrati; il servizio militare obbligatorio; l’uso personale di droghe leggere; l’interruzione della maternità; l’adozione da parte di singoli) e hanno portato a rafforzare la legge giusta o a eliminare quella ingiusta o incostituzionale.

 L’art. 5 del Codice Penale che esclude l’ignoranza della Legge Penale, riportando letteralmente l’art. 44 del Codice Penale Unitario del 1890 (durante i lavori preparatori il problema si era posto), con interpretazione adeguatrice della Sentenza della Corte Costituzionale 364/1988 è stato ritenuto illegittimo nella parte in cui non esclude dalla inescusabilità dell’ignoranza della legge penale l’errore o l’ignoranza inevitabile, per contrasto con gli artt. 27 e 2 e 3 Cost.

 La responsabilità “personale” implica la partecipazione soggettiva che deve accompagnare il fatto materiale, il fatto proprio deve essere compiutamente proprio; il cittadino ha il dovere di informarsi e lo Stato ha il compito di metterlo in condizione di avere la possibilità di conoscere la legge penale, emanando leggi chiare, non contraddittorie o confuse, di facile lettura e conoscibili e la interpretazione giurisprudenziale. causa di disorientamento, il più possibile uniforme.

 Certo le cause dell’ignoranza non possono consistere in opinioni e soprattutto devono essere riscontrate secondo criteri oggettivi, per la verifica della inevitabilità dell’errore o della ignoranza; non è pensabile che possa ricorrere nei delitti “naturali”, la cui conoscenza è ontologicamente connaturata alla cittadinanza, potendo solo ricorrere nei reati di pura creazione legislativa (si pensi all’obbligo di vaccinazione e simili creati dal legislatore in casi di emergenza).

 La incostituzionalità sotto il profilo della condizione di uguaglianza e pari dignità dei cittadini, è stata rilevata non essendo giusto porre sulla stesso piano la responsabilità di chi ha fatto di tutto per attuare il dovere di conoscenza del precetto penale, senza riuscirvi, e quella del soggetto che opera con la coscienza della illiceità del fatto.”

Ringraziamenti per l'Avvocato Augusto Conte

 Martedì 17 gennaio 2023

Dalle parole dell’Avvocato Augusto Conte: “Insieme ai Colleghi Avvocati eletti dagli Ordini di Taranto e Lecce, con il doppio mandato per due quadrienni, conferitomi dal Consiglio dell’Ordine di Brindisi, abbiamo dato avvio al Consiglio Distrettuale di Disciplina introdotto dall’Ordinamento Professionale con Legge 31.12.2012, n. 247, verificando e attuando in concreto il Procedimento Disciplinare approvato dal Consiglio Nazionale Forense con Regolamento 21.2.2014, n. 2 e applicando oltre alla normativa, il Codice Deontologico Forense 31.1.2014 (G.U. 16.10.2014, n. 241) e la Giurisprudenza del Consiglio Nazionale Forense e della Suprema Corte di Cassazione-Sezione Unite Civili.

L’impegno, cessato il 10.1.2023 dopo otto anni al servizio delle Istituzioni Forensi (che hanno fatto seguito ai dieci anni di mia Presidenza del Consiglio dell’Ordine di Brindisi) con l’insediamento della nuova compagine, alla quale rivolgo un saluto e un augurio di buon lavoro e che saprà ben operare per mantenere alta l’etica professionale, mi ha consentito, con spirito di servizio in favore della categoria forense, anche di redigere un manuale di Procedimento Disciplinare, diffuso negli organi Forensi e di Disciplina.