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Nel ricordo di Madre Maria Antonia Lalìa

Martedì 13 gennaio 2026

Triduo in onore della venerabile Madre Maria Antonia Lalìa.
Ceglie Messapica si prepara, presso l’Istituto Sacro Cuore, a celebrare dal 14 al 17, le virtù della venerabile Madre Lalìa, definita da papa Francesco un esempio di vita cristiana

CEGLIE MESSAPICA - In occasione del 133° anniversario della fondazione della congregazione delle suore Domenicane Missionarie di San Sisto (1893-2026), l’Istituto Sacro Cuore di Ceglie Messapica, darà vita al Triduo in onore della venerabile Madre Maria Antonia Lalìa (fondatrice). 
Un evento pensato per celebrare le sue virtù eroiche, riconosciute, tra l’altro, da Papa Francesco, che la definì un esempio di vita cristiana. 
Ricordiamo che il Triduo, che in questa occasione si svolgerà da martedì 14 a venerdì 16, è un pio esercizio di tre giorni di preghiera in preparazione a un momento conclusivo previsto per sabato 17, quando la giornalista Agata Scarafilo ricorderà la figura umana della venerabile madre.  
In occasione della ricorrenza, le celebrazioni liturgiche previste durante il triduo saranno presiedute da padre Gaetano Cangiano O.P., che presso la Chiesa del Sacro Cuore (inizio ore 18:00) tratterà i seguenti temi: "Incontrare Cristo per vivere la fede", "Amare Dio per essere suo collaboratore" e "Fino al sacrificio di sé". 
Durante la serata conclusiva, la dott.ssa Scarafilo si soffermerà in particolare su "Madre Lalìa, donna operosa", evidenziando l'attualità di una religiosa che, nella sua vita consacrata, ha saputo conciliare osservanza e libertà, fede e ragione, bisogni terreni (tra cui anche quello legato alla cultura) e bisogni spirituali. 
Madre Lalìa dedicò particolare attenzione anche alla figura della donna, per la quale lottò per la sua promozione. Aspetto, questo, oggi molto sentito dalla coscienza ecclesiale, come afferma l'Enciclica “Mulieris dignitatem” sulla dignità e la vocazione della donna, di cui Madre Lalìa fu antesignana.
Profonda, inoltre, la sua spiritualità missionaria ed ecumenica, che fu anche evidenziata nel processo di beatificazione, nel quale fu riconosciuta la sua "forza profetica" e il suo desiderio di unità tra i cristiani e di rinnovamento della spiritualità domenicana.
Ancora oggi, presso l’Istituto “Sacro Cuore” di Ceglie Messapica, è possibile visitare la cella in cui Madre Lalìa, serva di Dio, trascorse quattro anni d’esilio e in cui morì il 9 aprile 1914. Solo nel 1939, le sue sacre spoglie furono trasferite nell'antica aula del convento di San Sisto a Roma.

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