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Incidente: paura per una donna incinta e suo figlio

Giovedì 24 Settembre 2015
 

Diversi incidenti sono stati causati dal maltempo che nello scorso pomeriggio si è abbattuto  su tutto il territorio brindisino. Sulla strada statale 7 per Taranto, all'altezza dello svincolo di Latiano est, si sono vissuti momenti di panico per una donna in dolce attesa che viaggiava insieme al figlioletto di 5 anni e al marito, militare dell’Arma dei Carabinieri presso il Comando di Ceglie Messapica. Il militare ha perso il controllo dell’autovettura, sicuramente a causa del manto stradale reso viscido dalle abbondanti piogge, finendo la sua corsa sullo spartitraffico. Il Carabiniere, una volta ripresosi dallo spavento, ha tentato in tutti i modi di fermare i tanti automobilisti di passaggio per farsi aiutare ad estrarre i propri familiari dall’abitacolo dell’autovettura. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Francavilla Fontana che, insieme agli operatori del 118, hanno aiutato i malcapitati ad uscire dall’auto. Per i rilievi del sinistro è intervenuta una volante della Polizia stradale, soprattutto per rallentare il traffico che in quell’arteria risulta elevato. Nonostante il veicolo abbia riportato notevoli danni, gli occupanti, fortunatamente, non hanno riportato lesioni gravi.
Il Carabiniere in serata è stato raggiunto dal Capitano Diego Ruocco, Comandante della Compagnia di San Vito dei Normanni e dal Maresciallo Capo Giovanni Camarda, Comandante della Stazione di Ceglie Messapica, i quali si sono accertati personalmente delle condizioni fisiche della famiglia e del militare coinvolto.


Tragedia sfiorata alla zona industriale

 Lunedì 21 Settembre 2015
 
Verso le ore 15:30 tragedia sfiorata a Ceglie Messapica. Un palo della pubblica illuminazione è crollato  su un’autovettura Audi A4 regolarmente parcheggiata in via degli Emigranti, nella zona industriale.  Fortunatamente in quel momento nessun pedone transitava da quella strada, altrimenti avrebbe potuto procurare ulteriori danni. L’autovettura, all’impatto con il palo, ha riportato notevoli danni al tetto e al lunotto posteriore. La caduta di un sostegno per l’illuminazione pubblica è quasi sempre causata da fenomeni corrosivi, come quello che si è verificato oggi a Ceglie Messapica. Dell’episodio sono stati informati dei fatti gli uomini della Polizia Locale.

Crolla un muro di una proprietà privata

 Lunedì 21 Settembre 2015
Con le piogge di questi giorni, un muro di circa 5 metri è franato. Il fatto si è verificato oggi pomeriggio in contrada “Pisciacalze” agro di Ceglie Messapica. Il muro delimita una vasta area di una proprietà privata, da tempo interessata da lavori di ristrutturazione. Il muro è crollato ma fortunatamente non ha procurato danni a persone.

Deturpata una cappella rurale

Lunedì 21 settembre 2015
Come ogni domenica alcuni fedeli della zona di contrada Fedele Piccolo, agro di Ceglie Messapica, si si sono recati presso la cappella rurale per le pulizie e per un momento di preghiera. Giunti sul posto l'amara sorpresa: tutto l'interno era stato deturpato da scritte e simboli fatti con vernice indelebile. Molto probabilmente si è trattato di una ragazzata che i fedeli sinceramente non hanno gradito, tanto da inviare una segnalazione alla Polizia Locale della città. Dell'episodio resta l'amarezza in quanto le numerosissime cappelle rurali sparse su tutto il territorio, vengono mantenute pulite ed attive solo grazie alla volontà dei numerosi cittadini che gratuitamente prestano la loro opera per la fede.

Incidente mortale sulla Ceglie-Ostuni

Lunedì 21 Settembre 2015
Un geometra di 36 anni di Ostuni, ha perso la vita a seguito di un terribile incidente, verificatosi verso le ore 6:00 di stamane sulla strada Ceglie Messapica- Ostuni . Il sinistro mortale si è verificato, a quanto risultato dai primi accertamenti , a causa del manto stradale reso viscido dalle abbondanti piogge cadute sulla zona. Il giovane ostunese viaggiava a bordo di una Smart di colore bianco e stava raggiungendo Ceglie Messapica. Sul posto, per i rilievi del caso, sono intervenuti gli uomini del Commissariato di Ostuni.

Anche le radio nazionali parlano dell'orto di Angelo Giordano

Lunedì 21 Settembre 2015

Angelo Giordano al centro durante un evento in città

Il presentatore e giornalista Federico Quaranta dopo aver conosciuto il cegliese Angelo Giordano e naturalmente il suo orto, ne è rimasto talmente colpito da parlarne nella sua trasmissione radiofonica "Decanter".


La Med Cookin School all'Expo 2015 di Milano

Sabato 20 Settembre 2015
Il sindaco Luigi Caroli con gli chef stellati

Prodotti, eccellenze del territorio, gastronomia, tradizione. La Puglia e la sua cucina sono sbarcati all'Expo con i cooking show della Med Cooking School, l’unica sede al sud della prestigiosa scuola Alma diretta dal maestro Gualtiero Marchesi.
In data di ieri, presso l’Anfiteatro del Padiglione Rosso la direttrice della Med Cooking School, la chef stellata Antonella Ricci, e Antimo Savese, allievo di Marchesi, hanno portato all’Esposizione Universale di Milano la loro passione e competenza, in veri e propri spettacoli tra fornelli e conversazioni, moderati dalla giornalista Antonella Millarte, esperta di food e beverage.
L’evento si va ad inserire nella settimana di appuntamenti e iniziative promosse dal Gal Alto Salento e da altri sei Gal del territorio, nell’ambito della promozione della Puglia “rurale”, in un più ampio programma che ha visto partecipare a Expo congiuntamente i 25 Gal di Puglia.
Alla manifestazione era presente, in rappresentanza del comune di Ceglie Messapica, il sindaco della città Luigi Caroli. 
Antonella Ricci
Antimo Savese
Federico Quaranta
Durante la preparazione

L'arte della cartapesta

Sabato 19 Settembre 2015

L'associazione culturale "Trullo di Arakne" informa che il giorno 20 settembre 2015 alle ore 15.00 presso il mac 900 si terrà il laboratorio di cartapesta tenuto dal maestro cartapestaio Pietro Balsamo.

Presentazione del libro di Annunziata Sgura

Sabato 19 Settembre 2015

di Cosimo Urso per Cronache e cronachette
Peccato che, forse perché impegnati col rito dei giovedì di settembre, solo pochi Cegliesi sono accorsi giovedì sera 17 settembre alla presentazione del nuovo libro di poesie Ali di Annunziata Sgura, insegnante in pensione, ostunese di nascita e fasanese di adozione. Forse meglio così perché la serata ha potuto prendere una piega più familiare ed intima. La poetessa ha potuto così rinunciare al microfono e parlarci del suo libro come se fosse a casa sua tra amici di lunga data.
Introdotta da Francesco Caroli, presidente della Pro Loco di Ceglie, la serata è proseguita con la presentazione del libro a cura di Dino Cassone, scrittore e giornalista fasanese, che ha voluto vederlo come una sinfonia in otto movimenti quanti sono i capitoli del libro. Dopo la lettura di un paio di poesie da parte della poetessa e di Cassone, Maria Conte, vice presidente dell’Università della Terza Età, è stata chiamata a leggere Come dimenticarle quelle mani? e Scisciò, la prima dedicata alla nonna dell’autrice, la seconda ad una vecchietta mongoloide della campagna ostunese che giocava con la bambina futura poetessa.
La signora Sgura ha poi invitato uno del pubblico a leggere la sua poesia Frecce di luce dedicata ai suoi cinque figli. Si è presentato Cosimo Urso, autore del libro Storia dell’Opera Don Guanella a Ceglie Messapica 1946-2008,che, a fine lettura, è stato elogiato dall’autrice per i sentimenti materni e filiali che la sua lettura aveva ben interpretato e trasmesso all’uditorio.
Un altro paio di poesie hanno fatto crescere ancor di più le emozioni nel pubblico sempre così attento da non accorgersi dei numerosi quarti d’ora inesorabilmente battuti dall’orologio della piazza. Successivamente sono stati chiamati a leggere una poesia ciascuno un giovane nipote dell’autrice, di nuovo Maria Conte, che ha letto Lei era la donna del capo, dedicata a Maria la rossa una donna leggendaria amante di uno dei briganti del periodo post-unitario in Puglia 1960-1863, quindi il prof. Rino Conte e il prof. Pietro Maggiore, presidente dell’Università della Terza Età: tutti hanno svolto il compito con garbo e competenza.
Nota curiosa: la poetessa ha invitato una mamma del pubblico che avesse un figlio lontano a leggere un’altra poesia senza annunciarne né il titolo né il contenuto. Si è presentata Anna Maria Cantoro, che ha una figlia pediatra attualmente in servizio di volontariato in Etiopia. Il titolo era Se hai fame puoi mangiarlo (il cuore della madre è come il pane) dedicata ad un figlio in partenza. La sua comprensibile emozione si è fatta irrefrenabile già alla lettura del primo verso: “Ho chiuso il cuore nella tua valigia”. Per una caso strano della vita Anna Maria agli inizi di marzo scorso aveva messo nella valigia della figlia in partenza per l’Etiopia proprio un grande cuore sul quale aveva scritto le sue parole d’amore per la partente. E’ venuto in soccorso Dino Cassone che ha portato termine la lettura.
La serata si è chiusa in modo imprevisto con la lettura dell’ultima poesia del libro Riavrò le ali di gabbiano da parte del marito della poetessa il cegliese ins. Pietro Caroli che ha confessato di non essere mai riuscito in privato a portarne a termine la lettura. Si era così sfidato a farlo in pubblico. La sfida è riuscita sia pure con evidente groppo nei versi finali “che amerò in eterno al riparo dell’antico cuore”.
..."Una bella serata di prelibato cibo per l’anima” hanno commentato alla fine tutti i presenti.

Provvedimento restrittivo in carcere

Sabato 19 Settembre 2015


I Carabinieri della stazione di Ceglie Messapica hanno eseguito una ordinanza di sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Brindisi, nei confronti di …........., classe 1990 del posto.
Il giovane, lo scorso 13 agosto, era stato arrestato per evasione dagli arresti domiciliari che scontava presso la sua abitazione poiché ritenuto responsabile di una tentata rapina in danno di una rivendita di tabacchi del luogo, con lesioni personali al titolare dell'esercizio, commessa il 1° marzo 2014.
............., dopo le formalità di rito, è stato associato alla casa circondariale di Brindisi.

Elogio al giovedì di settembre cegliese

Venerdì 18 settembre 2015


di Vincenzo Gasparro per Cronache e cronachette

Il testo che presento oggi alla vostra riflessione prende spunto da una antichissima tradizione che è una peculiarità della cultura popolare cegliese. Solo da noi, infatti, si festeggiano i giovedì di settembre come un rito pantagruelico e pagano e, non a caso, si festeggiano solo i giovedì che rimandano, in tutta evidenza a Giove. Il testo merita alcune puntualizzazioni grafiche perché,non possedendo lo strumento di scrittura adatto, non posso scrivere la vocale "e" capovolta. S'intende che tutte le "e" finali sono mute e scritte alla francese,così come quelle scritte nel corso di alcune parole. L'idea di questa poesia m'è venuta da una sollecitazione dell'amica Cristina la quale mi chiedeva dell'esistenza di poesie in dialetto che richiamavano questa tradizione. Personalmente non ne conosco,sicuramente,però si cantavano stornelli in dialetto. Se questa poesia è la prima specifica sull'argomento sono contento di creare un precedente, se ce ne sono altre, la mia continua una tradizione. Dell'espressione "San Rocco" ho preferito farne una crasi che meglio si avvicina alla pronuncia dialettale.Accetto volentieri i consigli di scrittura che migliorino la grafia e la valenza semantica del testo.


Jére nu giovedì de settembre
Jére nu settembre cu ciele pulite pulite
appene pittate de nuvele bianche
c'accarezzavene a cupele de Sandrocche
e stennecchiavene a murusciane a mienze a lusce.
Jére nu giovedì de quidde ca sobbe a l'ere
se ballave e se cantavene canzone d'amore
e sobbe a le sciajie le fiche durmevene
pronte pu furne doppe a peddeche.
Jére nu settembre de le prime fridde
ca recurdave u prime amore.
Jére nu settembre a ngrorjie de Giove
nu disce fittu fitte strittu stritte
mpaurite pu gele ca stave pe rrivà.
A ditte niente ci muremme na sere
come a cudu giovedì de settembre,a morte
manche l'ereme a vete pu priesce de cantà.


Era un giovedì di settembre
Era un settembre dal cielo terso/ appena dipinto di nuvole bianche/che accarezzavano la cupola di San Rocco/ e stendevano ombre in mezzo alla luce./ Era un giovedì di quelli che sopra l'aia/ si ballava e si cantavano canzoni d'amore/ e sui graticci i fichi dormivano/ pronti per il forno dopo la focaccia./ Era un settembre dai primi freddi/ci passavamo la voce nella sera/ che ci ricordava il primo amore.Era un settembre in gloria di Giove,/un parlare fitto fitto stretti stretti/ impauriti per il gelo che arrivava./Magari morissimo in una sera/come quel giovedì di settembre,la morte/ nemmeno la vedremmo per la felicità di cantare.

L'estetica delle emozioni

Venerdì 18 Settembre 2015

di Angelo Ciciriello per Cronache e cronachette
MURI

Per una estetica delle emozioni a sasso zero.

La nostra storia è tormentata nel bene e nel male dai muri, quelli veri e quelli eretti dall'idea che fuori dalle nostre vite, dal nostro territorio in cui pisciamo e ci riproduciamo, ci sia sempre qualcuno sempre pronto a farci la festa, con un abbraccio e un fiasco di vino e  con mitra e bombe sul mercato libero. Quando non bastano i sassi abbiamo provato a inventare i confini nella variegata offerta di staccionate, filo spinato, dighe mobili in ferro e acciaio e per ultimi vagoni sulle ferrovie addobbati con collane di filo spinato, new jersey in cemento alti tre metri, muri fatti a mano come i nostri del basso mediterraneo e muri prefabbricati come lo era quello di Berlino e come quello tra Israele e Palestina. Qui da noi questi muretti a secco sono nati per dividere proprietà, delimitare colture, strade polverose dai campi coltivati cosicchè collane di queste pietre si allungano a vista d'occhio sul collo delle colline, all'infinito e senza rispettare confini. Muri a secco, in umido, sott'olio, sott'aceto, sotto sale, in agrodolce: la storia e la cultura architettonica del mediterraneo nel rispetto delle tradizioni rimarcando, se mai ce ne fosse bisogno, l'identificazione tra l'uomo e la sua terra, l'anima che affonda le sue radici nell'humus dove si è nati e cresciuti marchiando indelebilmente la nostra pelle, il suo colore, i suoi sguardi, e persino la voce quando si riempe di canti di gioia e di dolori di morte e disperazione.
Anime ancorate ai sassi come le navi con le loro ancore nei diversi mari del mondo. Una volta. Una volta le genti straniere scendevano dal nord; erano barbari o visistatori clandestini o in cerca di prima occupazione ora le orde più o meno etichettate nello stesso modo dal politically correct, non vogliono occupare militarmente le nostre nazioni riunite in consorzio quasi fosse un parmigiano, si muovono per fame, per la guerra che li rincorre da una vita, per nazioni che li cacciano via. Il Sud, il nostro Sud di mafie e sudori e disperazioni e burocrazie tenebrose è diventato per una sorta di terremoto mai previsto con questa intensità, il nuovo Nord geografico, economico meno quello culturale e civico. Se qui da noi ci si avvolge come il filo spinato nelle diatribe della misericordia e delle braccia aperte a gente di diversa cultura, da loro l'islam fa la differenza bruciando i simboli  e la civiltà dell'europa cristiana e sviluppata; mentre loro ammazzano i cristiani tanti di loro che mai capiranno la differenza tra cristiani e mussulmani pretendono le braccia aperte senza se e senza ma.Pretendono una nuova vita dove le loro leggi, la loro tradizione ormai non la garantiscono a uomini donne e bambini.Chiedono la nostra Umanità quando le loro sono impermeabili a qualsiasi cambiamento per favorire benessere e sviluppo interno e rapporti cordiali col resto del mondo. L'islam fa paura per come tratta la sua gente, l'Islam fa paura, come sosteneva la Fallaci, per quella sua cultura di annientamento del resto del mondo in particolare dei cristiani considerati infedeli da sopprimere.Ma come i torrenti che tracimano e fanno morti nell'italietta di sempre anche loro hanno trovato varchi e buchi nei nostri confini tracimando nelle diverse città , colpite in pieno da acqua frane e anime clandestine che spazzano via certezze, sicumere varie di politici corrotti, tranquillità urbane che colpo su colpo, sassi e sassaiole, stanno martoriando le nostre certezze dell'europa felix che come unica risposta riscopre i confini, innalza muri senza apparenti feritoie, si ritira nei palazzi accusando gli altri di non aver fermato l'orda composta di intere famiglie che si battono in cerca di un open space dove la libertà sia la prima cosa da respirare e vedere. Persino sulla sedia a rotelle si sono avventurati in questa on the road avventurosa in cerca di famigliari e di asili, di futuro e di un caffè al bar tranquilli.
Come si può dire di no a tutta questa gente? Come ci si può avventurare nella distinzione tra profughi e clandestini, chi fugge dalla guerra e soldati dell'isis infiltrati quando ormai sono nelle nostre strade, nei nostri bar, sull'uscio di casa, nei nostri alberghi di lusso come vacanzieri aggratis senza fare niente tutto il giorno,nelle nostre stazioni, sulle nostre rive del mare, seduti sui nostri sassi? Come si può dire ancora no quando in questi anni una non politica europea ha fatto di tutto per dire al vento: "vu cumprà il futuro?"  E che dovevano rispondere i disperati del Sud del Sud? Veniamo subito anzi accorriamo, e sono accorsi, disperati si ma non stupidi fino a questo punto. Sono arrivati persino a piedi, almeno non correvano il rischio di annegare, e le frontiere come il Mar Rosso di Mosè, si sono aperte e poi chiuse, aperte a metà e poi richiuse quasi il corpo di una fisarmonica sfinita di un musicista scoglionato che non sa più che musica azzardare. E poi che musica suonare con tutti quei popoli e lingue diverse, che note azzardare per aprire loro le strade  e consentirgli finalmente di danzare e innalzare canti alla nuova vita? I tromboni di Bruxelles sono stonati e forse la miglior cosa da fare sarebbe prendersi un clandestino o una famiglia a testa subito almeno si farebbe a meno di muri  e della loro idea come risposta a tutto, anche perchè prima o poi crollano come quelli di Pompei e di Berlino. E poi, i sentimenti i muri non solo li scavalcano ma addirittura li distruggono!

Graziano Di Fonzo campione mondiale di modellismo dinamico

Venerdì 18 Settembre 2015

Il ‘pilota’ Graziano Di Fonzo, originario di Laterza (Ta) e attualmente residente a Ceglie Messapica (Br), quest’anno ha partecipato per la prima volta ad una gara internazionale di modellismo dinamico, dove si sono esibiti i migliori piloti al mondo, laurendosi campione mondiale.
Avendo avuto già esperienze nel 2012, arrivando quarto, e nel 2013, arrivando terzo, nel campionato 3dx Italy, in questa importantissima gara internazionale, svoltasi in Francia nel mese di giugno, il 3d Cup World Edition, si è classificato secondo nella categoria ‘ultimate’ e terzo assoluto nella categoria ‘speed’.
Tale campionato, con le sue diverse gare, rappresenta un evento così importante che la diretta streaming ha raggiunto il picco massimo di oltre 30.000 spettatori.
La gara principale, cioè la gara 3d, è suddivisa in 3 categorie : la prima è il set manovre, dove il pilota sceglie 5 manovre tra 40 imposte dal regolamento; la seconda è il volo musicale, dove il pilota deve volare a ritmo di musica; la terza è il freestyle, dove il pilota dimostra tutta la sua bravura facendo un volo di fantasia.
Il giovane pilota Di Fonzo, grazie anche alla collaborazione dei caller Mirko Paladino e Alessandro Botrugno, è riuscito a rimontare dopo aver avuto qualche piccola difficoltà durante il set manovre. Infatti, per un errore banale, ha invertito la sequenza di 2 manovre, e tutti e 5 i giudici gli hanno messo 0 in entrambe!
Ma ha subito recuperato nel set musicale, dove ha dato spettacolo. Nonostante il vento a 30kmh è andato a ritmo di musica perfettamente, lasciando tutti gli spettatori a bocca aperta e raggiungendo 986 punti su 1000. Infine nel set freestyle ha dimostrato la sua esperienza e la sua voglia di vincere raggiungendo gli 830 punti.
Per quanto riguarda la gara di ‘speed’, che si svolge lungo la ‘flyght line’, l’elicottero deve cercare di oltrepassare una distanza prestabilita dal regolamento, in minor tempo possibile. Anche in questa categoria il nostro campione ha dato il massimo e la velocità raggiunta gli ha permesso di arrivare terzo.
Grazie a questi successi Graziano Di Fonzo, avendo raggiunto un risultato di tutto rispetto, è stato promosso ulteriormente dai suoi sponsor, Sab e Mitermodel, che, con il loro supporto, faranno si che il giovane pilota pugliese migliori sempre di più.
Che dire? Andare in Francia e portarsi a casa 2 trofei non è cosa da poco. Complimenti al nostro campione. Sicuramente avremo ancora modo di conoscere le sue prossime vittorie e avventure di pilota di modellismo dinamico.

Nuova associazione per la promozione dei prodotti tipici

Venerdì 18 Settembre 2015

Con l’associazione Ceglie Food i prodotti tipici pugliesi, buonissimi da gustare, sono disponibili direttamente a casa.

È nata a Ceglie Messapica (Br) l’associazione Ceglie Food che vuole dare l’opportunità agli associati di pubblicizzare le diverse aziende del territorio su internet ed offrire a tutti uno spazio di promozione per i prodotti tipici di eccellenza.
Sul sito www.prodotti-tipicipugliesi.it è possibile trovare il progetto “Una Vetrina nelle tue città”, nato inizialmente per coinvolgere le aziende che promuovono i prodotti tipici pugliesi. Con il passare del tempo l’associazione ha deciso di estendere la rete in tutta Italia per dare visibilità anche ad altri marchi aziendali interessati al progetto e per promuovere il “Made In Italy” con prodotti tipici di eccellenza pugliesi e non solo.
Tra i diversi prodotti tipici pugliesi e italiani promossi nel network è possibile trovare : olio (in particolare olio biologico con marchio Dop), sott’oli e sott’aceti, confetture, miele, formaggi, salumi in genere, pasta secca e pasta fresca, passata di pomodoro e pomodori pelati, aceto, vini, succhi di frutta, prodotti da forno e di pasticceria, dolci tipici, dolci di mandorle ed in particolare il biscotto cegliese.
Il sito offre anche contatti per case vacanza e cene solidali disponibili per ogni tipologia di cliente, pertanto al network si possono affiliare anche attività e privati che hanno strutture turistico-ricettive (Casa vacanze, B&B, ecc.) e desiderano offrire le esperienze innovative delle cene solidali da far conoscere nel mondo.
La forza del network è la proposta ad aziende e privati di un portale E-commerce (Electronic Commerce) che permetterà agli associati la vendita di beni e servizi attraverso internet sul territorio nazionale ed internazionale, promuovendo in particolar modo prodotti tipici pugliesi, case vacanza e cene solidali.
Ogni azienda avrà la sua “vetrina” sulla quale potrà inserire immagini, video, prodotti da vendere con le relative descrizioni. Ogni azienda potrà condividere i prodotti nei vari social network (Facebook, Twitter, ecc.).
Il portale è pubblicizzato nei principali social network (questo significa generare traffico web sul portale).
Ogni azienda sarà indicizzata su Google (il motore di ricerca più utilizzato al mondo) ed inoltre avrà la possibilità di acquisire nuovi clienti da altri associati (network).
A breve sarà possibile trovare anche le versioni in inglese ed in tedesco del sito web.
L’associazione Ceglie Food utilizzerà, inoltre, lo strumento del blog per interagire con i clienti e con tutti gli interessati alla promozione e alla diffusione dei prodotti tipici di eccellenza.

La cucina pugliese protagonista all'Expo con i cooking della med cooking school

 Mercoledì 16 Settembre 2015
Gli appuntamenti degli chef della scuola proseguiranno il 20 Settembre a Corato per l’Assaprà Festival.


Prodotti, eccellenze del territorio, gastronomia, tradizione. La Puglia e la sua cucina sbarcano a Expo con i cooking show della Med Cooking School, l’unica sede al Sud della prestigiosa scuola Alma diretta dal maestro Gualtiero Marchesi.
Il 18 Settembre presso l’Anfiteatro del Padiglione Rosso la direttrice della Med Cooking School, la chef stellata Antonella Ricci, e Antimo Savese, allievo di Marchesi, porteranno all’Esposizione Universale di Milano la loro passione e competenza, in veri e propri spettacoli tra fornelli e conversazioni, moderati dalla giornalista Antonella Millarte, esperta di food e beverage.
La presenza di Med a Expo si muove nell’ottica di promuovere i prodotti del territorio attraverso lo studio, la creatività e la tecnica di cucina dei suoi chef, per comunicare al mondo le specificità dei prodotti di Puglia come elementi essenziali per una buona cucina del mediterraneo. Il tutto spaziando tra tradizione e modernità, senza dimenticare la storia secolare della cucina pugliese e le radici culturali e enogastronomiche che la Med Cooking School affonda nel territorio dove opera.
L’evento si va a inserire nella settimana di appuntamenti e iniziative promosse dal Gal Alto Salento e da altri sei Gal del territorio, nell’ambito della promozione della Puglia “rurale”, in un più ampio programma che ha visto partecipare a Expo congiuntamente i 25 Gal di Puglia. I cooking show organizzati dalla Med Cooking School anticiperanno inoltre gli incontri con alcuni dei più famosi chef pugliesi trapiantati a Milano che prepareranno interi menù basati solo su ingredienti della secolare tradizione culinaria pugliese.
Ma non finisce qui: dopo due giorni, domenica 20 settembre, Med Cooking School sarà a Corato (Bari), per l’Assaprà Festival – Cultura e Sapori di Antiche Tradizioni. Sempre nell’ottica della promozione della cultura enogastronomica pugliese, nell’ambito della kermesse gli chef di Med porteranno i loro cooking show al Museo del Gusto.
La partecipazione a Expo e agli altri eventi previsti nei prossimi mesi è ennesima riprova della validità del progetto della Med Cooking School di Ceglie Messapica (Brindisi), perfetto esempio di internazionalizzazione e promozione della dieta mediterranea. Tant’è che il primo corso dell’anno “didattico” 2015-16, quello di tecniche di cucina di base, curricolare per l’ingresso alla scuola Alma e in partenza il 5 ottobre, è andato letteralmente a ruba, con posti disponibili esauriti e allievi provenienti da tutto il Sud Italia (e non solo). Per chi fosse interessato, invece, sono ancora disponibili posti per lo stesso corso in partenza per il prossimo novembre.

Anche il biscotto cegliese ad Expo Milano 2015

Mercoledì 16 Settembre 2015
La Puglia sposa il mondo.





Ceglie Messapica nello spazio dedicato alla Puglia è stata rappresentata, con il biscotto cegliese, dai fratelli Gaspare e Maria Cristina Fugazzaro. Gli stessi ai numerosissimi visitatori, oltre al biscotto, hanno offerto in abbinamanto il rosolio "Gioia Mia", sempre di loro produzione. L’evento si va a inserire nella settimana di appuntamenti e iniziative promosse dal Gal Alto Salento e da altri sei Gal del territorio, nell’ambito della promozione della Puglia “rurale”, in un più ampio programma che ha visto partecipare a Expo congiuntamente i 25 Gal di Puglia.


L'artista cegliese Rocco Santoro presente alla Biennale di Milano

Martedì 15 Settembre 2015


"Inaugurata Sabato 5 Settembre 2015, nel capoluogo lombardo, "Biennale Milano - International Art Meeting" la prestigiosa iniziativa artistica supportata dall'Esposizione Universale Expo 2015 e presentata dall'Ambasciatore per le Belle Arti Prof. Vittorio Sgarbi. L'evento di risonanza internazionale sarà visitabile fino all'1 Ottobre 2015 presso lo storico Spazio Tadini e altre rinomate sedi milanesi, con la direzione organizzativa del manager della cultura Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte, società leader nel settore mostre, editoria e comunicazione, che conta oltre 25 anni di attività.

Il vernissage vedrà la partecipazione straordinaria di Alba Parietti.
La manifestazione, sotto l'alto patronato di Expo 2015 e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, vedrà la presenza di importanti curatori, critici e studiosi specializzati, nonché di personaggi illustri del panorama culturale contemporaneo, che arricchiranno lo straordinario contesto espositivo gremito di artisti provenienti da tutta Italia e oltre.

Durante il periodo della mostra si terranno infatti grandi eventi: il concerto di Cristiano De André, figlio del celebre cantautore Fabrizio, una conferenza del Prof. Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale e un incontro con Katia Ricciarelli, la più bella voce d'Italia nel mondo e lo straordinario scrittore Mauro Corona.
Biennale Milano - International Art Meeting mette in palio per gli artisti partecipanti un premio speciale. Alcuni di loro, infatti, selezionati dal Comitato scientifico, avranno l’occasione unica di esporre gratuitamente nel contesto di Art Miami 2015. Un'opportunità unica e imperdibile!

Inoltre, il catalogo ufficiale della mostra sarà realizzato dalla nota casa editrice Giorgio Mondadori.

«Biennale Milano si affianca all'Expo per divulgare un messaggio di arte universale, a disposizione dell'intera comunità» afferma il Dott. Nugnes e continua «Il patrimonio artistico costituisce una risorsa di valore inestimabile, da tutelare e salvaguardare sempre e comunque».

Biennale Milano sarà dunque un grande evento nel mondo dell'arte, concepito in modo innovativo per valorizzare al meglio ogni forma d'espressione artistica. Pittura, scultura, fotografia e video arte verranno accolte in un'esposizione collettiva in cui ogni artista avrà un proprio spazio per mostrare il suo talento e le sue creazioni". Fonte sito biennale di Milano.




Incontro con l'autore

Martedì 15 Settembre 2015

Ancora un'autovettura data alle fiamme

Martedì 15 Settembre 2015

Dopo l'incendio di martedì scorso a Ceglie Messapica, viene data alle fiamme un'altra autovettura. Gli investigatori hanno aperto l'ennesimo fascicolo contro ignoti per incendio doloso. L’auto si trovava parcheggiata in centro, nei pressi dell’abitazione del proprietario. Sul posto si è recata una squadra di Vigili del Fuoco del distaccamento di Ostuni, oltre ai Carabinieri del Comando di Ceglie Messapica. Quest'ultimo episodio delittuoso, si va ad aggiungere agli altri eventi dello stesso genere, che negli ultimi due anni hanno colpito la città.

A proposito di Coppa Messapica

Martedì 15 Settembre 2015


Ricordando il grande medico sportivo Enrico Arcelli.

Molti lo ricorderanno, altri invece si chiederanno “chi è Enrico Arcelli?”, per avere un’idea, anche se abbondantemente insufficiente, della sua grandezza forse basterebbero le prime due righe della presentazione fatta da il Giornale.it, il giorno dopo la sua morte avvenuta il 30 giugno dell’anno in corso. Ecco cosa scrive :<<A suo modo Enrico Arcelli è stato un visionario e un grande precursore, tanto da portare lo sport in una nuova dimensione, inventando di fatto una nuova figura, quella del preparatore sportivo>>. Posso dire di aver avuto la fortuna di conoscere personalmente il prof. Arcelli, condividendo aggiornamenti di medicina dello sport e ben tre miei progetti, di cui uno legato alla Coppa messapica, la nota corsa ciclistica che è prossima a svolgersi nella nostra città di Ceglie, il 26 settembre p.v..
Non ricordo con assoluta precisione il giorno in cui incontrai per la prima volta Enrico Arcelli, ma con buona approssimazione posso affermare di averlo incontrato poco dopo essere giunto in Lombardia, a seguito del trasferimento della mia famiglia, avvenuto la notte delle stelle cadenti del lontano agosto 1969, dalla mia amata Ceglie. Fu Alberto Cadonà, oggi professore ed allenatore, allora giovane atleta con un fresco primato italiano sulla breve distanza, ottenuto presso il Centro di preparazione olimpica di Formia e mio nuovo compagno di associazione sportiva, a farmelo conoscere (a Ceglie avevo lasciato Lillino Spilotro con il quale io, Pietro Colucci, Carlo Nisi e qualche altro avevamo dato vita alla “Stella Azzurra”, associazione di atletica leggera). Ricordo come se fosse avvenuto ieri, in una splendida giornata di sole approcciammo l’allora giovane dottore Arcelli in pieno rettangolo di giuoco dello stadio “Franco Ossola” di Varese, naturalmente all’opera. Prima di incontrarlo, Alberto mi aveva parlato assai bene di lui che, seppur ancora giovane, nel mondo sportivo si era conquistata una fama davvero invidiabile già a quel tempo.
Appese le scarpe al chiodo, persi di vista Enrico Arcelli, non certamente i suoi innumerevoli successi inanellati nel mondo dello sport, dal Basket, al calcio, dal ciclismo allo sci, dal tennis all’atletica leggera, ecc., ecc.. Personalmente ho ripreso ad incontrarlo di nuovo quando ho iniziato ad interessarmi di medicina sportiva, partecipando a convegni ed aggiornamenti soprattutto a Varese e Milano. Sarò a casa sua, ai piedi del Sacro Monte di Varese, nell’anno 1997, quando lo invitai a partecipare al Convegno di Medicina Sportiva da me organizzato, dal titolo “Doping, Integratori e Tutela della Salute nello Sport”. A lui parlai dell’importante lavoro di ricerca che avevo portato avanti sui “Valori di Ematocrito nella popolazione normale”, riguardanti 2000 soggetti non ospedalizzati di sesso maschile e 300 soggetti di sesso femminile, del bacino di utenza dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Varese. Alla mia richiesta di sua partecipazione al convegno, ricordo di aver ricevuto immediata e incondizionata accettazione, cosicché il prof. Arcelli si sarebbe unito ad una folta schiera di importanti relatori, presentando la relazione “Alimentazione e integratori nello sport”. Forte di contatti con rappresentanti di importanti aziende multinazionali, legate alla produzione e commercializzazione di diagnostici di laboratorio, ottenni la sponsorizzazione dell’evento, tanto da procacciarmi la migliore in assoluto delle location nella città di Varese, ovvero il Centro Congressi di Ville Ponti, ricco di tre storiche ville immerse in un parco secolare di 56.000 mq, ivi compreso 600 posti auto.
Per la organizzazione di quell’evento, mi piace ricordare di aver preso spunto dal Convegno realizzato a Ceglie Messapica, in occasione dei festeggiamenti della 40esima Coppa messapica, il cui obiettivo era stato quello di rilanciare il ciclismo in quella parte di Puglia. Ricordo pure che il convegno cegliese vide le partecipazioni straordinarie dell’allora presidente della F.c.i. (fed.ne ciclistica italiana) Gian Carlo Ceruti e del grande campione di ciclismo Francesco Moser, che proprio ad Ostuni, in occasione dei mondiali di ciclismo del 1976 ottenne un meritatissimo secondo posto, solo per un soffio battuto allo sprint da Freddy Maertens. Al titolo di vice campione del mondo su strada e alla medaglia d’argento conquistata a pochi chilometri dalla nostra Ceglie, Moser aggiunse quella più prestigiosa del metallo più nobile, che gli valse tra l’altro il titolo iridato di campione del mondo, conquistato sulla nuova pista del velodromo di Monteroni (LE).
Tra le tante affermazioni del campione trentino vorrei ricordare in questa sede il record mondiale fatto registrare nel gennaio 1984 a Città del Messico dove, grazie anche all’innovative ruote lenticolari, a Moser riuscì di superare il muro dei 50 km orari (km 51,151), record resistito per ben 9 anni. Mi piace ricordare pure che, oltre al ciclista italiano più vittorioso di sempre in Italia e terzo nel mondo, che pure ho avuto l’onore di conoscere personalmente, a costruire quel record vi fu anche il contributo fondamentale dato da due eccezionali persone e due figure di primissimo piano nel mondo dello sport e della preparazione sportiva in particolare, che oggi non ci sono più e che ho avuto modo di conoscere personalmente, già agli arbori dei loro successi personali e di averne apprezzato gli aspetti umani, al di là delle loro indiscutibili, grandi doti professionali, ovvero l’allora preparatore atletico Aldo Sassi, mio compagno di squadra di atletica dei primi anni 70 e il grande medico sportivo Prof. Enrico Arcelli. Per la cronaca, ricordo che Aldo Sassi, divenuto autentico astro di prima grandezza nel mondo del ciclismo, riuscì ad apportare grandi innovazioni nel campo della preparazione, di cui seppero avvantaggiarsi grandi campioni come Ivan Basso, Museeuw, l’ex iridato Cadel Evans ed altri fra i migliori atleti del mondo. A parte il suo grande valore da Tecnico, Aldo Sassi fu direttore del Centro Mapei di Castellanza. La sua morte, causata da un male incurabile e avvenuta assai prematuramente nel 2010, ha lasciato un grande vuoto nel mondo del ciclismo e non solo in quello. Quando appresi la triste notizia, mi precipitai per chiamare al telefono Arcelli, il quale affranto ebbe a pronunciare le parole che io mi aspettavo pronunciasse: <<Aldo per me è stato come un figlio>>. Ricordo pure che, al tempo della militanza nello stesso team di atletica leggera di Malnate alle porte di Varese, con me e il povero Aldo c’era pure Roberto, fratello maggiore di Aldo, divenuto anche lui un grande nel mondo del calcio internazionale, nelle vesti di preparatore atletico (Varese, Lazio, Lecce, Avellino, Torino, Verona, Salernitana, Fiorentina, Valencia, Atletico Madrid, Chelsea, Parma, Sampdoria Dynamo Moscow. Dal 2011 Roberto Sassi è responsabile di Training check alla Juventus – Cfr. Roberto Sassi - Juventus.com).
Ci vorrebbe una enciclopedia intera per parlare del prof. Enrico Arcelli, tanto ci sarebbe da dire. In questa sede cercherò di limitarmi a sottolinearne la sua grande umanità, seppur grande, inarrivabile professionista (Medico sportivo, dietologo, preparatore atletico, atleta egli stesso e scrittore) ogni qualvolta mi sono rivolto a lui non ha mai ostentato e fatto sentire il peso della sua grandezza, accogliendomi sempre con grande e ammirevole umiltà ed umanità. Oggi sono orgoglioso di aver condiviso con l’illustre prof. Arcelli ben tre progetti da me ideati, inerenti a tematiche che direttamente o indirettamente hanno fatto emergere il nome della città di Ceglie Messapica, oltre s’intende ai convegni di medicina sportiva, in cui il medico milanese è stato relatore. A proposito del Convegno di Medicina Sportiva “Doping, integratori e tutela della salute nello sport”, da me organizzato a Varese nel 1998, Arcelli nell’introdurre la sua relazione ebbe così ad esordire: <<Vito Elia è stato a casa mia in tempi non sospetti>>. Volle con queste parole gratificarmi, mettendo subito in chiaro una cosa e cioè che non avevo organizzato quel convegno cavalcando la tigre (molti cominciavano a farlo a fenomeno doping esploso), sottolineando la mia lungimiranza mostrata nell’aver acceso i riflettori sulla questione doping in un momento di apparente tranquillità, cogliendo semmai i primi sintomi di accensione e deflagrazione del fenomeno, di cui noi tutti siamo stati in appresso attoniti e spesso disgustati spettatori. All’epoca di quel convegno infatti, il problema del doping nel ciclismo, ma non solo in quello per la verità, aveva assunto già proporzioni preoccupanti, ma non aveva ancora conosciuto il suo apice più grande. Arcelli insomma volle far sapere a tutti i presenti che io avevo iniziato a pensare all’organizzazione del convegno, prendendo subito sul primo lievitare quel preoccupante fenomeno degli ultimi anni del secolo scorso, che sarebbe stato caratterizzato da una escalation sempre più impressionante, con scandali a ripetizione e persino con casi di mortalità di non pochi atleti nel mondo, compresa quella (anche se apparentemente diversa), ancora avvolta nel mistero, del nostro grande Marco Pantani, che lasciò sgomenti la nostra Italia e il mondo dello sport per intero.
Ricordo con estremo piacere il completo successo del Convegno di Varese, tanto più perché ispirato dall’altro convegno fatto a Ceglie, andato ben oltre le più rosee aspettative, tanto che mai sin a quel momento mi capitò di aver assistito a convegni di medicina sportiva con così tanta appassionata partecipazione di gente, sportiva e non. Uno dei miei obiettivi di quel convegno era stato quello di portare il nome di Ceglie e della Coppa messapica al di fuori dei confini regionali pugliesi, l’importante successo conseguito non fece altro che attestare di aver centrato in pieno quell’obbiettivo.
Tralasciando gli altri importanti relatori di quel convegno, desidero ancora una volta soffermarmi su Enrico Arcelli. Ebbene, nei nostri colloqui parlammo, come giusto che fosse, di sport e di sportivi, anche di quelli nostrani, ricordo di aver sentito pronunciare dalla bocca di Arcelli le seguenti frasi:<<Conosco bene il maratoneta Giacomo Leone, ma è la città di Francavilla Fontana che è oramai divenuta un pilastro dell’atletica italiana>>. E poi parlando della nostra Ceglie, dell’olio extravergine di Oliva delle nostre colline, da grande studioso di alimentazione umana, così ebbe a pronunciarsi: <<Non si finisce mai di scoprire le grandi virtù dell’olio extravergine>>. Conosceva ed apprezzava molto il biscotto cegliese, perché non mancai di farglielo assaggiare, così come pure l’olio extravergine. Il prof. Arcelli nel corso dei nostri incontri mi aveva dato alcuni consigli sull’alimentazione, di cui ho fatto tesoro e che non voluto più dimenticare.
In uno degli ultimi incontri, il professore milanese mi apparve un po’ turbato, confessandomi la sua preoccupazione verso il rischio di sua morte prematura, causa un problema di ereditarietà genetica, che gli aveva portato via suo papà ancora relativamente in giovane età. Inoltre, tralasciando i suoi indiscutibili contributi al successo di numerosi sportivi delle più svariate discipline, vorrei ricordare in questa sede quanto di buono il prof. Enrico Arcelli ha lasciato in riferimento al grande patrimonio letterario dedicato al mondo dello sport e non solo a quello. Intendo sottolineare i suoi 23 Libri, alcuni tradotti anche in russo e cinese, ma vorrei ricordare quello in particolare che porta il titolo “Correre è bello”, ancora oggi il libro sportivo più letto in Italia e il “Nuovo correre è bello”, due libri cioè che, insieme a “La maratona: alimenti e preparazione”, a “Voglio correre” ogni sportivo, ma ogni famiglia dovrebbe gelosamente custodire in casa, tante sono le informazioni dettagliate fornite per correre consapevolmente, in coerenza con le proprie capacità e condizioni fisico-anagrafiche, praticando sport agonistico, ma soprattutto praticando quel correre quotidiano che OMS (Organizzazione mondiale della sanità), ISS (Istituto Superiore della Sanità), “Dieta mediterranea”, esperti del settore non finiscono mai di consigliarci, per la prevenzione di numerose patologie, per il raggiungimento e mantenimento di uno stato di salute psico-fisica ottimale e perché no per l’allungamento della vita. Per tutto ciò, non senza una buona dose di veniale, io spero, presunzione, a nome mio personale e di tutti gli amanti del correre, sportivi e non della mia amata terra di Puglia e in particolare della mia amata città d’origine, che è Ceglie Messapica, più volte menzionata nei nostri incontri, voglia Prof. Enrico Arcelli, l’uomo che cambiò lo sport (come definito in Il Giornale.it del 1 luglio 2015) accettare il nostro commosso e sentitissimo ringraziamento. Sono certo che le nostre genti ed i figli che verranno continueranno a fare tesoro dei suoi infiniti insegnamenti, senza tempo.
Riposi in pace prof. Enrico Arcelli.
   F.to
Vito Elia

Ciao Raffaele

Sabato 12 Settembre 2015
Ieri ci ha lasciato Raffaele.

Un messaggio semplice, pubblicato su tanti profili facebook di utenti di Ceglie Messapica. E’ bastato solo il nome, non è servito altro per far capire alla città che era scomparso una persona conosciuta in città.
Il cognome, Carriero, è un dato superfluo. Perché se dici Raffaele, a Ceglie Messapica, pensi subito alla bontà del gelato artigianale, a un uomo che tutti conoscevano, a quelle passeggiate nelle serate estive e alle tappe al suo bar sito in Corso Garibaldi.
Il tam tam su facebook è stato continuo, con condivisioni e messaggi di tantissima gente che ha lasciato un pensiero triste.
Raffaele Carriero era conosciutissimo in città, non solo per la sua attività di gelataio, ma anche come promotore ed organizzatore della “scassiapignata”, un'antica tradizione cegliese che per tanti anni ha fatto divertire numerosissimi bambini della città. Con la morte di Raffaele, che si aggiunge a quella di qualche anno fa di Tonino Fugazzaro, Corso Garibaldi si priva, purtroppo per sempre, di un altro personaggio della storia locale.