DOMENICA 2 GIUGNO 2013
FOTO DI REPERTORIO MENGA
Questionario di poesia (50) Vincenzo
Gasparro
Mario Fresa
Questionario di poesia (50)
Questionario di poesia (50)
Qual è il segreto progetto a cui tende
la tua scrittura?
Cercare di capire il senso del mondo al
di là delle apparenze, per questo il senso religioso e del mistero sono molto presenti nel mio lavoro.
Come nasce, in te, una poesia?
A volte per liberarmi dall’angoscia
esistenziale rivisito l’immaginario dei miei amori, della mia infanzia perduta
e canto la bellezza di Gaia, altre volte riscrivo poeticamente libri che
mi suggestionano e che si nutrono degli stessi dubbi della mia riflessione.
Utilizzo anche temi e suggestioni che mi provengono da altri linguaggi.
Un poeta parla di ciò che realmente vive
o di ciò che vorrebbe ricevere, e che sempre gli sfugge?
Parlo di ciò che vivo senza l’illusione
di ricevere in cambio qualcosa, se non la consolazione di trovare,a
volte,qualche parziale risposta al lavorio della mia officina intellettuale.
La poesia è salvazione?
No. A volte, fugacemente, ci aiuta a
sopportare il dolore della vita.
A quale gioco della tua infanzia
vorresti paragonare la tua poesia?
Alla lippa che è un andirivieni sulla
strada a contare i passi del tempo.
Che cosa ti ha insegnato la
frequentazione della scrittura poetica?
A guardare dentro la nudità della mia
anima nello spaziotempo curvilineo che ci avviluppa e da cui nasce la
meraviglia e lo stupore.
Qual è il grado di finzione e di mascheramento
di un poeta?
Quasi tutto è mascheramento perché il
poeta gioca come il gatto col topo e il lettore deve decostruire il livello
profondo della poesia reinterpretando il testo con la propria sensibilità, le
proprie fobie e i fantasmi personali.
Vorresti citare un poeta da ricordare e
da rivalutare?
Assunta Finiguerra con la sua carica
poetica aspra e dolente. Un caso letterario ignorato.
Qual è il dono che augureresti a un
poeta, oggi?
L’ascolto. Dei poeti si parla, per il
lampo d’un mattino, quando sono morti, ma una società che non dà ascolto alle
narrazioni dei poeti è destinata alla barbarie.
Puoi citare un verso che ti è
particolarmente caro?
“Io sono il giardiniere e sono il fiore”
di Mandel’Stam. L’uomopoeta vero è al contempo giardiniere e fiore che cura il
giardino edenico che Dio o il caso ci ha consegnato.
Pubblicato da L'Arca Felice

Nessun commento:
Posta un commento